Bugo @ Circolo degli Artisti [Roma, 26/Marzo/2009]

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Bugo è matto col botto. Lo dicono le spruzzate di nebbiolina, a ritmi irregolari, che precedono la sua entrata sul palcoscenico. E i tre musicisti – rigorosamente calvi, indifferenziati, in abito futuristico – appena congedati dall’Enterprise. O ancora la voce, grave e metallica, che sullo sfondo di un crescendo sonoro sillaba: “Siete-pronti-a-entrare-in-contatto? Siete-pronti-a-entrare…nel-giro-giusto?”. Qui non si bada a spese. L’effetto d’insieme è robusto come un’assicurazione sulla vita. Chitarra spaziale anche per Bugo, con secondo ponte di raccordo fra manico e body. I primi vagiti di ‘Nel Giro Giusto’ escono dagli ampli fissati al soffitto. Uno tsunami di luci. Grande cataclisma di suoni. Noi, sotto, i terremotati. Una concessione al vecchio repertorio con la stralunata ‘Ggeell’ (“l’avevo visto lì/ sul comodino mio”), e poi un nuovo salto in avanti col singolo ‘Love Boat’. I suoni campionati li decide Bugo, avvicinandosi al portatile e battendo sui tasti. ‘La Mano Mia’, che a dire il vero non mi aveva entusiasmato su disco, adesso esplode cavalcando quel fottuto ritornello. Feriti a decine. Non riuscirò a levarmela dalla testa neppure rientrato a casa. L’inconfondibile organo flower power introduce ‘C’è Crisi’. Cantata da tutti. E c’è lo spazio per una manciata di brani più liquidi, soffusi. Riconosco ‘Quando Ti Sei Addormentata’ e la bellissima ‘Amore Mio Infinito’. Bugo compositore versatile. Cantante pop che tallona percorsi poco calpestati. O, se si vuole, cantautore felicemente contaminato. La seconda metà del concerto è un’altra storia ancora. Bugo abbandona lo strumento e si libera anche dell’ingombrante asta del microfono. La trasformazione è completa. Adesso, predicatore battista dall’alto del suo pulpito, arringa le folle e le implora di credere al suo Verbo. Qualcosa di difficilmente digeribile per gli over 25. Ma la gente, va detto, è in estasi. ‘Casalingo’ in un inaspettato abito funky, rappata. Così come ‘Il Sintetizzatore’. Una melassa ininterrotta, campionamenti in loop, spezzoni di brani che ritornano per pochi secondi. Disco e non disco. Catapultati su un’altra dimensione. Bugo si trasforma in dee-jay, ballerino, aitante showman. Stringe mani, sovrappone nuove parole alla sua voce registrata, infaticabile. Verso l’una è tutto finito, la gente inonda via Casilina Vecchia. Diciamolo senza malizie: gran bel concerto pop.

Filippo Bizzaglia

6 COMMENTS

  1. amica cara, se fossi venuta con me anziché stare in panciolle in casa a guardare lost.
    tu sì che mi avresti aperto gli occhi. e leggiti l’intervista che t’ho anche citato eggers tiè.

  2. ma io non ho una lira! devo risparmiare per andare ad amsterdam (e poi scappare a londra) e i miei mi danno soldi solo per comprare i libri di sam shepard sui concerti di dylan e farci gli esami!
    se tu per una volta avessi scroccato l’accredito per moi ricambiando uno dei miei milioni di infiniti favori sarei venuta!
    l’intervista l’ho letta e mi sono immaginata la tua faccia tutto il tempo 🙂

    p.s. W Lost, avoja.

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