Califone @ Init [Roma, 6/Dicembre/2013]

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Venerdì sera impegnativo per la capitale, con un tris di appuntamenti mica da ridere: la voce grossa la fanno sicuramente i Ministri all’Atlantico Live, mentre il Circolo degli artisti sceglie i DID, freschi di pubblicazione del nuovo ‘Bad Boys’. Noi di Nerds Attack! Invece scegliamo l’Init per la data romana dei Califone, progetto (inizialmente solista) di Tim Rutili ex-leader degli imprescindibili Red Red Meat. Il tour è mirato a far sentire in giro il nuovo lavoro dei Califone che esce su Dead Oceans dopo 4 anni di silenzio: il meraviglioso ‘Stitches’ è tutto quello che gli avventori vogliono sentire questa sera. I Nostri si presentano in formazione trio, con Rutili alla voce-chitarra-tastiera, un barbuto gigante (identico a Robbie Coltrane nei film di Harry Potter) ad alcune aliene macchine elettroniche e un batterista alle, appunto, pelli e altre diavolerie elettroniche. Faccio malamente in tempo a perdermi il gruppo d’apertura ed arrivare in un Init mezzo-pieno/mezzo-vuoto poco prima che Rutili, vestito come un padre di famiglia fallito e separato dalla moglie, imbracci la sua chitarra e inizi un suo personalissimo viaggio fatto di versi sbiascicati, accordi sbilenchi, bordate elettroniche, cuori straziati e vita di tutti i giorni. Un viaggio che parte dalla Chicago di fine anni ’90 per arrivare alla Roma del 2013, dalla fabbrica di attrezzature radio (appunto) Califone fino all’Init. Un viaggio che avrà il mio personalissimo culmine nella parte finale di ‘Moses’, pezzo nuovo tra i più belli della carriera di Rutili. Non mancheranno i momenti in cui il frontman sarà capace di una certa ironia, introducendo un pezzo dedicato a una gatta (Fofy) che “was a bitch”, e di un certo controllo su una esibizione più compatta e più “guidata” rispetto all’estro mostrato su disco, ma allo stesso tempo più piacevole senza dover rinunciare alle aperture più avant – e post – nel vero senso di entrambe le parole: una fonia e una scelta dei volumi al limite della perfezione ci hanno restituito il giusto feeling con la sognante malinconia marchio di fabbrica dei Califone (impossibile non citare l’inizio di ‘Stitches’) e ci hanno spedito in orbita sulle divagazioni siderali-tagliate-synth della perfetta macchina da live che i tre di Chicago hanno costruito. Una esibizione preziosa, da conservare vicino al cuore e da non far vedere a nessun altro se non alle persone più care, con le quali spero abbiate condiviso la mia stessa esperienza il 6 dicembre 2013 all’Init di Chica… Roma

Simone Macheda

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