Boxerin Club @ Bucobum Festival [Noci, 8/Agosto/2013]

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Paradossale come, pur vivendo a Roma e nonostante l’infinità di date fatte in Capitale dai Boxerin Club, si debba tornare in Puglia per assistere ad un live della band di casa Bomba Dischi per la prima volta. I casi della vita. Venuto fuori pochi anni or sono con l’EP di debutto ‘Tick Tock (Here It Comes)’, esordio piacevolmente immaturo che faceva intravedere buone capacità, il quintetto romano si è poi ripresentato al pubblico con un secondo EP che cristallizzava su disco una loro esibizione acustica al Grandma, Quadraro. Nel frattempo decine di date in giro per lo Stivale, con tanto di partecipazione in orario di punta all’Arezzo Wave di quest’anno. Mica cazzi. Per la prima data pugliese della storia dei Boxerin Club, la band ha scelto il Villino Bucobum di Noci (BA), a cavallo tra Murgia e Valle d’Itria. Qui sorge un villino di campagna risalente al 1811. Quando fu costruito era ubicato poco fuori dal paese, adesso ne è ormai inglobato ma serba ancora quel fascino bucolico, intimo e rarefatto che ne fanno un locus amoenus dove musica e socialità la fanno da padroni. Dal 2009, infatti, vi si svolge il Bucobum Festival, rassegna concertistica che dà spazio alle migliori proposte cantautorali (e non) italiane del nostro tempo, con una giusta rappresentanza ad appannaggio della scena locale. In passato Dente, Criminal Jokers, Moltheni, Il Genio, Il Pan Del Diavolo, Nobraino. In quest’edizione, tra gli altri, DiMartino, Paletti e Nicolò Carnesi. Il tutto a cura di uno staff di ragazzi del luogo che organizzano la rassegna esclusivamente in nome della passione e al fine di arricchire di proposte interessanti le serate altrimenti routinarie di un paese di 20mila anime. Posti che ormai è difficile trovare altrove, ma che in Puglia per fortuna continuano ad esser vivi ed attivi, soprattutto nel periodo estivo, per quanto il Villino sia una struttura multiforme e in sé rappresenti un unicum difficilmente ripetibile. In apertura, su un “improvvisato” palchetto laterale, i Liorsi, gruppo nocese che guarda molto (troppo?) al brit-pop degli anni ’90 pur mantenendosi italiano, a partire dalla lingua del cantato. L’esibizione proposta per la serata è semplicemente in acustico, ad appannaggio dei soli fratelli Fusillo (Pierfilippo, voce e chitarra, e Vito, batteria e percussioni). Il pubblico di casa accoglie la band calorosamente e attentamente e talora ne canta i brani, invero svuotati dell’energia consueta a causa di una resa acustica un po’ povera e fin troppo ricca di vuoti. In attesa di saggiare l’EP di debutto (intitolato ‘Eppì’), un’esibizione che scivola via distrattamente, lasciando un po’ di amaro in bocca per una band che, nonostante sia fin troppo derivativa, riesce a scrivere dei pezzi pop catchy che, arrangiati meglio, potrebbero fargli fare un salto di qualità niente male.

Cambio palco praticamente inesistente e subito spazio alla band protagonista della serata. I cinque di Roma salgono sul palco del Villino e immediatamente fanno avvicinare il pubblico, cercando un contatto quanto più possibile fisico con gli astanti. I presenti non mancano di rispondere all’invito della band e subito si immergono nel calore ritmico della proposta dei romani, accompagnando i brani con danze e battiti di mani. I giovani ragazzi dei Boxerin Club, rinfrancati dall’accoglienza, tributano il pubblico nutritissimo del Villino Bucobum con un concerto francamente sorprendente. Si parte con ‘Hedgehogs’, così come iniziava l’EP ‘Tick Tock (Here It Comes)’, ed è subito divertimento. I membri della band si muovono un sacco e così fanno gli astanti, coinvolti pienamente dai ritmi afro e latini dell’indie dei romani. Una proposta che, partendo dall’indie rock più classico di stampo brit, si è ormai evoluta verso un coacervo irresistibile di ritmiche e suoni che, dalla pista della tradizione folk, ha ormai spiccato il volo verso arpeggi ballabilissimi e percussioni degne della musica brasiliana. Su tutti spicca la prova di Edoardo Impedovo che con bravura si districa tra percussioni e tromba, presentandosi come la vera marcia in più della band. I brani dell’EP ‘It Takes Two Tango’ e ‘Golden Nose’ ne escono arricchiti di ritmo, coinvolgimento, mentre i nuovi pezzi si impongono per frenesia. Una proposta che “avrà pure tanti problemi, ma di sicuro non quello del ritmo”, citando gli Elii. Spazio anche per la cover di ‘She Will Only Bring You Happiness’ dei gallesi Mclusky, già presente sull’EP live. Si chiude con ‘Golden Nose’ e con tanto di invasione di palco da parte delle prime file. Come bis (per modo di dire, visto che non c’è tempo e voglia di abbandonare il palco né per la band né per gli invasori) l’immortale ‘Clint Eastwood’ dei Gorillaz, con dedica a Francesco Motta dei Criminal Jokers, presente all’evento. Su insistenza dei presenti viene risuonata ‘Hedgehogs’, con due ragazze del pubblico a fare i cori sul palco. La mezzanotte forzatamente fa chiudere la serata, ma se non fosse stato per i limiti orari comunali sicuramente si sarebbe andati ancora oltre. Una rivelazione, i Boxerin Club, in una location invidiabile per calore e coinvolgimento. Mai avrei immaginato che la band avesse potuto acquisire una tale sicurezza live e soprattutto spingere più in là qualitativamente quanto fatto sull’EP di debutto in fondo ordinario. Un po’ Talking Heads, un po’ Beirut, un po’ Vampire Weekend, un po’ Selton. Ma soprattutto tanto di loro. Ora non ci resta che aspettare davvero trepidantemente il debutto ufficiale, su cui i romani sono già al lavoro in quel di Vicenza con Marco Fasolo dei Jennifer Gentle. Daje Boxerin Daje.

Livio Ghilardi

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