Black Heart Procession @ Init [Roma, 25/Maggio/2010]

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Dopo il gruppo spalla dei Grimoon formazione italo-francese, il duo di San Diego comincia alle 23 e 30 con due brani voce e piano. Il cantante Pall Jenkins ha l’archetto ma al posto del violino una sega che piega in diversi modi producendo un suono che evoca le spire di un fantasma. Accanto a loro bicchiere di whiskey che sorseggiano tra un brano e l’altro. Dopo i primi due pezzi dai toni languidi, entrano il bassista e il batterista, Jenkins prende la chitarra elettrica e il concerto si fa più rock. Ma sono sempre i Black Heart Procession e l’andamento decadente, cupo e oscuro che li caratterizza, non viene meno. Prevalgono gli accordi in minore, e si sentono le atmosfere depresse ereditate dai Three Mile Pilot e l’esistenzialismo alla Nick Cave. La voce di Jenkins rimanda, come timbro e andatura, quella di Ozzy Osbourne. Il piano di Tobias Nathaniel si alterna tra melodico-drammatico e r’n’b. Cantano i vecchi pezzi dei precedenti album, ‘1’, ‘2’, ‘3’, e dell’ultimo ‘Six’. Il pubblico apprezza e chiede ‘Blue Tears’ che dopo un paio di canzoni viene eseguita. Il concerto però non è durato molto, un’ora e un quarto circa, ma non ci sono stati fischi e disappunti al riguardo.

Cristiano De Vincenzi

7 COMMENTS

  1. Concerto splendido, band in grande forma…noi c’eravamo!!!
    Peccato per la recensione, a mio avviso povera e approssimativa (credo che il concerto sia durato un pò di più di un ora e un quarto)… mi aspetterei qualcosa di più da NERDS ATTACK!

  2. …devo dire la verita’, il concerto è stato “soporifero”, ma nel senso buono……. mi sono messo seduto su una sedia e me lo sono goduto da li con una bella birretta in mano ( in realta’ due… 🙂 )….. Comunque è stato moooooooooltooooo gradevole…….. Sempre il solito bacio ai pupi….. Ciaoooooo

  3. la recensione è davvero molto approssimativa e non dà all’evento l’attenzione che merita….
    hanno eseguito diciotto pezzi (sfiorando l’ora e mezza di concerto) e tratto tracce anche da “the spell” e “amore del tropico”…Il pubblico non solo non ha manifestato disappunto (d’altronde non ne aveva motivo) ma ha partecipato tantissimo, a prova di ciò il boato su “it’s a crime i never told you….” in chiusura!

    l’unico appunto riguarda il volume del basso che ha rotto l’atmosfera scarna e magica di certi pezzi (waiter#2 e drugs ad esempio)

    live di grande livello e superiore a quello di dicembre….

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