Bobo Rondelli @ Circolo degli Artisti [Roma, 9/Febbraio/2011]

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Non conoscevo Bobo Rondelli prima di questo concerto. Sarà che i cantautori fanno poco rumore, passano per lo più attraverso le linee sottili delle loro parole in musica, oppure io sono distratta. Il livornese è un fuoriclasse del palcoscenico, un misto tra cantautore e cabarettista, che riesce a far riflettere ridendo fragorosamente. E se alcuni sketch sembrano scenette comiche da bar dello sport, con riferimenti sessuali, risolini e ammiccamenti, altri momenti si caricano, invece, di riferimenti al grottesco del mondo, con una satira politica puntuale e pungente come lo stravolgimento di ‘God save the queen’ dei Sex Pistols rifatta alla maniera di Piero Pelù e intitolata ‘Dio salvi il cavaliere’. La musica si alterna agli aneddoti spiritosi, ai tratti di vita vissuta (presunta o reale?), sparati uno dopo l’altro, da un paroliere davvero in gran forma. Con la faccia da attore comico di teatro, Bobo storce la bocca in mimesi animalesche, riproduce versi di esseri ignoti, si rotola a terra, senza mai lasciare la sua chitarra, si toglie la dentiera (vera o falsa, chissà?) e le scarpe. Gioca con le imitazioni e le cover, come ‘Love will tear us apart’ dei Joy Division o ‘There she goes again’ dei Velvet Underground, canta Mina, fa il verso a Tom Waits.

Un instancabile intrattenitore, spalleggiato da una line-up di tutta fiducia: Fabio Marchiori (tastiera, diamonica), Dimitri Grechi Espinoza (sax), Steve Lunardi (violino), Filippo Gatti (basso e chitarre) e Simone Padovani (batteria, percussioni e cajon). Il concerto, partecipatissimo e gremito da un pubblico di ogni età, va avanti per due ore circa, e vengono proposti brani dal suo album più romantico, nonché più recente, “Per amor del cielo” (2009) e classici più “cazzari” come ‘Ho picchiato la testa’, dall’album “Ottavo padiglione” (1993), e ancora ‘Quando non ci sei’, tratto da “Disperati, intellettuali, ubriaconi” (2002), un capolavoro prodotto e arrangiato da Stefano Bollani. Tante, inoltre, le dediche e gli omaggi, come quella al fondatore di Emergency con ‘Il calore di un abbraccio’, e a poeti e scrittori, quali Gianni Rodari con il brano ‘Il cielo è di tutti’, Franco Loi e la poesia che ispirerà il suo prossimo disco, ‘Sì, a me delle donne’ e Giorgio Caproni, poeta livornese. Guest star della serata, Andrea Rivera, che ci bombarda con la sua ironia irriverente, poi duetta con Bobo in una travolgente ‘Non voglio crescere mai’. Infine, il bis, durante il quale Rivera torna sul palco in mutande strusciandosi su Bobo prima, su Marchiori poi, dando vita a una esilarante gag sulle note di ‘Gigolò’.

Lina Rignanese

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