Black Mountain @ Circolo degli Artisti [Roma, 1/Ottobre/2010]

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Le recensioni lette  – non solo su Nerds Attack! – sulla serata di Milano mi avevano creato un po’ di diffidenza verso il concerto dei Black Mountain. Temevo il classico gruppo bravino, con bei pezzi e buona tecnica, ma non in grado di riscaldare l’ambiente a sufficienza. Un po’ la sensazione che mi avevano dato qualche mese fa i Dead Meadow, per rimanere nello stesso ambito musicale di riferimento. Allo stesso tempo, chi li aveva visti un paio di anni fa mi aveva parlato di un ottimo show. Quindi andare e vedere è l’unica maniera di sciogliere il dubbio. Arrivo al Circolo degli Artisti verso le 10, consapevole di perdermi i due gruppi spalla, ma altrimenti non potevo fare. Un po’ mi dispiace, perché ero incuriosito da quanto avevo letto soprattutto dei Night Terrors. Pazienza, sarà per la prossima volta.

La sala è piena e i Black Mountain hanno già iniziato. Stanno eseguendo ‘Tyrants’ dal loro secondo LP ‘In The Future’. Resto subito impressionato. La qualità del suono è ottima, e sembra di sentire il brano esattamente come sul disco. Ma non nel senso che l’esecuzione sia fatta con poca passione. E’ la padronanza del suono da parte della band a dare questa sensazione, e tutta la sala è coinvolta ed immersa nell’atmosfera psych-rock del pezzo. Il set prosegue pescando le canzoni principalmente dall’ultimo disco ‘Wilderness Heart’ e da ‘In The Future’, con conseguente alternanza tra pezzi più duri e tirati, ed altri in cui fa capolino un’atmosfera più folk, quando Stephen McBean imbraccia la chitarra acustica. Personalmente preferisco i primi – ‘Stormy High’ è da brividi – ma tutto il set è assolutamente coinvolgente. Ottima la ritmica, con il batterista che fornisce anche ai pezzi più “leggeri” un groove incessante, ed il bassista che – suonando riff all’apparenza semplici – è metronomico nell’accompagnamento e graffiante nel tipo di suono che sceglie per i diversi brani. Il barbuto chitarrista è un po’ l’anima del gruppo, e anche la cantante – la più bersagliata dalle recensioni negative di cui sopra –  pur non avendo un’attitudine estroversa ed accattivante verso il pubblico, porta un contributo, oltre che valido da un punto di vista tecnico (leggi intonata ), fondamentale nell’incastro di suoni che caratterizza la musica del gruppo. Bis abbastanza classico, con ballatona alla Neil Young (‘Stay Free’) e cavalcata rock psichedelica finale (‘Juggernaut’ dal primo disco, se la mia mente non sta facendo un minestrone).

Timori di annoiarsi del tutto fugati, quindi. E del resto il migliore indicatore della qualità di un concerto è la speranza che non finisca. Quel che trovo di particolare, ed accattivante, nei Black Mountain, è la loro capacità di suonare una musica che ha le sue radici nei ’70, ma in maniera attuale e non nostalgica. E non tanto perché vi aggiungano particolari elementi innovativi o artifici tecnici, quanto per un’attitudine che mi viene di definire “semplicistica”, come dire il rock dei ’70 spogliato dei troppi orpelli, filtrato insomma – inevitabilmente – dall’esperienza di chi ha vissuto o comunque conosciuto i trent’anni che sono seguiti. Dopo il concerto incrocio Stephen McBean. Lo avvicino, mi complimento per il concerto, e provo a chiedergli se anche a Milano era andata bene, o se avessero avuto qualche tipo di problema tecnico. Sta abbastanza di fuori, più di me che sto alla terza birra a digiuno. Quindi non mi è chiaro quanto farfuglia, con un inglese di difficile comprensione (anche per miei limiti evidentemente), se non che a Milano si sono trovati bene, bel concerto, bella gente, ecc… Vabbè, poca importanza, qui a Roma hanno confermato, per chi scrive, di essere un gruppo che sa comporre belle canzoni e proporle dal vivo. Il che non è poco.

Stefano Tonazzi

2 COMMENTS

  1. beh….sono contento e devo dire che non dubitavo troppo. Oddio…magari di lei un pochino.
    Oggi ho visto i Black Angels. A grandi linee stanno nello stesso filone rock psichedelico….posto diverso e resa 100 volte migliore….nonostante gli stessi orari da oratorio, o pure peggio. 22:30 tutto finito. Qua a Milano purtroppo siamo messi da schifo ultimamente…decisamente la città non é più il centro nevralgico della musica live in Italia. Giusto così!

  2. Purtroppo non mi sono goduto il concerto perché ho fatto lo sbaglio di arrivare un quarto d’ora dopo, e nonostante i ragazzi in biglietteria mi abbiano avvisato che la sala era piena, c’ho voluto provare ugualmente… Risultato, ho buttato trenta euro, per me e la mia lady. Non c’era veramente lo spazio fisico per entrare, e non vi dico il caldo, insomma ho tirato giù tutti i santi del paradiso e alla fine me ne sono andato ultra incazzato. Mai più concerti con tutta st’affluenza. Lo sapevo che dovevo andare a vedere i Muffs al mads

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