Black Luna: lo stoner rock francese tutto al femminile

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Nate nel 2010 sotto il nome di The Black Tears, cambiano in seguito in Black Luna a causa di un’altra “stinky band” – citando testualmente dal loro profilo facebook chiamata anch’essa Black Tears. Ufficialmente Black Luna dunque, Varla Fortuna e Ramona Tornadita sono un portento di forza, rock’n’roll, garage rock e heavy lo-fi bello pieno e corposo che sveglia e ricarica con diretta irriverenza e senza troppi orpelli. Di Lione Varla e parigina Ramona, le Black Luna hanno prima ancora del lato musicale, un fascino e un fare tutto loro che attrae e incanta. Messe nel dimenticatoio la classe e la delicatezza sublime che in genere vede nella donna francese l’esempio per eccellenza delle più sofisticate e delicate creature su terra, le Black Luna si presentano a braccia massicciamente tatuate, quasi ci fosse un “horror vacui” nel lasciare intravedere anche solo un pezzettino di carne non disegnata, pantaloni tigrati a zampa, stivaletti da cowboy per l’una e jeans dall’aplomb perfetta su di un fisico altrettanto perfetto asciutto e longilineo per l’altra. Superato il primo impatto visivo-estetico che comunque già regala piacere e voglia di saperne di più, le Black luna quando impugnano le loro chitarre suonano invece come se non ci fosse un domani. Incavolate nere a tratti, divertite e con voglia di divertirsi ancor di più in altre. Il loro non è proprio un rock psychedelico riflessivo e dalle note yogiche e folk stile Neil Young, ma più che altro un simpatico ed insolente stoner che se di certo nulla dice di nuovo, è in grado comunque di riformulare e regalare voglia di muoversi e di lasciarsi andare, se pur all’interno dei classici schematismi di genere. Non sorprenderà dunque se anche i titoli scelti per le varie tracks come ‘Time’, ‘Money’, ‘Death ride a horse’, ‘Dumpsey’, ‘Tarnation’, ‘Terentula demented’ (tutti in ascolto qui), ricordano facilmente più dei brani dei Doors che pezzi pensati e suonati nel secolo in corso. Ma il fascino e la bravura delle due ladies lascia chiudere gli occhi su questa mancanza di fantasia e aprirli invece sulla loro ammagliante bellezza.  Di recente in live al Glazart di Paris in apertura agli Aqua Nebula Oscillitor, si può assicurare che lo spettacolo visivo nel vederle all’opera meritava i 13 euro del biglietto di entrata, nonostante l’acustica del luogo palesemente del tutto inadeguata a delle sonorità del genere, al punto  da rendere poco coinvolgente persino l’esibizione della band principale. C’è dunque un mondo underground psychedelico su Paris che si muove silenziosamente ma lo fa con professionalità, charme e convinzione. La scena è bella nascosta ma bisogna solo saper trovare il giusto filo conduttore e scoprire le Black Luna andando ad un live degli a Aqua Nebula Oscillator è stata di certo una ottima sorpresa.

Daniela Masella

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