Boxerin Club @ Circolo degli Artisti [Roma, 18/Gennaio/2014]

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Ci si aspetta una grande serata al Circolo degli Artisti per il release party di ‘Aloha Krakatoa’, primo disco dei Boxerin Club, uno dei gruppi di punta di Bomba Dischi, giovane etichetta romana che si è da subito affermata come una delle migliori realtà del panorama romano e non solo. L’album, che vede la produzione di Marco Fasolo, leader degli ottimi Jennifer Gentle, riconferma ciò che la band ha testato sapientemente in tutti i palchi d’Italia durante l’anno passato, con una maggiore attenzione al sound e alla performance rispetto all’impatto travolgente e vulcanico ma magari un po’ meno raffinato che il gruppo ha generalmente on-stage. In un anno è successo di tutto ai Boxerin Club: io li conobbi proprio all’inizio del 2013 a una serata al Big Bang, ed è davvero impressionante vedere come in meno di un anno la dimensione del gruppo sia cambiata in maniera esponenziale, premiando il lavoro e il sacrificio della band e dell’etichetta. Un crocevia fondamentale è stato senz’altro la vittoria ad Arezzo Wave Festival 2013, che ha portato la band ad esibirsi a New York, oltre che a ricevere un’attenzione maggiore da parte di tutti gli addetti ai lavori italiani.

Questo release party può essere considerato come il coronamento della prima fase della – speriamo lunga – carriera della band romana, quella che va da i banchi di scuola al pienone nel miglior locale della propria città. Purtroppo non riesco ad arrivare in tempo per i Wrong On You, creatura di Marco Zitelli, sempre più vicino a essere un Bon Iver de’ noantri. Giungo al Circolo degli Artisti e trovo una fila surreale. Credo che l’ultima volta mi successe una cosa simile fu quando andai a vedere i Dinosaur jr. Entro nella sala non appena salgono sul palco i Boxerin Club, per l’occasione accompagnati anche da Andrea Fusacchia (sax), e Stefano Padoan (percussioni), e un boato riempe la sala. Apre le danze – in tutti i sensi – ‘Bah Boh’, pezzo d’apertura del loro album, che è oltretutto uno dei miei preferiti. L’inizio del concerto è splendido, la concentrazione è al massimo e l’esecuzione del brano è forse una delle cose migliori che abbia sentito fare al gruppo in quest’ultimo anno. La risposta del pubblico, numerosissimo, è impressionante. ‘Hedgehogs’, ‘It Takes Two to Tango’, ‘Golden Nose’ e il singolo ‘Caribbean Town’ vengono accolti da boati e urletti come se fossero dei grandi classici, e intanto il gruppo si è lasciato andare all’entusiasmo, facendosi trascinare dai suoi irresistibili ritmi che richiamano alla mente più ‘Graceland’ di Paul Simon che i più ovvi ma diversi Vampire Weekend. I cinque si concedono qualche imprecisione assolutamente trascurabile, se si considera la bravura con cui dei ragazzi under-24 gestiscono il rapporto con il pubblico e con il palco. Ed è proprio questo ciò che impressiona dei Boxerin Club all’inizio di questo 2014: il mestiere che già sembrano aver acquisito nel fare musica, nello stare sul palco, sì divertendosi, ma anche avendo una precisa cognizione di causa di ciò che fanno, ma sempre con una certa umiltà appena scesi dal palco. Gli applausi e le danze che hanno accompagnato il bis sono il premio più prezioso di una serata che sembrerebbe consacrare la band a un futuro roseo. Sperando che sia così, chiudo dicendo che Matteo Iacobis (voce e chitarra) preferisce essere ricordato dai posteri come un grande giocatore di calcio balilla.

Luigi Costanzo