Bonde Do Role @ Circolo degli Artisti [Roma, 29/Ottobre/2007]

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Per sentire i Bonde Do Role arrivo insolitamente puntuale, talmente puntuale che il locale è deserto. Non ho dubbi il concerto è oggi, faccio un giro per il Pigneto nell’attesa che si faccia l’ora. Alle 22.50 abbandono tutti e sfreccio col mio scooter fino al Circolo degli Artisti. È lunedì sera, giorno mediamente sfigato per uscire ma sono troppo curiosa di ascoltare dal vivo questa giovane rivelazione brasiliana. Scoperti da Diplo, eredi dei Cansei De Ser Sexy, dallo stile irriverente e totalmente disimpegnato, i Bonde Do Role, col tour del loro primo disco ufficiale ‘With Laser’, esportano l’energia delle feste carioca e un Brasile differente dal comune immaginario. Sono indie ma più appropriato è definirli baile funk, meglio ancora electro funk carioca. Un mix coloratissimo di sonorità electro-pop reinterpretate da testi sbilenchi in lingua portoghese.

Sono le 23 passate, il concerto tarda a cominciare. Svagheggio in solitudine appoggiata alla transenna, smanettando impropriamente su un telefonino che non so usare. Mentre l’aggeggio si ribella decidendo liberamente di importunare parenti e amici, finalmente sale sul palco “Ciccio” aka Rodrigo Gorky. Smetto di danneggiare i miei rapporti interpersonali, do tregua al telefonino e mi armo di macchina fotografica. Fare foto al circolo è un’impresa, luci sparate direttamente sul pubblico, ma soprattutto impossibile ottenere un’istantanea decente di questi esagitati pischelli “brasileri”. Rodrigo-Dj apre da solo dietro la consolle e poco dopo, inneggiando al rock entrano Marina Ribatski e Pedro D’eyrot, due piccole pesti scatenate in veste di MCs. Lei, arriva zompettando in stile jam&leholograms, pantacollant con i lampi e cinta dorata per un perfetto kitsch anni ’80. Pedro invece sembra mio cugino piccolo che si ostina a strimpellare ‘Iron Maiden’ nel box sotto casa per la felicità di tutto il condominio. Sul palco però non ci sono chitarre né batteria, bensì tre microfoni e una consolle semi invisibile. Non piatti e nemmeno cd player, forse dj Ciccio manda basi registrate? Poco dunque occorre a questi giovani brasiliani per animare un lunedì del Circolo inizialmente un po’ fiacchetto. L’atmosfera si colora sempre più grazie all’energia di Marina che, microfono al collo, grida e sculetta tra un pezzo e l’altro mentre Pedro dimostra sicuramente più talento di mio cugino. Ecco allora ‘Office Boy’, ‘Solta O Frango’ il tormentone adottato dalla Nokia, ‘Vitiligo’, e ‘Melo Do Tabaco’, e ancora ‘Geremia’, ‘Gasolina’, ‘Carminhao De Gas’ e la romantica ‘Quero te Amar’. Li perseguito incollata alla mia camera digitale mentre dietro di me la festa si anima. Il giovane pubblico indie acchittato a festa con capello stile Oasis, All Stars e tatuaggi ben in mostra si agita alle mie spalle cantando a memoria i testi delle canzoni di queste giovanissime star. Indubbiamente l’energia è contagiosa. Non può lasciare indifferente nemmeno il pubblico più scettico l’allegria demenziale di questi giovanissimi provocatori. Microfoni nelle mutande, provocazioni sessuali, culetti che si agitano e ancora salti, abbracci e pose da gallina. Poco più che ventenni, i Bonde Do Role, sono semplici, simpatici e fortunati. La formula vincente e fortunata non sta nella loro bravura di musicisti o di MCs, bensì nell’interpretare in maniera originale un genere molto di moda come quello indie condendolo con una ritmica elettronica orecchiabile, ma soprattutto con l’entusiasmo della loro presenza sul palco.

Raffaella Bordini

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