Bot’Ox e la frammentazione dell’album in digitale

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In epoche immateriali come la nostra, in cui  tempi, modi e dinamiche di fruizione della musica viaggiano  sempre  più velocemente, bisogna sapersi adeguare e cercare o di correre allo stesso ritmo o – impresa molto più ardua – imporre il proprio. Ed è sicuramente verso questo secondo obiettivo a cui recentemente sembra tendere il mondo dell’elettronica francese di ultima generazione. A proporre una possibile e concreta  soluzione è il duo tecno, dal nome del tutto artificiale, di Bot’Ox. Nato circa 7 anni fa, grazie all’incontro fortuito in uno studio parigino tra due riconosciuti portenti della electro French Touch, ovvero Julien Briffaz e Benjamin Bouget, alias Cosmo Vitelli (in omaggio al protagonista del film “L’assassinio di un allibratore cinese” di John Cassavetes), i Bot’Ox dopo aver dato vita a più di qualche brillante remix, esordiscono nel 2010 con il loro primo album  ‘Babylon by car’. Un album che sviluppa tutto il proprio universo estetico e sonoro intorno al mito paradossale e post-industriale dell’auto. Ispirandosi infatti alla  potenza dei motori e alla fragilità della carrozzeria, i Bot’Ox danno vita a brani strumentali dalla riuscita cadenza ipnotica e dal titolo di ‘Rue de l’Arsenal’ o ‘Crashed Cadillac’, e ad altri arricchiti da sospiranti voci femminili come in ‘Tout passe, tout lasse, tout casse’ featuring Judy Nylon o ‘Blue Steel’, dal ritmo marcatamente più dance. Si tratta di sonorità metalliche, incostanti, scontrose, ossessive, con delle linee eletro-synth simil anni ’70, che sebbene non siano ancora mai approdate in Italia, hanno tuttavia permesso ai Bot’Ox di allontanarsi ben presto dal dancefloor per accostarsi a set cinematografici internazionali e lavorare alla colonna sonora di film thriller come “Mineurs 27” (2010) del francese Tristan Aurouet,  o “Dias de Gracia” (2011) del messicano Everardo Valerio Gout, dove ritroviamo impegnati anche altri artisti del calibro di Nick Cave & Warren Ellis, Shigeru Umebayashi, Atticus Ross e non ultimi Massive Attack.

Oggi, dunque i Bot’Ox, ritornano con un secondo album dal titolo tutto francese di ‘Sans dormir’, ma che a differenza del precedente e di tutti gli album più in generale, uscirà ben sei volte. Ogni singolo brano infatti verrà pubblicato ogni due mesi, prima online e poi in vinile. Un lavoro quindi di estrema cura e pazienza sia lato produzione che lato pubblico-fruizione, ma che senza ombra di dubbio merita di essere seguito, se non altro per vedere quanto possa essere  più o meno funzionale. Il primo pezzo di questa sperimentazione è disponibile sul sito del loro label di produzione iamacliche.com, corredato di tutte le alternative e possibili versioni in remix, tra cui la più violenta e turbante ad opera dello stesso Cosmo Vitelli. Ultima e doverosa osservazione va infine al video-clip del brano. Diretto da Pablo Padovani, il video racconta in perfetto sitle linchyano l’arrivo di un criptico messaggio nella mani di un uomo visibilmente smarrito. Se rimane impossibile ogni tentativo di risolvere il dilemma, resta chiaro il messaggio sul piano sonoro e concettuale: i Bot’Ox hanno un solo ed unico obiettivo, quello di lasciare realmente “sans dormir”.

Daniela Masella

danielamasella@gmail.com

twitter: mascia84

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