Bud Spencer Blues Explosion @ Honky Tonky [Seregno, 19/Novembre/2011]

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I Bud Spencer Blues Explosion suonano all’Honky Tonky, l’occasione è così ghiotta che ben tre miei amici milanesi scomodano i loro culetti cittadini per farsi 20 km e raggiungere la nebbiosa Brianza, più precisamente Seregno che, grazie ai suoi ottimi locali, ci sta regalando un 2011 ricco di concerti interessanti. In questo stesso posto, a Febbraio, avevo assistito al live dei Verdena, tanto per dirne uno. Arriviamo fuori dal locale verso le 22.30 e c’è già coda all’ingresso, dopo venti minuti buoni di gelo riusciamo ad entrare. Nel locale ha già iniziato ad esibirsi il gruppo spalla (nulla di chè) e l’affluenza di pubblico è già alta, tanto che per riuscire a schiarirci la gola con una birretta dobbiamo fare un’altra coda.

Alle 23 sale sul palco il duo romano, la serata è al suo culmine e le persone presenti saranno circa 400, quasi un record per un concerto del genere da queste parti. “All’ Honky ieri sera c’era chiunque” commenterà una mia conoscente il giorno dopo. Grazie a Dio riesco a ritagliarmi un angolino nel fondo della sala, ho ancora il bicchiere mezzo quando, senza troppi preamboli i BSBE iniziano a rovesciarci addosso le note di ‘Dio odia i tristi’. Come avevo letto da più parti, la potenza live di questa band non è seconda a quella di nessuno, e se le canzoni che ascoltate sull’album possono non convincervi vi assicuro che la resa dal vivo è nettamente migliore. Secondo me sono addirittura meglio dei White Stripes, se proprio vogliamo metterli in paragone con un’altra coppia chitarra-batteria. Ogni pezzo dura circa 2 minuti in più rispetto alla sua versione su disco, lasciando largo spazio all’improvvisazione, che non risulta mai sterile o fine a se stessa ma sempre volta a infiammare il pubblico. Si continua con altri estratti dall’ultimo album, ‘Do It’, uscito si e no un mese fa, a partire da ‘Più del minimo’ fino ad arrivare a ‘Scaricherò un Hamburger’ passando da ‘Rottami’ e ‘Cerco il tuo soffio’. Sarà che di questi tempi il suono grasso e sporco del blues rock mi esalta particolarmente, ma questa sera il concerto me lo sto godendo a fondo, così come se lo sta godendo il resto del pubblico. E se tutta l’attenzione la attira su di sé Andrea Viterbini, che da solo riesce a riprodurre quello che normalmente eseguirebbero una chitarra e un basso, il vero talento nonché l’ossatura nascosta di questa mini-ensamble è Cesare Petulicchio, che con il suo drumming forsennato regge il peso dell’intero spettacolo.

Conclusasi la parte dell’esibizione volta a promuovere la nuova fatica, il duo capitolino ci regala un intermezzo, totalmente improvvisato, con chitarra acustica e spazzole sulla batteria, della durata di circa 7 minuti, di sano blues così come veniva suonato in Alabama nei tempi che furono. Archiviata questo momento acustico, concepito quasi come un intervallo, si riprende a picchiare con foga. E in questa “secondo tempo” i brani eseguiti sono tratti dal primo LP: ‘Happy’. Pezzi come ‘Frigido’ e ‘Come un mare’, che anche se scritti da due musicisti ancora in erba nel lontano 2007, conservano un tiro pazzesco. Un crescendo di energia che si conclude nella cover infuocata di ‘Hey boy hey girl’, dove l’anfetaminica ossessività dei Chemical Brothers si trasforma in sensuale cattiveria, che strema i Bud Spencer e manda tutti a nanna contenti. Ma attenzione, il concerto non è ancora finito, i BSBE tornano sul palco per regalarci il più classico dei bis, e anche se la sudata dell’ultima canzone non permette loro di essere lucidi come un ora fa, comunque li ringraziamo per averci messo tutto il loro cuore e la loro anima in questa serata.

Emanuele Lanosa

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