Bologna Violenta @ Locanda Atlantide [Roma, 7/Marzo/2012]

490

Ancora qualche parola per Nicola Manzan aka Bologna Violenta che è salpato da qualche settimana per un tour di presentazione del nuovo album “Utopie e Piccole Soddisfazioni”. Si è detto molto qui su Nerds Attack! riguardo questo artista, da quando setacciava i locali italiani per regalare CD-R con le sue prime registrazioni (copertina fotocopiata con Maurizio Merli e pistola: splendido DIY), a quando se ne uscì con ‘Il Nuovissimo Mondo’ e completò l’idea concettuale di unire il grind-core con il cinema italiano (mondo movies e poliziotteschi). Capitava di incrociarlo e lo spettacolo da “one man band” che offriva era sempre una sicurezza. Oggi, mentre l’ambiente di gruppi alternative-radical-indie-noise-chic perde l’aurea di alternativo o di underground diventando praticamente, in piccolo, uno specchio del business che si fa ad alti livelli, ecco spuntare per l’etichetta indipendente “Dischi Bervisti” un disco nero, intitolato ‘Utopie e Piccole Soddisfazioni’: nessuna citazione cinematografica, in barba a chi gli chiedeva quale sarebbe stato il genere italiano preso d’assalto per il suo nuovo lavoro, presenza massiccia di archi accanto al distorto grezzo che rende il tutto decisamente epico, un nuovo tipo di ironia che prende il posto di quella del disco precedente: cattiva, tagliente, con un fondo di malinconia molto forte, mentre prima si rideva violentemente come si ride per il gore negli horror. Così appena entro alla Locanda quello che faccio è avvicinarmi al banchetto e comprarmi questo bel disco dalla copertina ambigua: cos’è il cuppolone? Il parlamento? Boh! Prendo anche due adesivi: uno è quello sul Bervismo, ottimo!

Sul palco suonano i Mens Phrenetica e mi sembra strano perché è già abbastanza tardi. Secondo la scaletta infatti i quattro ragazzi romani sarebbero stati il gruppo d’apertura a cui sarebbe seguito il live dei Distorsonic e poi quello di Bologna Violenta. Ad ogni modo mi perdo il gruppo di Maurizio Iorio ma riesco a vedermi i Mens Phrenetica: quello loro è un nu metal ben fatto, compatto, massiccio, con qualche elemento di novità, un cantato in growl e scream assolutamente non banale e pezzi molto curati nella composizione. Ma nel complesso non catturano e io so il perché: volume troppo basso! Non so se mi spiego ma è come sentire I Locust in sottofondo davanti al camino mentre si sorseggia del buon vino rosso!

Ad ogni modo, dopo di loro sale Nicola Manzan e introduce nuovi pezzi partendo con ‘Incipit’, prima traccia del disco: un crescendo che da un arpeggio iniziale esplode in power chord possenti, il tutto sopra un discorso di fine anno che fece Saragat nel 1967 “Viva la Repubblica, Viva l’Italia!”. Dopodiché già posso ritenermi soddisfatto perché ancora una volta lo spettacolo è proprio quello a cui volevo assistere: poche variazioni, qualche pezzo del Nuovissimo Mondo con voce modificata, ‘Sangue in Bocca’ di Utopie fa paura oltre che ridere, e poi ‘Remerda’, ‘Mi Fai Schifo’, ‘Costruirò un castello per lei’ ecc… A metà show Manzan si concede ‘Intermezzo’, cioè un pezzo di violino che lascia tutti di sasso e che degenera in un noise alla Merzbow suonato, se ho visto bene, con un theremin ottico: si tratta de ‘Il Convento Sodomita’, uno dei migliori pezzi dell’album. Lester Bangs recensendo Fun House degli Stooges parlava di una caratteristica fondamentale del rock, cioè l’essere “usa e getta”. Per Bologna Violenta è proprio così: i pezzi te li ascolti, durano una manciata di secondi, poi li butti via. E paradossalmente ti sei arricchito più di tantissimo “underground” privo di idee.

Marco Casciani

Produzione: Ausgang

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here