Big John Bates & The Voodoo Dollz @ Traffic [Roma, 16/Maggio/2008]

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Dopo il Giovedì al Circolo, il Venerdì al Traffic. Il fine settimana lungo procede spedito e senza intoppi. Oggi c’è una serata rockabilly e ovviamente non me la faccio scappare, complice anche la previsione del festival doom a cui assisterò domani. Ho bisogno di bilanciare. Tre gruppi a disposizione del poco pubblico del Traffic, il che è abbastanza strano, pensavo di assistere al solito pienone che c’è qui di consuetudine. Beh staremo un po’ più larghi sotto e la cosa, non nascondo, mi va a genio. Ehi, c’è anche Gorecky.

Ad aprire ci sono i The Bonnie Parkers, li ho visti solo 300 volte, oramai una garanzia per un certo punk senza fronzoli e senza grandi pretese. Anche le Lacoste di Umberto sono una garanzia. Scaldano i cuori e gli vogliamo bene. Mi è piaciuto il nuovo brano, più power pop del resto. Gorecky è seduto per terra. Mi chiede che genere facciano i The Bonnie Parkers. Lo guardo intenerito ma scuoto il capo. Si sale sopra, si scambiano due chiacchiere, si fa qualche brindisi, Davide mi annuncia ridendo che la lista si allunga, io faccio spallucce (prima o poi pagherò per tutto questo), Gorecky è scomparso sotto un tavolo, ma non lo cerco devo scendere dabbasso che ci sono i Bone Machine. Anche loro li ho già visti svariate volte ma me li gusto sempre volentieri. Il rockabilly anni ’50/’60 suonato con maschere da horror movie di quel periodo è sempre travolgente, anche se sembravano più in forma in altre serate. Ma brani come ‘Siamo La banda Che Suona Le Tue Ossa’ o ‘Forse Sei Già Morto E Non Lo Sai’ scatenano sempre un bel po’ di ginocchia snodabili. Grande show come al solito. Gorecky alza il pugno. Sembra felice.

La band headliner in programma è il circo matto di Big John Bates & The Voodoo Dollz, trio canadese, anch’esso dedito al rockabilly/surf di qualche decennio fa. Nascono nel 2001 e hanno inciso per ora tre dischi di burlesque rock’n’roll, e sono una formazione in cui, nella miglior tradizione del genere, il basso è sostituito da un contrabasso suonato da una sgnacchera. La cosa che distingue il loro show dalle altre centinaia di band dedite a questo revival sono le Voodoo Dollz. Due ragazze non esattamente carine e non esattamente smilze (cit.) le quali, vestite come se fossimo in un locale d’avanspettacolo francese di inizio secolo, o in un saloon di Gallup nell’800, intrattengono noi astanti con balletti di gambe levate al cielo, sederi sballottanti, qualche gioco con torce infuocate, tette all’aire etc… Certo, non mi sono proprio sembrate delle vere professioniste del gran ballo, ma sti cavoli, l’importante in un contesto del genere è rendere il tutto il più scemo possibile. E alla fine i Big John Bates ci sono riusciti. A essere scemi. Oltre alle coreografie la band offre un campionario senza tregua di rockabilly davvero sfrontato e ballabilissimo. Il Traffic apprezza, è tutto uno sculettare sotto il palco con il pubblico che cerca di stare dietro ai vorticosi ritmi dei canadesi. Peccato, forse avrebbero meritato più pubblico, ma in fondo, una volta tanto, va bene anche così. Surfers are back and here to stay. Gorecky non c’è più. Ciao Gorecky.

Dante Natale

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