Bud Spencer Blues Explosion @ Hiroshima Mon Amour [Torino, 6/Febbraio/2015]

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Riviera di Ponente, spiaggia Ovest di Milazzo provincia di Messina. Durante un rave in spiaggia organizzato alla meno peggio, su di un palco allestito con grossolane tavole di legno due incredibili, e a quel tempo ignoti musicisti si stanno esibendo gratuitamente per il centinaio di persone presenti. Una meraviglia rock, una potenza che va a sbattersi contro i flutti docili del Tirreno. Forse un’oretta d’incanto interrotta solo da una delle due casse che improvvidamente rovina sulla sabbia. Sarà passata oltre mezza decade, oltre a qualche capello bianco e qualche chilo. Quella è stata la mia prima esperienza diretta del ruvido blues dei Bud Spencer Blues Explosion. Solo dopo anni riesco finalmente a rivederli, e a darmi quest’occasione ci pensa lo stesso locale che due settimane fa accoglieva i Post-CSI. Sono venuti nella mia città adottiva per il tour del loro ultimo lavoro uscito l’anno scorso: ‘BSB3’, e come al solito ci hanno fatto muovere il culo e usurato il collo a suon di bordate rock. Si tratta di un’esperienza da provare assolutamente. Emozioni fisiche, terrene, sporche di polvere e selciato. Un furore imbastito tra barrè fissi, pelli e piatti usurati dalla foga e slide in vetro temperato. Due mostruosi musicisti violenti e corrosivi sul palco ma al contrario cordiali, timidi e affettuosi a plettri e bacchette ferme. Oltre però alle note doti artistiche già rivelate anni fa, stavolta portano con loro un lavoro d’indubbio pregio. Il disco, infatti, è oggettivamente bello. Se è vero che il secondo album è sempre il più difficile (nella carriera di un’artista), loro con il loro terzo sudato progetto hanno fatto Bingo. Nello stesso sono presenti sia canzoni adescanti e orecchiabili come i due singoli ‘Duel’ e ‘Miracoli’, sia brani più particolari come la strumentale ‘Camion’ che ha aperto il concerto o ‘No Soul’ che invece lo ha chiuso (uno dei tre pezzi encore). Quasi un’ora e mezza di hard-rock all’amatriciana, tutto molto bello, molto pittoresco (cit.). Vengo spesso tacciato di troppo buonismo ma è davvero dura essere critici in queste occasioni. Mi viene difficile trovare dei difetti nello spettacolo che mi è stato offerto, forse avrei apprezzato un bell’assolo di batteria, o forse avrei voluto solo che durasse un po’ di più, ma alla fine va più che bene anche così. Molto piacevole anche la breve chiacchierata avuta con Viterbini nel post-concerto, cui ricordavo i fatti qui narrati nel preambolo. Cosa resta da dire? Compratevi ‘BSB3’, andateli a vedere dal vivo, fermateli per strada, pagateli per una serenata acida alla vostra donzella, insomma, esplorate ogni anfratto del loro piccolo mondo blues. Dubito che questo “viaggio allucinante” vi possa lasciare indifferenti… sennò in caso contrario è pronto il Festival di Sanremo condotto da Carlo Conti.

Gerri. J Iuvara