Ben Watt – Fever Dream

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Il precedente ‘Hendra’ (2014) [ce] lo aveva riconsegnato “libero” dopo 31 anni di collaborazione artistica con la compagna di una vita Tracey Thorn (i due si incontrano nel 1981, si sposano nel 2008, diventando genitori di due gemelli nel 1998 e di un altro bimbo nel 2001), il terzo album solista ‘Fever Dream’ se possibile fa ancora di più, regalandoci uno di quei piccoli-grandi capolavori dell’anima da tramandare ai posteri. Ben Watt è autore maiuscolo, dotato di un talento spiccatissimo che fonde gusto ed eleganza, fuori dal tempo, fuori da ogni disgustoso trend trainato dall’hype più patinato. Affiancato da una band a cinque stelle, composta dal ritrovato Bernard Butler, dal batterista Martin Ditcham e dal bassista Rex Horan, senza contare due guest d’eccezione come Marissa Nadler e M. C. Taylor (Hiss Golden Messenger), il 53enne multistrumentista londinese si muove attraverso storie di intimo dolore, tra privato e ricompense d’amore, sempre accompagnato da un’aura di nostalgia che tocca fin nel profondo. Mentre altri celebrati cantautori diventano prolifici marchettari radical kitch, Benjamin Watt rimane in disparte, dispensando un magnifico sogno chiamato ‘Fever Dream’. Top album. (ET)

Unmade Road

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