Big Sir @ Locanda Atlantide [Roma, 17/Aprile/2012]

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Progetto nato 15 anni fa dalle ceneri dei PET, il cui unico album venne pubblicato dalla fu label di Tori Amos, e che poteva contare, almeno agli inizi, su musicisti del calibro di Tim Commerford (Rage Against The Machine) e Bruce Bouillet (Racer X), i Big Sir oggi sono Lisa Papineau, cantante, solista e con Air, M83, Matt Embree, Omar Rodriguez-Lopez, e Juan Alderete, già bassista per Racer X e Distortion Felix e membro dei Mars Volta da quasi una decade. Con tutti questi impegni, si può comprendere il perché di una discografia decisamente scarna (tre album in studio più uno di remix e rarità) il progetto Big Sir appassiona entrambi i membri che lo portano avanti con tenacia.

La reunion degli At The Drive-In che tiene impegnati Omar Rodriguez-Lopez e Cedric Bixler dall’altra parte dell’oceano (e quindi i solitamente iperattivi Mars Volta in pausa per un paio di mesi) è l’occasione giusta per il primo tour europeo dei Big Sir, con otto date in Italia, Roma è la terza dopo Bolzano e due in Puglia. Alla Locanda Atlantide non saremo più di 50 persone, ad accompagnare la band come driver/tecnico del suono e per alcuni interventi a chitarra e tastiere c’è Matthieu Lesenchal, spesso in studio col duo. L’attacco è con ‘Regions’, primo brano del nuovo album ‘Before Gardens After Gardens’, pubblicato a febbraio su Sargent House/Rodriguez-Lopez Productions: la formula Big Sir è semplice e lontana anni luce dalle trame cervellotiche dei Mars Volta, l’essenza è la passione dei due per sonorità elettroniche e hip hop, non c’è altro se non la splendida voce di Lisa, che non può non far pensare Bjork e Beth Gibbons, il basso di Juan, uno in grado di suonar qualsiasi genere col suo strumento, e tanta composizione su Apple Logic quindi tante basi e beat già registrati. I due si divertono, del resto pezzi come ‘Infidels’ sono decisamente trascinanti, lo stesso Juan concede qualche passo di danza, la voce di Lisa stasera non è forse al top della forma ma non si risparmia, sia quando c’è da urlare, come il “Get so high!” ripetuto in chiusura di ‘Ready On The Line’, sia su brani più dilatati come la scarna ‘1 Thousand Petals’ o l’ipnotica ‘Lisa’s Theme’. Juan qui e là ci innesta qualche noise gratuito armeggiando con le manopole  di una malefica scatola posizionata a lato, Lisa si muove come un ossesso: tutto il set, come del resto l’ultimo album, è un inno d’energia e positività, come risposta alle vicissitudini personali dei due. Chiusura con ‘The Pistol Chasers’, richiesta a gran voce… da me medesimo (concedetemelo), forse il brano più divertente del loro repertorio. Un set un po’ corto ma va benissimo così, pubblico e band contenti, felici loro, felici noi, felici tutti. In teoria, la serata proseguirebbe con il concerto dei Royal Baths, psych/pop da San Francisco, California, ma non vogliatemene se ho preferito far due chiacchiere con Juan e Lisa subito dopo.

Piero Apruzzese

Produzione Ausgang