Bud Spencer Blues Explosion @ Circolo degli Artisti [Roma, 7/Novembre/2009]

539

È nuovamente il Circolo degli Artisti ad ospitare un evento imperdibile, ovvero i Bud Spencer Blues Explosion che finalmente, reduci da un tour oltreoceano, si esibiscono “in casa”. È di nuovo un sabato: trascorrere il sabato al Circolo è diventata un’abitudine per molti giovani rockettari e non (compreso il sottoscritto) fortemente combattuti tra la “noia” del ritrovarsi nello stesso luogo pieno di gente ammucchiati a bere e ballare e il “fascino” che, stranamente, questo stesso fatto comporta. E mi viene in mente il soldato Joker di “Full Metal Jacket” che spiega al suo comandante la teoria junghiana della “fondamentale ambiguità dell’essere umano”, poi mi riprendo da questa “sega mentale” ed entro. Una spulciata ai CD nel corner shop, e poi subito in sala. Sul palco si stanno preparando le Dieciunitàsonanti (Diuesse), romani anche loro, propongono un indie rock italiano accattivante. Bravi, gradevoli, non sbagliano nulla, i loro pezzi hanno momenti aggressivi che poi confluiscono in melodie pacate e molti dei loro testi esprimono forti critiche sociali. Tra l’altro hanno coverizzato ‘Material Girl’ di Madonna: niente male.

Al momento del cambio palco la sala è stracolma, sono pronte telecamere e microfoni d’ambiente, una splendida Ludwig azzurra e un ampli Magneto (il tutto probabilmente è stato registrato chissà per quale gustoso progetto). Passano 20 minuti buoni quando finalmente entrano Adriano e Cesare tra applausi e urla di apprezzamento. Senza tanti giri di parole attaccano con un “pezzone” blues introduttivo: diretti, potenti, improvvisati, virtuosi, sono solo quattro aggettivi per descrivere le prime impressioni del duo. Adriano alla chitarra saluta sorridente: “Buonasera a tutti, noi siamo i Bud Spencer Blues Explosion” poi parte con il riff di ‘Mi Sento Come Sé…’ a cui segue la funkeggiante cover di Alex Britti ‘Esci Piano’. Fanno un paio di pezzi inediti che “saranno sul prossimo album, forse, chissà quando…” dice Cesare. Sono impeccabili, sembrano divertirsi, si scambiano sguardi in continuazione: improvvisano in continuazione! Ci suonano ‘Hamburger’, dal testo completamente senza senso, ‘Frigido’ e ‘Blues di Merda’, dal quale si possono dedurre i due generi musicali che, più li hanno influenzati: il blues e il grunge. Poi chiamano sul palco la loro amica Valentina Lupi con la quale eseguono ‘Fanno Meglio’. Concludono quindi con l’ormai famosa cover dei Chemical Brothers ‘Hey Boy Hey Girl’ eseguita insieme a Eugenio Vatta (con tanto di camice) alla quale seguono 20 minuti (se non di più) di improvvisazione blues: cambi di tempo, distorsione aperta, funky, doppio pedale, in un crescendo esplosivo che ha lasciato tutti a bocca aperta: due fenomeni! Forse siamo inquieti, anche un po’ stupidi, noi che il sabato sera siamo in cerca dello “sballo”, ma concerti come questo ti lasciano con una soddisfazione enorme, e ancora una volta mi viene da pensare che in Italia se cerchi a fondo, alla fine la trovi la buona Musica: il rock che ancora ti emoziona e può darti qualcosa.

Marco Casciani