Buzzcocks @ Musicdrome [Milano, 13/Marzo/2009]

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La prima volta che vidi i Buzzcocks fu nel 2001 al Forte Prenestino in occasione del “Contro-1° Maggio” organizzato dal Centro Sociale. Un pomeriggio infernale condito da una bottigliata in testa rimediata da un presunto redskin a metà concerto e, quindi, da una scazzottata conclusasi poi con un pacato “volemose bene”. Ma ci stava. Detto ciò, la serata al Musicdrome doveva essere l’opportunità per gustare ogni loro canzone, ogni ritornello, ogni attimo che mi potesse ricondurre ai memorabili anni ’70 evitando ogni altro motivo di distrazione. I due gruppi spalla, LTD e Tunas non riscaldano purtroppo gli animi. I primi suonano un classico post punk e quindi cronologicamente successivo ai Buzzcocks, mentre i secondi suonano un rock molto brit-mod. Avremmo, in sostanza, preferito ascoltare qualcosa che fosse più in linea con quanto i Buzzcocks ci avrebbero poi regalato come ad esempio i Club 27, sostituiti all’ultimo momento dai Tunas. Statistiche. Presenze: Musicdrome ricolmo. Età media del pubblico: trenta/trentacinque anni per via dei moltissimi punk stagionati giunti da tutto il nord-Italia. I colori intorno a me: tutti (luci a parte). Acconciature: tutte. Birre tracannate: molto poche dato che per una piccola si doveva spendere almeno 5 €.

I Buzzcocks iniziano un po’ più tardi del previsto ma ciò ha consentito ai molti ritardatari di non mancare il “one, two, three, four!” iniziale. Cominciano con l’album ‘Another Music In A Different Kitchen’. Eseguono, una dopo l’altra, tutte le canzoni. I punk svizzeri, accorsi a flotte specialmente dal Canton Ticino, iniziano a rotearsi sulle nostre teste. Qualcuno, ubriaco giace a terra. Io e Chris, rimaniamo un po’ dietro intenti a gustarci ogni attimo del concerto. La partenza non è entusiasmante. Un disel-vecchio-stampo che per assestarsi deve almeno percorrere le prime 4 canzoni. Ma poi eccoli, frenetici, incontenibili; specialmente Steve Diggle, che non dovendo cantare, si può permettere di saltellare qua e là sul palco con la sua Telecaster. Continuano col secondo album ‘Love Bites’. Ogni pezzo viene eseguito a martello. La potenza di esecuzione e la precisione sono scandite e ossigenate dai giovani rimpiazzi della band: Danny Farrant alla batteria e Tony Barber al basso. Ma Pete, decisamente sovrappeso non è da meno. Canta, suona e s’invola nei “soli” di chitarra come all’epoca. Non ci sono quasi pause tra una hit e l’altra se non il tempo necessario a Danny per scandire l’inizio del pezzo successivo con quattro bacchettate. Tra la folla si aggira anche Giuliano Palma. Nino, quarantacinquenne punk milanese, ricorda ancora Giuliano aggirarsi per il Virus con una stupenda cresta viola prima che cominciasse a suonare nei Casino Royale. A fine concerto mi informa che Giuliano è venuto apposta per ascoltare ‘What Do I Get It?’ in quanto intende metterla nel suo prossimo album. Staremo a vedere. Il concerto dei Buzzcocks è stato certamente un’occasione per rincontrarsi, una reunion di vecchi punkettari che frequentavano le Colonne di S. Lorenzo ed il Virus. E’ mancata però la sorpresa, il domandarsi “quale sarà il prossimo pezzo?” ( a parte i bis). La scelta di suonare perfettamente ed in ordine la play list dei primi due album, l’eccesso di precisione nell’esecuzione, il solo di batteria prima dei bis, non sono stati capiti. Forse, se avessero suonato a S. Siro o all’Olimpico tutto ciò avrebbe avuto un senso. Ma, comunque, lode ai Buzzcocks; lode al punk ’77.

Andrea Rocca

34 COMMENTS

  1. recensione fuorviante. è stato un concerto della madonna, bello e generoso. La scelta di fare i due album si spiega perchè il tour ha come tema, dichiarato fin dall’inizio peraltro, i primi due album e i primi singoli. Hanno suonato benissimo anche quasi tutto Singles Going Steady: una scaletta stellare, praticamente tutto il meglio di una delle più importanti band di sempre. Tutto suona ancora modernissimo (e c’erano anche molti giovanissimi, altro che “riunione di vecchi punkettari”), specie pezzi come “Fiction Romance” e “Autonomy” che hanno influenzato tutti i neo – new wavers di oggi. Senza parlare dei classici immortali tipo “What Do I Get”, “Ever Fallen In Love”, “Promises”, “Orgasm Addict” e via discorrendo. Grande Steve Diggle, simpatico e coinvolgente, un vero animale da palcoscenico. Shelley (a parte la panzetta e i capelli grigi) canta e sta sul palco esattamente come 30 anni fa e il nuovo batterista ha messo in risalto la natura percussiva e tribale di molti brani del primo periodo. Se avessero suonato male avreste detto che sono bolliti, invece hanno suonato benissimo e allora dovete denunciare “l’eccesso di precisione nell’esecuzione”. E’ stato un grande concerto punto e basta, è tanto difficile ammetterlo? E se uno suona bene e riesce anche a coinvolgere il pubblico non si può fargliene una colpa, basta con queste assurdità. Le nuove generazioni devono vedere dal vivo queste bands, specie se suonano ancora così, perché l’impatto e la personalità di questi gruppi è ancora ineguagliato, purtroppo. Quindi godetevi i Buzzcoks perchè quando non ci saranno più li rimpiangeremo parecchio…

  2. Recensione acida, come se l’autore avesse scritto con risentimento verso qualcuno o qualcosa [soprattutto nella prima parte]..mah! RIDICOLO.
    Concordo cmq sulle ultime 4 parole – lode al punk ’77: concerto e serata grandiosi, un vero ritorno del punk ’77 a Milano!
    E’ stato bello vedere e rincontrare tanti vecchi punk e personaggi storici della scena punk milanese (e non solo)…e vedere tantissimi giovani entusiasmarsi e cantare sotto il palco!
    Eccellente l’esecuzione dei Buzzcocks, da brividi!

  3. quote:
    <>

    cioè, in sostanza, avresti preferito suonare te che sei il batterista dei club 27 al posto dei tunas,
    ma quindi stai a rosikà o a fare informazione?

  4. bè i nerd non dovrebbero manco presentarsi a un concerto dle genere secondo me!
    poi l’ignoranza di chi scrive le recensioni in italia è evidente
    scemotto dovresti sapere che i joy division aprivano i concerti dei buzzcocks nel 79 quindi non vedo così fuoriluogo la presenza degli LTD!
    I Tunas pure ci stavano perchè fanno punkrock garage e spaccano
    ripigliatevi !!!

    god save the postpunk

  5. La recensione sarebbe “acida”, fuorviante… solo perchè alla fine trovate scritto “E’ mancata però la sorpresa, il domandarsi “quale sarà il prossimo pezzo?” ?
    In Italia si continua a “leggere” la musica come si tifa una squadra di calcio la domenica allo stadio. Con i paraocchi, senza possibilità di concedere libertà d’espressione al prossimo, giudicando chi osserva e critica per raccontare un evento. I Tunas spaccano e lo sappiamo, avendoli recentemente recensiti… per quanto riguarda i “nerd” che non dovrebbero manco presentarsi a un concerto del genere… beh forse non conosci a fondo la storia di questo sito e pensi che ci siano sbarbatelli sfigatelli con gli occhialoni neri, i calzoni corti e l’anello al naso. Quando iniziarono i Buzzcocks per fortuna noi quei dischi li compravamo già…

  6. Ciao a tutti, mi spiace se la recensione a volte è rientrata nelle vostre aspettative e a volte no.

    Certo è che con essa non si voleva dimostrare quanto è già noto a tutti ovvero che i Buzzcocks sono stati e saranno per sempre una delle band più decisive del panorama punk (e non solo) a livello mondiale. Infatti, in tal caso, il report sul concerto sarebbe stato ridondante oltre che inutile. L’articolo, di converso, voleva essere semplicemente un’istantanea sulla serata. Né più e né meno.

    La performance dei Tunas è stata buona così come quella degli LTD ai quali ho fatto i miei complimenti per il tramite del loro chitarrista Rick Fiend. Di loro, peraltro, ho già scritto positivamente in uno dei precedenti Report. Ma, ripeto, purtroppo l’impressione generalizzata che si è avuta – osservandomi anche intorno – è stata quella descritta nel report.

    Passando ai mitici Buzzcocks, la perfezione nell’esecuzione ed la grande energia di Steve e Pete – che non si sono risparmiati un attimo – rimarranno nei ricordi di tutti noi. Come ho evidenziato nell’articolo, la loro performance è stata incontenibile. E fin qui siamo stati tutti d’accordo.

    Mi sarei, però, aspettato “l’imprevisto” da poter poi raccontare e memorizzare per rimanere “sorpreso” anche in futuro e felice di aver visto un qualcosa di non stabilito a priori, un qualcosa di “spiazzante” come nella migliore tradizione punk.

    La questione, poi, dei Club 27 non c’entra nulla. Se avessimo suonato, sicuramente non avrei scritto alcun articolo. Lo scorso mese i Club 27 hanno aperto il concerto dei Damned. E proprio per questo non ho scritto alcuna recensione (contentezza e eccitazione a parte) per evitare qualsiasi possibile conflitto di interessi. Inoltre, la decisione che non si sarebbe più suonato al concerto dei Buzzcocks è stata chiarita direttamente, personalmente e definitivamente con l’organizzatore della serata circa un mese fa.

    Tutte le altre questioni di stomaco, o parole che provengano dallo stesso, le lascerei perdere. Chi mi conosce sa che sono aperto al confronto, alla discussione ma con i dovuti modi.

    In ultimo, ci tengo ad evidenziare che la redazione di NERDSATTACK – a cui chiedo personalmente scusa per i toni suscitati da quanto scritto – ha dato lo spazio e la possibilità a me e a tutti voi di confrontarci sulla serata. Proprio per questo motivo eviterei di attaccarla come è stato senza alcuna ragione e senza conoscere chi vi ha sacrificato e tuttora sacrifica grandissima parte del proprio tempo libero per passione e, soprattutto, a “gratise”.

    P.S. che i Tunas facciano garage è pacifico. E’ scritto o fattpersino sulla loro pagina di myspace. Ma che il garage abbia un unico padre e tanti figli – tra cui lo stesso punk – è altrettanto pacifico. Nulla toglie il fatto che siano eccezionali.

  7. Se qualcuno giudica un gruppo, un disco o un concerto poi si espone alle opinioni di chi può essere d’accordo o meno con lui, specie se si concede uno spazio apposito per i commenti: mi sembra una cosa normale, nè italiana nè “straniera”. Se si giudica si può anche essere giudicati. Io non conosco la persona che ha scritto la recensione (e che ringrazio per la risposta) e nel mio messaggio non faccio nessun attacco personale (figurarsi!). Dico solo che se ci si aspetta la “sorpresa” da un concerto il cui scopo dichiarato è riproporre i brani dei primi due album e i maggiori hits si è fuori strada: per questo per me la recensione è fuorviante. La sorpresa per me è stata vedere che i Buzzcoks a 33 anni dal loro esordio (e a 13 anni dall’ultima volta che li avevo visti) suonano ancora freschi, moderni e in grado di fare un concerto eccezionale ed emozionante. Del resto il loro ultimo album “flat pack philosophy” già parlava di un gruppo in grande forma…

  8. Doverosa la chiarificazione dell’autore.

    Sai una volta avevi scritto sugli Ltd:

    “Esordiscono gli LTD band milanese esordiente con una discreta tenuta del palco e del pubblico. Monolitico il chitarrista Rik Fiend, già pittore riconosciuto dalla critica (esposizioni a Palazzo Reale e al MIART di Milano); robotico il bassista Matthew tipo primo Peter Hook; un Peter Murphy “de noantri” il cantante Frances. Con i loro cinque pezzi ci riportano ai Christian Death, i Joy Division ed i Jesus & Mary Chain ossia a quel filone del ghotic che in alcuni frangenti ha sempre strizzato l’occhio anche al punk. E Dante, giovane batterista dai capelli rossi fluorescenti, lo testimonia.”

    E ora:
    “due gruppi spalla, LTD e Tunas non riscaldano purtroppo gli animi. I primi suonano un classico post punk e quindi cronologicamente successivo ai Buzzcocks, mentre i secondi suonano un rock molto brit-mod. Avremmo, in sostanza, preferito ascoltare qualcosa che fosse più in linea con quanto i Buzzcocks ci avrebbero poi regalato come ad esempio i Club 27, sostituiti all’ultimo momento dai Tunas. ”

    Sai, STRIDEVA parecchio. Prima dici che il “ghotic che in alcuni frangenti ha sempre strizzato l’occhio anche al punk” e poi…”Avremmo, in sostanza, preferito ascoltare qualcosa che fosse più in linea con quanto i Buzzcocks ci avrebbero poi regalato come ad esempio i Club 27, “, mi viene anche da dire MA CHI SONO STI CLUB 27??? E chissenefrega in sostanza se dovevano esserci loro o meno!

    Come dicevano i latini, SCRIPTA MANENT, e se scrivi recensioni pubbliche su una fanzine alla portata di tutti, un minimo di coerenza la devi tenere, se no sembra che quando fa comodo un gruppo è bravo e quando fa meno comodo lo sminuisci. E il lettore cosa deve pensare?
    Ho scritto ‘acido’ perché è quello che si percepisce.
    Coerenza, se no rischi di diventare poco serio, un pò come un Emilio Fede insomma.

  9. Grazie delle considerazioni. Buon R’n’R a tutti.
    P.S. I Club 27 fanno esclusivamente punk ’77 da 9 anni.

  10. Spero che farai tesoro di queste considerazioni e che la prossima volta che ti capita di scrivere una recensione terrai presente che non è il tuo diario personale: i rancori stonano in generale e nel caso particolare in una recensione su un gruppo come i Buzzcocks sono proprio fuoriluogo, e poi perché agli altri non interessa leggerli (e rischiano peraltro di non essere capiti).

    I gruppi di supporto personalmente mi sono piaciuti tutti e due, un buon postpunk e un buon garage, non li ho trovati inadeguati, anzi..!
    Il concerto a Milano è stato spettacolare, se avessi potuto avrei fatto tutto il tour coi Buzzcocks (compresa Roma), chissà quando ricapita!

  11. … Ho letto tante recensioni qui sopra ma questa mi sembra esageratamente commentata…e questi commenti non li capisco….. specialmente il distortion… che si è attaccato solo alla prima parte dell’articolo… non parla dei buzzcocks… ma solo dei gruppiu spalla! Sembra un fatto persoinale. sull’articolo non concordo con l’autore quando parla di raduno di punkettoni stagionati… ma decisamente sono partita da Como e m’aspettavo di vedere i Club 27 che ho visto due volte con i Damned e una con i 999 perchè come genere sarebbero stati più azzeccati… . Pure i giormnali ed internet ne parlavano. Ma amen….Quelli che hanno suonato non li conosco… Bravi, ma che ci azzeccavano??? Boh, sono rimasta un po’ perplessa… sinceramente… mi pare che chi scrive qui sopra si conosce.. Fortuna che poi sono arrivati loro i Buzzcocks!.kkiiissh

  12. Semplicemente l’ho trovata poco professionale e poco obiettiva (al concerto c’ero anche io).
    I commenti da inserire stanno di sotto, significa che uno può commentare, no? Quindi non vedo il problema.. Anzi, se una recensione è commentata tanto meglio, vuol dire che viene letta.

  13. si, infatti
    che noia
    era da due anni che ad ogni concerto ero sempre obbligato a vedere i club 27
    addirrittura hanno suonato pure con i christian death ed un’altra volta con la band del chitarrista
    dei mephisto waltz
    e cosa centravano i club 27 con questi gruppi super gothic?

    non se ne poteva più, non ne poteva davvero più nessuno di sentirli,
    e veramente meno male che non han suonato pure stavolta che la gente milanese non ci stava più dentro a sentirli
    EVVIVA che stavolta c’erano i tunas!!!
    hanno proprio spaccato il culo!

    ha ragione postpunk quando dice che i buzzcocks hanno fatto dei tours con i joy division

    non condivido invece postpunk quando te la prendi con tutto nerdattack, perchè è una webzine interessante, a parte questo articolo palesemente scritto sull’onda di un rancore personale

    ma poi, non è mica vero che i club 27 hanno suonato di spalla a gruppi importanti come i damned, i 999 e tutti gli altri gruppi importanti che son passati da milano in concerti organizzati dagli stessi organizzatori dei buzzcocks?
    e per una volta che non suonano loro tutto sto casino?
    ma è vero, mi hanno detto, che uno dei club 27 in preda al rosikamento si è messo a volantinare per far boikottare il concerto dei buzzcocks?

    mamma mia, che squallore costui,
    si spaccia per punk e per comunista a guardare le foto sul myspace
    ma mi sembra peggio della mafia

  14. Chiarisco subito che sono il Chris citato da Andrea e che ho stampato lo split di club 27/svetlanas.

    Iniziamo dal concerto.

    Non sono mai stato uno sfegatato fan dei Buzzcocks. Mi sono piaciuti abbastanza. soprattutto per l’attitudine.

    Tunas bravi. non mi facevano impazzire le voci ma sicuramente su disco sono meglio.

    E per quel che mi riguarda pure gli LTD bravi. forse basso troppo alto e chitarra troppo bassa ma degustibus.

    Per quanto riguarda il resto rimango un po’ perplesso.
    Credo che chi si doveva chiarire si é chiarito. Altri non l’hanno fatto e probabilmente non lo faranno ma cazzi loro.
    Sicuramente da entrambe le parti si sono dette tante, troppe cose…che per altro non interessano al 99% della gente.
    Per quel che so e per quel che ho letto dubito che ci sia una delle 2 parti che possa ritenersi nel giusto.
    L’ho detto ai club 27 e l’ho detto a Kamo.
    I motivi per cui non hanno suonato si sanno, di volantinaggi anti-buzzcocks non ne so nulla e di gente del giro club 27/surfer’s den ce n’era parecchia…nessuno col coltello tra i denti peraltro.

    Più che un club 27 vs mi-decay mi sembrano più che altro strascichi personali tra singoli individui.
    Quindi di pubblicità a gratis non ce n’é per nessuno….manco fossimo ai tempi di oasis e blur (lo so, esempio poco punk ma tant’é).

    Conoscendo Andrea credo che sia tra quelli con meno astio e più voglia di dialogo.
    Non lo conoscessi probabilmente avrei pensato ad una piccola vendetta….io probabilmente non li avrei nemmeno citati i club 27. (ah bello non prendertela e non lasciarmi a piedi per i trail of dead!)

    Passo e chiudo.

  15. ……ho visto il club 27 al conchetta (csoa cox 18) qualche mese fa. Ritengo quindi che x la serata dei buzzcocks (a cui ho partecipato) sarebbero stati più adeguati rispetto agli altri gruppi spalla. Il fatto che i club27 abbiano fatto da spalla ai christian death e ai 999 non vuol dire nulla. Probabilmente “non c’azzeccavano nulla”. E’ pur vero che la recensione riguarda la serata dei buzzcocks e basta. Con questo vorrei evidenziare soltanto che DISTORSION, sniffatoredicolla, chris e tutti coloro che non hanno parlato del vero unico evento della serata l’hanno fatto esclusivamente (a mio avviso) per gratuita polemica! La recensione fatta dall’autore per molti versi è accetabile.

    Francesco ex-colonne di san lorenzo

  16. Buonasera a tutti. Vedo che non si è perso tempo e noto anche una certa passione nelle parole spese anche se mi pare non abbiano riguardato poi il vero evento della serata ovvero i Buzzcocks. Il che me ne dispiace.

    Dunque, visto che concordo pienamente col commento n. 18 (di HEY) e che, come accennato, l’ago della bilancia (mio malgrado) sembra essersi spostato da una recensione di 3.464 caratteri ad una frase di soli 66 caratteri (1,9% dell’articolo), proporrei di incontrarci al solito posto, magari giovedì sera, al fine di uscire da questa bailamme e chiarirci definitivamente di fronte ad una sana e distensiva birra (sempre che vogliate e non abbiate altri impegni). In fondo, nickname a parte, pare che ci si conosca tutti.

    Con ciò, nessuno vi vieta, ovviamente, di continuare a commentare il mio articolo. Anzi… That’s all punk rock.

    Andrea Rocca

  17. miii, veramente, una vera e propria faida…
    incontrarci nel solito posto?
    a fare cosa? a me non fotte niente delle vostre beghe, risolvetele,
    ma tenetele fuori dall’informazione, infatti!!!
    ma chissenefrega di ltd o club 27, chi sono? cosa contano??
    cazzo, c’erano i buzzcocks a milano…

    ma visto che è venuto fuori il discorso

    certo che sicuramente ci sarebbero stati gruppi più a tema
    tipo snazzy boys o detonators o psychonegatives
    sò solo che a milano suonano sempre gli stessi gruppi,
    c’è veramente la mafia dei gruppi
    e i club 27 son tra i primi e la scena non ne può più davvero
    e speriamo che anche sti ltd che mi sembran bravi non facciano la stessa fine
    visto che vedo che hanno già un altra data grossa
    che se no finiranno per essere odiati come i club 27

  18. I Club27 in 9 anni hanno fatto più di 200 concerti, senza avere “organizzazioni di piu o meno dj alle spalle.
    Noi non abbiamo mai chiesto ai Mi-Decay di suonare ma la contrario lo hanno chiesto loro a noi. Mi Decay è venuto a parecchi dei concerti dove suonavamo, anche in altre regioni. Probabilmente gli piacevamo. Mah?!
    Sta data con i Buzzcocks ci era stata proposta a ottobre, confermata a dicembre e annullata poco prima che avvenisse per il semplice motivo che abbiamo mandato via il cantante pro-tempore ed è ritornato il caro vecchio Joe che è sempre stato il nostro cantante. Il cantante pro-tempore non era all’altezza (in tuti i sensi) di Joe; ce lo hanno detto tutti, dopo ogni concerto e lo hanno scritto anche su varie webzine. Così lo abbiamo mandato via. Li sono iniziate minacce e pressioni ( il cantante pro-tempore è insieme alla segretaria di Mi-Decay. Robb de matt!!) ed è partita una vera e propria aggressione , al Surfer’s Den di fronte a una dozzina di testimoni , a colpi di spranga. Salvo poi supplicarmi il giorno di non denunciarlo, perchè aveva perso la testa ed ha la madre invalida. Non lo fatto! Non lo farò, non amo le questure e le strutture. Tuttavia ditemi voi se questa non è stata una aggressione fascista..o mafiosa?
    Comunque sia abbiamo mandato via il cantante pro-tempore ed è tornato il Joe; non abbiamo suonato con i Buzzcocks ma visto il successo di supporto ai The Damned (abbiamo suonato nel tendone 40 minuti prima dei The Damned ed era inegabilmente pieno a tappo!) Mi Decay ha continuato a mandare comunicati in cui eravamo inseriti di supporto ai Buzzcocks. Era da gennaio che gli dicevamo di toglierci dai comunicati. Davvero ,alla fine non ce ne fregava un cazzo.
    Circa il fatto che io sia comunista non penso che ci siano dubbi, ho subito più volte aggressioni da nazi sia al Surfer’s Den ,considerato un posto di comunisti che guarda caso ad una festa del Mi-Decay all’Agarthi, 3 capodanni fa. Oltre a questo potete chiedere, circa il mio essere comunista al Cox o al Vittoria o al Cantiere o dove volete e a chi volete.
    riguardo ad uno dei Club27 che volantinava fuori dla Musicdrome contro il concerto dei Buzzcocks, beh..io ero al Surfer’s Den , il RIchi stava lavorando,il Joe era al lago e l’ Andrea era a Roma. Probabilmente lo Sniffatoredicolla di colla sniffa un po troppa , però magari lui qualche volantino lo ha tenuto ed in questo caso il mendace sono io che volantinavo incappucciato e tra il lusco e il brusco.
    Comunque io mi firmo con nome e cognome e non con un sopranome ( chi è il mafioso?) io sono tranquillo e riporto fatti e non insulto in preda alla colla ( chi è il mafioso?).
    In tanti anni non mi era mai capitato di trovarmi in una così squallida polemica con dei cioccolatai di tal fatta!
    Sono allibito!

    Francesco Aldo Maria Fiorentino aka Franz (bassista dei Club27)

    P.s.= I Tunas a me piacciono molto e ho anche dei dischi in contovendita al Surfer’s Den e li metto su spessisimo ed abbiamo lo stesso editore musicale. Altresì penso che gli Ltd siano quattro noiosi pagliacci imbellettati ( però trovo simpatico e avolte geniale il Dante) costruiti a tavolino…è un mio parere, condivisibile o meno.

  19. quindi, non ho capito,
    il vostro vecchio cantante vi ha preso a sprangate perchè lo avete cacciato dal gruppo?
    che storia malata 🙂
    robe da american hardcore

  20. Da una recensione sui Buzzcocks l’attenzione si è focalizzata su un gruppetto come i Club 27 (che personalmente mi fanno cagare, ho visto le foto e sono tutti vecchi senza capelli ), citati dallo stesso autore nel testo, e poi si viene a sapere che suona con loro la batteria!!!!!!!!
    La mia critica voleva mettere in luce la posizione contraddittoria dell’autore in merito ad un gruppo nonché il tono acido generale su un concerto da paura quale è stato quello dei Buzzcocks, un gruppo storico che l’autore con le sue considerazioni ha trattato con sufficienza.
    Tutto qua.
    Ma allora è davvero una mafia, mi viene da pensare che tutti sti commenti siano fatti apposta per spostare l’attenzione su questo gruppo e la cosa è davvero inspiegabile per uno che legge una fanzine che ritiene una seria e competente fonte di informazione sulla musica.

  21. beh’ rega’ allora che dire… tutto molto punk! ma certo, qui chi si deve vergoganre non è chi scrive un articolo firmandosi…. Ma chi va in giro con le spranghe. La recensione è fin troppo clemente se l’ex chitarrista che me pare sia legato con l’organizzazione del concerto (tale mi-decay) fa ‘ste cose. Li nazi, proprio no! Ma li buzzcocks ce lo sanno???? Fortuna che li ho visti a Roma…. 3 vorte e pure nel 2001 al forte prenestino…Delirio de incoscenti! Buzzcocks uber alles nella città eterna!

  22. bah, comunque a leggere bene ha tutta l’aria di una lita in famiglia,
    se da come sembra avete collaborato per anni,
    come si dice in questi casi?
    i panni sporchi lavateveli a casa,,,

  23. Insomma, sì è scritto più del Club27 che dei Buzzcocks… ma è normale che le brutte notizie facciano più audience di quelle buone.
    un bella begha del cazzo… panni da lavare in famiglia, giusto… ma se fosse una cosa seria non sarei quì a dir la mia.
    alcune precisazioni:
    1) sicuro che i Club27 possano aver rotto i coglioni, star sui coglioni ed essere dei coglioni… è un’opinione come un’altra, non conosco una band, nemmeno la più miserabile, che non stia sul cazzo a qualcuno.
    da lì ad essere dei mafiosi, però, ce ne passa. è vero che abbiamo dei contatti nella ndrangheta, ma li abbiamo attivati solo per suonare (anzi, per NON suonare!) in calabria.
    ma questa è un’altra storia, il resto è pura speculazione.
    2) su sta storia delle sprangate, c’è un po’ di confusione: non c’ero e ne so per via indiretta, ma di sicuro non sono io quello che ha preso a sprangate la band: ero sul punto di farlo nel tentativo di farmi cacciare, ma alla fine per fortuna non ce n’è stato bisogno.
    certo prendersi delle mazzate sulle mani la sera prima di suonare di spalla ai Damned non è proprio il massimo, sopratutto se uno è un bassista… questo sì, avrebbe potuto far scattare la faida…
    3) è vero, qualcuno di noi ormai è negli anta, ma suvvia, siamo dei tipi giovanili (o degli infantili che si rifiutano di crescere): in particolare poi, io personalmente ho ancora un sacco di capelli (di cui buona parte bianchi, il che non mi rende più saggio ma nemmeno più coglione).
    4) Distortion, sei un grande! tu non hai bisogno di ascoltare una band per giudicarla, ti bastano le foto… cazzo, neanche dio, se ci fosse… potresti farle tu le recensioni, ti fai mandare un po’ di jpeg, poi metti giù un bel pezzo sulle sonorità cristalline o i ruvidi riff… ma vai a cagare!

  24. comunque per onorare il vostro nome -club27- che si riferisce a gli artisti che sono morti a 27 anni (jim morrison, kurt cobain ecc) a quest’ora dovreste essere già morti, quindi cambiate nome

  25. Sì vabbè, vi voglio bene a tutti…però se evitassimo le marchettone in sede di recensione e imparassimo piuttosto a scrivere come si deve…

  26. ehi hey, ma non è quello il motivo per cui ci chiamiamo così…
    ci sono molte versioni (e in effetti, per me, l’unica cosa bella di quel nome è che si presta a diverse interpretazioni): per esempio chitarrista e bassista sono nati il 2 luglio (2/7), io il 9 marzo (9×3=27)… il batterista il 24 marzo, quindi non c’entra un cazzo, vediamo quanto dura…
    se gironzoli su internet ne trovi di tutti i colori, ma non andare su siti di cabala che ti perdi via!
    leggo da wikipedia: Nella Smorfia il numero 27 è il Pitale…
    il club del pitale… ci aveva ragione, il Distortion.
    ma fa molto punk, molto più di cobain e morrison.

  27. oi joe comunque il batterista è nato il 24 Marzo(come me tra l’altro) quindi il 24/03 e 24+3 fa 27, direi che può essere considerato del club

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