Buon Compleanno Lenti Eventi @ Circolo degli Artisti [Roma, 16/Marzo/2008]

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[Si consiglia la lettura del report avendo in sottofondo ‘Sorry’ dei Galaxie 500]

Mille colori. In movimento. Per festeggiare la propria attività artistica. Nel modo più semplice: tra amici. Lenti Eventi sceglie la via migliore per celebrarsi ad un anno (quasi) esatto dal primo evento. Dopo stanze pop, camerette dell’infanzia, ambienti di luce condotta, prelibatezze, installazioni, grandi sorrisi, ricercatezza dei particolari, zucchero, girelle e occhiali spessi. Dopo tutto questo. Una Domenica d’insieme. Con un lungo prologo destinato alla meticolosa preparazione. Tra colpi di tosse e stati febbrili. Tra pioggia e smalto bianco. Tra piccole bustine contieni-ricordi e lo spauracchio dell’elio. Una serata congeniata a strati. Costruita come una vera e propria festa di adolescenziale memoria.

Domenica fosca. Velatamente fredda. Con quelle nuvole lassù che giocano a rincorrersi. Domenica delle palme, neanche fossimo a Palermo o Miami. Domenica di Marzo. Verso le 13 il Circolo degli Artisti sembra già un cantiere in pieno ritmo lavorativo. Si discute sulla posizione. Sul timing. Sul modo. Se sia meglio il filo di nylon o un nastro biadesivo dalla potenza pari ad una piuma di pettirosso. Se pioverà. In un turbine catena di montaggio compaiono nell’ordine: bombole d’aria, foto, tranci di prato finto, copertoni belli come Polo alla menta (le caramelle col buco intorno), pompette, forbici verdi e rosse, scatole di libri, cani maremmani soffici come cuscini di piuma d’oca, un cappellino con visiera, un’emorragia interna esteriorizzata (semplice sangue dal naso, dai) e lo spettro delle puntine feriali.

Il programma della serata prevede la presentazione del Libro della Musica 2008, il live dei debuttanti La Casa Al Mare (debuttanti non certo all’anagrafe musicale), i bresciani Don Turbolento, Dj set in lingua veneta ad opera di Henry & Michelle e mostra fotografica dei “1000 volti” curata da Alessandro Bonini (che è poi lo stesso baldo giovane con il quale lo scrivente si adopera da anni alla stesura di utili libretti musicali). Ma il dramma puntine si sta per manifestare. Sono quasi le 17 quando dal club romano parte una spedizione composta da Teofilatto dei Leonzi e Teodora, atta a raggiungere un emporio extracomunitario, che possa avere tra gli scaffali semplici, colorate, puntine da disegno. Dopo un errabondo giro senza frutti l’occhio punta felice l’emporio di cui sopra. Ringraziamo la Cina tutta per il supporto. Ufficialmente ci siamo.

Intorno alle 19.30 giungo a destinazione dopo una veloce revisione casalinga: due litri di sciroppone per la tosse canina, una mela serie Fuji, un caffellatte a 75° in cui sguazzano merendine assortite di provenienza bastarda, fette biscottate colpite dall’umidità padana, marmellata di castagne densa quanto un chilo di mascarpone e pane raffermo di due giorni prima del diluvio universale. Pensate che ci sia qualcuno che stia meglio di me all’interno del Circolo degli Artisti?. Pensate male. La sala grande è vivacizzata da una fila di lampioncini di carta bianco-argento che a grappoli rimangono ritti legati a quei famosi copertoni. L’elio è fonte naturale. Ne prendiamo atto. Luci soffuse. Consolle a piano terra. Tavolini che vengono adornati da bustine trasparenti contenenti cuoricini di cioccolata multi colore e ovetti che anticipano la festa comandata più inutile del mondo. L’aperitivo scorre mentre lo sguardo curva verso la “red room”. Una camera familiare. Calda. Palloncini colorati fanno da tappeto insieme a una sorta di rombo d’erba sintetica. Un divano fronte palco pronto per la presentazione editoriale. Ma soprattutto le due pareti laterali che fanno da leggio alle circa sessanta foto che il Bonini ha genialmente creato. Foto di vita quotidiana fuse all’amore per la musica. I volti sostituiti da copertine di dischi celebri e meno celebri. Per molte è davvero stupore. Intuizioni miracolose quanto suggestive. Il via vai della gente si fa sempre più numeroso e curioso. Le conventicole all’aria aperta alzano i toni delle discussioni. C’è odore di pasta. Attimi di fomento gastronomico. Volti amici. Volti noti. Alle 20.30 la musica si interrompe e ha inizio la presentazione del Libro della Musica 2008. Introdotti dalla graziosa presenza della relatrice Francesca Di Trocchio siedono sul divano (che fa molto “check it out”) il sottoscritto in corsivo, il Bonini e Francesco Pascoletti capo redattore dei bimestrali :Ritual: e Classix! La gente è attenta. Davvero molto informale e divertente tutto. Qualche battuta. Qualche precisazione. Un timido applauso. Evviva.

Mentre i calici si alzano festanti (?) sul palco fanno la comparsa i quattro ragazzi de La Casa Al Mare. Un debutto. Musica immacolata che vede protagonisti ex membri di Zo.e e Blueprint oltre che 2/3 de La Calle Mojada. E’ musica emozionale. E’ shoegaze puro. Rarefazioni e lunghi orizzonti immersi in retaggi ’90 con il gusto alla base di produzioni recenti che possono riportare alle memoria progetti come M83 et similaria. Una mezz’ora di rapimento. Brani molto riusciti. Molto belli. Che attraggono l’attenzione dei presenti ancora scossi dal sugo matriciano. Prendete nota. E poi non dite che noi non ve lo avevamo detto per primi. Come sempre. La Casa Al Mare merita applausi e voglia di ritornare all’ascolto di quei dischi che muovono sentimenti profondi e dilanianti. La solitudine della mente ma con tutto l’amore del cuore.

Nella pausa tra un set e l’altro. C’è tempo per ascoltare il twee pop, il Sarah Records sound, il jangly pop, il garage, la new wave, il punk inglese (senza free jazz). Per versarsi un rum e cola sulle scarpe. Per stringere mani. Per guardarsi negli occhi. Per sedersi dietro ad un piccolo banchetto dove la gente sfoglia alcuni libri. Per farsi andar via l’ultimo residuo di voce. Per tentare di lenire la tosse con caramelle di miele grandi come cotolette alla milanese senza panatura. Ma è tempo dei Don Turbolento. Il duo bresciano è a supporto del debutto omonimo edito dalla Circolo Forestieri. Batteria/voce + sintetizzatori/tastiere varie. Cominciano come treni. Rovesciando agli astanti una sorta di electrofunk dalle venature pop. Una miscela trascinante di beat dei Primal Scream “sterminatori” sapientemente fusa con le ultime sensazioni di casa DFA Records. Un brano dietro l’altro senza pause. Mentre alle mie spalle fanno capolino Dante & Mary. Ormai da tutti additati come la “coppia dell’anno”. Il biondo e la rossa danno spettacolo. Intanto i nostri protagonisti si esibiscono nella cover di ‘I Wanna Be Your Dog’ dei seminali Stooges. La gente apprezza e muove le gambe. Il set è in crescendo. Con i brani più rutilanti posizionati nel finale. Circoletto rosso.

Cadono i freni inibitori. I due nerd e il loro sensei si producono nell’infantile gioco dello scoppio dei palloncini sotto le scarpe. Attirando l’attenzione della fanciulle rimaste in zona. Mentre dalle casse i due Dj venuti dall’est tirano fuori sequenze irresistibili che avvicinano noi altri a ballare come scellerati sotto, di fianco, accanto alla consolle. Ci si avvia alla conclusione. Non prima dell’ultimo rito. I lampionicini gonfiati ad elio vengono tutti staccati dalla base battistrada. Una corsa verso il centro del giardino del club. Ora possono essere lasciati liberi di volare. Col naso all’insù. Urlando “Buon Compleanno Lenti Eventi”. Si alzano uniti, accelerano, si dividono, perdendosi tra le stelle di un’altra notte incantata. Un’altra piccola grande favola è stata appena raccontata. Cento di questi giorni.

Emanuele Tamagnini

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