Best of you… la discutibile ascesa al paradiso di Dave Grohl

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Non è una gara e non voglio che si renda giustizia ad una qualche forma di “sindrome di Cassandra”, ma noi la saga buonista di Dave Grohl l’avevamo prevista, perchè gli indizi si erano palesati già da tempo. Prima di andare a ritroso sulle origini del fenomeno musical-mediatico dell’anno, caliamoci nel mood segnalando per dovere di cronaca anche l’ultima “impresa” dell’ex batterista dei Nirvana, che si è recentemente commosso proprio ricordando la band che lo portò al successo in occasione del concerto (29 agosto) a Chicago, iniziando il suo intervento dicendo proprio “I don’t want to be the crying guy on YouTube tomorrow morning!” e invece, pensa un po’… (leggi) ma questo è niente…

Un altro piagnisteo dopo quello andato in scena ad Englewood, Colorado, in cui un fan che si era commosso durante lo show dei Foo’s era stato invitato sul palco per cantare ‘My Hero’ insieme a Grohl, posseduto contemporaneamente da Barbara D’Urso, Raffaella Carrà e Maria De Filippi (video). E vabbè dai, che c’è di male? Da dove arriva tutta questa acidità? Questa cosa del fare e dire cose belle, politicamente corrette e quant’altro di buono e perentoriamente giusto si possa concepire, condito da inevitabile e non trascurabile eco social-mediatico, è evidentemente sfuggita di mano a Grohl. O semplicemente ne è diventato dipendente. Non serve essere cinici esperti di comunicazione per vederci, non dico della speculazione, ma per constatare se non altro che ci si trovi ormai di fronte ad un teatrino ormai prolisso e stucchevole. 
Alcuni suoi stessi fan hanno pensato bene di buttarla sul ridere creando una pagina su Facebook chiamata I Foo Fighters che fanno cose buone provando ad esorcizzare l’imbarazzante overdose di bontà del loro idolo e della sua band.

Il fattaccio.

Niente è più uguale da dopo l’ormai arcinoto “fattaccio” di Goteborg, in cui Dave Grohl (forse convinto di avere già le ali?) era volato giù dal palco rompendosi una gamba, per poi tornare a finire lo show dopo essersi fatto ingessare l’arto. Gran gesto, non da tutti, c’è anche dire che essere una ricca rockstar di fama mondiale di certo non lo ha ostacolato nel compiere questa cosa, sicuramente istintiva e meritevole di rispetto, ma al tempo stesso sembra fin troppo ovvio come questo episodio si sia immediatamente trasformato in una giostra acchiappa consensi dalla quale Grohl ora non vuole più scendere e che ricarica con nuovi gettoni ad una frequenza ormai quasi quotidiana.

L’epopea.


Sono talmente tanti i “facts” collezionati dal 46enne polistrumentista originario dell’Ohio, che alcuni passano anche inosservati, come l’Happy Birthday cantato a sua madre presenza assidua ai suoi concerti, il che non è un crimine, ma puntualmente ostentata sul palco in ogni occasione con tanto di presentazione e gag annesse comunque non scontenta mai nessuno, che sia un fan che chiede di bersi una birra con lui per il suo compleanno o uno desideroso di consegnargli un quadro che lo ritraeva oppure far salire un bambino di 8 anni sul palco a cantare un pezzo insieme a lui ed un altro ancora a suonare la batteria sempre come regalo di compleanno. Di questo passo la Bistefani nei suoi spot natalizi cambierà la sua celebra frase in “e chi sono io? Dave Grohl?”. 
Buonismo ma anche celodurismo spicciolo, perchè di recente il prode musicista si è pronunciato contro le band che suonano meno di due ore, vantandosi del fatto che i suoi show durano 3 ore… sempre comodamente seduto sul suo trono di chitarre appositamente costruitogli per fargli proseguire il tour.

L’altra faccia della medaglia.

Ma allora le rockstar devono essere per forza stronze? Atteggiarsi a divi ed essere dei cattivi esempi? No, per carità. Il problema è che vorremmo capire bene in che preciso momento i Foo Fighters abbiano smesso di essere una normalissima rock-band, forte dal vivo ma che non si è di certo inventata nulla, per divenire d’un tratto i salvatori del rock’n’roll. La loro escalation sembra paradossalmente l’opposto di ciò che è capitato ai Nickelback, una mediocre rock-band per niente lontana musicalmente dai Foo Fighters, sebbene ancor più senza arte né parte e sulla quale si è improvvisamente riversato tutto l’odio possibile da ogni angolo dell’internet.

Le origini del male.


Il cammino verso il trono di rock-band più paracula del mondo però era già iniziato tempo addietro, eravamo in pochi all’epoca ad aver già iniziato a storcere il naso sentendo parlare di Foo Fighters, imputandogli il fatto di far parlare di loro con trovate gagliarde soltanto in aria di promozione di un nuovo disco, come quella volta che improvvisarono un concerto in una pizzeria (lo so, sembra un aneddoto di Peter Griffin) “casualmente” a ridosso di una recente dichiarazione di Grohl che annunciava la fine delle registrazioni di ‘Sonic Highways’, quindi l’imminente uscita. Per non parlare di quello che provarono a spacciare un anno fa per “secret show” sotto mentite spoglie e smascherato prima di subito in ogni dove, anche dalla stampa di settore nostrana.

Crowdfunding e Rockin1000.

Ovviamente i più ingenui ci cascano con tutte le scarpe, del resto ce ne vuole per tenere duro di fronte a questo lavaggio del cervello, in particolare nel caso che ha coinvolto il nostro paese, quello dei famigerati Rockin1000, ovvero un migliaio di musicisti che hanno suonato e cantato all’unisono ‘Learn To Fly’ per invitare i Foo Fighters a tenere un concerto in quel di Cesena. Prontissima ovviamente la risposta commossa e commovente (come sempre) di Dave Grohl il quale ha comunicato la sua intenzione di accettare con un videomessaggio in “italiano”. Sembrerebbe tutto molto bello e per carità, brutto non lo è di certo, ma a tal proposito sarebbe meglio prendere in esame tutti gli aspetti della questione e non soltanto i più superficiali. 

Innanzitutto consideriamo che i Foo Fighters si sono da tempo espressi a favore dei crowdfunding  ed è chiaro che se una band con il bacino di utenza dei FF insisterà ossessivamente su un argomento come il crowdfunding presto qualcuno risponderà all’appello. Quello dei Rockin1000 tecnicamente non è nemmeno stato un crowdfunding in piena regola, per farsi un idea QUI è spiegato come è avvenuto quello di Richmond. Quello di Cesena ha di fatti sostituito l’aspetto economico con quello “artistico”. Vabbè che c’è la crisi ma siamo curiosi di capire chi e come ci metterà i soldi per coprire le spese, visto che i Foo Fighters sono buoni, belli e bravi come nessuno, ma Dave Grohl non è Babbo Natale e l’evento di Cesena a quanto si sa non è per beneficenza.

 Mentre viene proclamato che a Cesena verrà organizzato qualcosa di unico e speciale, come giusto che sia, abbandoniamo l’aspetto romantico della questione per soffermarci su quanto possa essere furbo da parte di una band come i Foo Fighters, che già ha un tour mondiale che sta andando avanti da mesi facendo registrare sold out ovunque, aggiungere ulteriori date in cui verrebbe percepito non solo il cachet, ma anche il merchandising in cui, in un evento di tale unicità, trasformerebbe ogni singola maglietta, spilletta o quant’altro in una sorta di ambitissima reliquia. Perdonate lo slancio anti-capitalista, non voglio fare il comunista col culo degli altri, però neanche far finta che sia sempre tutto “che bellissimo”.

Il precedente infausto.


Non voglio tirare sfortuna ai ragazzi di Cesena, anche perchè io in primis sono morbosamente curioso di vedere cosa accadrà a questo punto, meglio sapere però che non sempre in questi casi  tutto è andato in porto. Lo scorso febbraio infatti i Foo Fighters hanno mandato a dire (niente video messaggi “che bellissimi”) che il concerto che avevano promesso di fare in Cornovaglia (zona dell’Inghilterra non battuta dalle grandi tournée, non come Cesena che si trova a poco più di un’ora da Bologna, dove i FF suoneranno a novembre, oltre che a Torino) dopo un crowdfunding, che peraltro aveva raccolto la bellezza di  £310,000 non si sarebbe più tenuto. Ad oggi non si hanno ancora novità (a parte il fatto che a Dave Grohl è dispiaciuto tanto) su un eventuale recupero.

Quando Grohl era fico.


Eppure, che ci crediate o no, una volta Dave Grohl lo stimavo anche io! Non tanto per la sua militanza negli Scream e poi nei Nirvana, ma perchè effettivamente i Foo Fighters (da che li scoprii ai tempi di ‘The Colour And The Shape’ – 1997)  li avevo sempre trovati una band onesta, niente di strabiliante, ma piuttosto divertente nel suo genere, di cui si parlava il giusto anche dopo aver acquisito dimensioni di fama ben maggiori. Il buon Grohl inoltre si era sempre rivelato molto attivo anche in side-project interessanti, dai Probot prima ai Them Crooked Vultures poi. Ha tentato poi anche lui a cimentarsi nel ruolo di produttore, provando a riportare nostalgicamente in auge band della scena grunge come i Verbena con scarsi risultati, unica eccezione i Ghost in ambito metal, di cui produsse il primo EP. Grohl tuttavia non si da per vinto, correggendo il tiro e dimostrando successivamente di aver trovato nel format del “documentario musicale” una strada promettente anche nelle vesti di produttore, come dimostrato con ‘Sound City’ e lo stesso ‘Sonic Highways’ (nella parte storica del documentario). Certo, a voler essere bacchettoni, avendoci soldi e contatti non è neanche troppo difficile mettere su una roba come ‘Sound City’ e del resto anche nei suoi side-project, per quanto validissimi, si è sempre puntato molto sull’ammucchiata di star e mostri sacri vari, ma ci sta. E comunque sempre meglio delle pantomime da “wannabe Springsteen” del nuovo millennio che vanno ormai regolarmente in scena nei suoi concerti. Non tutti (purtroppo) del resto nascono o diventano Jack White, Josh Homme, Ty Segall, Anton Newcombe, The Black Angels. 
Tanto per citare qualcuno che, una volta acquisita una posizione di rilievo nello show business musicale, sono diventati promotori di nuove iniziative e produttori di nuovi artisti.

Bono Vox, lo spirito guida e mentore.


Non serviva un dottorato in storia della musica per fare subito dei facili accostamenti con Bono Vox, maestro assoluto nella spregevole “arte” di farsi bello (ma soprattutto buono) di fronte ai media. Che ci si potesse imbattere in un tipico caso da “allievo e maestro” lo si poteva anche intuire con la presa di posizione diplomatica da parte di Grohl sulla spinosa e chiacchieratissima questione del release invasiva via iTunes dell’ultima “fatica” in studio degli U2, condannata quasi all’unisono da moltissimi artisti ed addetti ai lavori. Tale dichiarazione fu peraltro rilasciata in occasione della visita del frontman dei Foo Fighters proprio al quartier generale della Apple. Da par suo lo stesso Bono non poteva di certo rimanere indifferente di fronte a cotanto “ammirevole” opportunismo e leccaculismo, così in occasione della visita di Grohl al concerto degli U2 di Toronto, ha dedicato all’ex-batterista dei Nirvana il brano ‘Beautiful Day’ e gli ha anche reso tributo inserendo uno snippet di ‘Smells Like Teen Spirits’ all’interno del brano ‘The Electric Co‘.

Il rock’n’roll, da quel che mi ricordo.

Innanzitutto chiariamo subito il fatto che non esistono né delle attività rock né conseguentemente dei cliché comportamentali, essendo il “rock” per definizione l’antitesi dei cliché. Lungi da me salire in cattedra per dettare le linee guida di un’attitudine “rock” che si rispetti, ma da quello che ricordo, questo genere musicale che ha delineato un movimento socio-culturale oggi inevitabilmente standardizzato ed assorbito dall’ordinarietà fino a diventare mero costume o semplice questione di outfit, era originariamente un calderone in cui il caos e le contraddizioni hanno regnato sovrane. Di cui i Nirvana (tanto per dire un gruppo non a caso) furono parte integrante. Chiamiamolo atteggiamento di “rottura”, di “antagonismo”, di qualsiasi cosa si tratti questa mal si dovrebbe sposare con tutto quello che sta facendo Grohl oggigiorno. Questo non significa che sia sbagliato o “non rock” quello che fa, o che se questo non si possa definire per una serie di motivi “rock” allora automaticamente vada considerato tale l’esatto opposto. Ad esempio se è filo-buonista e paraculo (quindi non “rock”) irrompere ad un corteo antigay, non è “rock” essere omofobi. Tanto per essere chiari. Il rock per definizione è sempre stato emarginato dal contesto sociale e popolare, altrimenti sarebbe stato (in primis onomatopeicamente) il “pop”, chi era “rock” era il reietto, perchè è caos, un coacervo di roba con al suo interno sia bene prematuro o incompreso che male dichiarato o semplicemente maledetto, la libertà condita da tutto ed il contrario di tutto, da Jimi Hendrix a Sid Vicious, insieme allo stesso Kurt Cobain.

Dave Grohl, il pupazzo… la rockstar della Disney (non a caso lo potete trovare anche in un recente film dei Muppets) uomo che  ormai sta al rock’n’roll come quell’altro pagliaccio di Jack Black con i ruoli che interpreta nei film e nella vita di tutti i giorni, non a caso i due sono amici e collaboratori tra l’altro, il segno dei tempi ed il porta bandiera dello “style-ruock” à la Virgin Radio. L’unica ipotesi plausibile che mi sovviene è che il “buon” Grohl a questo punto voglia essere lo sfidante di Kanye West alle presidenziali del 2020, ma tragicomicità a parte il vero presagio nefasto che scorgiamo all’orizzonte in realtà è un altro… Dave Grohl ospite da Fabio Fazio a novembre. Che Dio ce ne scampi e liberi.

Niccolò Matteucci

Twitter: @MrNickMatt

7 COMMENTS

  1. Più che una critica sembra uno stralcio carico di odio, ti andava di sparare e basta. Zero argomentazioni. Ti hanno fottuto la ragazza ad un concerto dei Foo Fighters?

    P.S.: Non sono un fan dei foo fighters, men che meno dei Nirvana.

  2. Di questo passo la Bistefani nei suoi spot natalizi cambierà la sua celebra frase in “e chi sono io? Dave Grohl?”.

    Solo per questo meriteresti 92 minuti di applausi.

  3. Che palle ‘sti editoriali stizzosi e moralisti alla maniera di Vice. Ma quando finirà questa moda del gonzo-journalism dei web-peracottari?

  4. Stiv (?) è la tua ultima occasione…
    Pillola azzurra fine della storia, domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai, ma soprattutto sia le news che la critica musicali le leggerai solo su repubblica.it, rolling stone magazine e dal sito di virgin radio.

    Pillola rossa, resti nel paese di nerdsattack e vedrai quant’è profonda la tana del Bianconiglio…
    Ti sto offrendo solo la verità, niente di più.

    • Nick tutto il mio supporto per tutto quello che hai scritto , non ci vedo odio ma semplicemente dei fatti . I Foo fighters a parte mezza canzone fanno oggettivamente pena , Dave Grohl ha semplicemente cavalcato l’onda si è sputtanato e ha fatto tanti soldi . Che c’è di male nel riconoscerlo? Ci starebbe un super gruppo con lui i gallagher , bono vox , robert smith , chris martin e chris cornell … il nome della band già c’è ” Small men big mouths”

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