Baustelle @ Atlantico Live [Roma, 17/Aprile/2010]

649

A Roma per una delle tre date pre-tour di presentazione del nuovo ‘I Mistici Dell’occidente’; una produzione tirannosauro targata The Base con 20 elementi sul palco. Francesco, Rachele e Davide: i tre dei Baustelle, hanno alle spalle un quartetto di fiati, un quartetto d’archi, un quartetto di coristi, un chitarrista aggiunto, un tastierista aggiunto, basso, batteria e percussioni. Gli abiti fanno pensare a un grande gospel di quelli degli stati del sud degli anni ’50, e vengono in mente i tanti riferimenti mistici del nuovo disco tra santi e citazioni della bibbia. Il tutto è arrangiato molto periodo western di Morricone, (l’unico simbolo sul palco è la facciona di Bud Spencer sulla maglietta del chitarrista aggiunto) e ci si aspetta anche Clint Eastwood apparire da un momento all’altro.

Il suono si perde un po’ nel fondo della sala ma fino a metà platea è accettabile. I pezzi ovviamente sono, eseguiti fedelmente al disco, non c’è spazio per nessuna divagazione. I due cantanti hanno maturato il timbro delle loro voci, soprattutto Rachele cantante di un altro livello rispetto a quella che ricordavamo qualche anno fa. Inoltre sound vero di ciascuna parte suonata, dal violino alla tromba allo xilofono rende tutto molto caldo. Due anni fa all’Alpheus sul palco erano in sei e molte tracce erano registrate e sincronizzate su un Mac, concerto più divertente ma con un sound peggiore in quel caso. Il fatto di poter portare sul palco ogni traccia che pensata nella fase di composizione/arrangiamento sul computer è un segno evidente del successo della band di Bianconi, e lusso che attualmente davvero pochi si possono permettere. Nella scaletta largo spazio al nuovissimo LP, che viene accolto tiepidamente dal pubblico che invece esplode sui pezzi più datati; se da una parte è giustificabile dal fatto che il disco è uscito da poche settimane e quindi è normale che non sia stato assimilato pienamente, dall’altra dobbiamo ammettere che i nuovi pezzi sono più riflessivi e meno divertenti nell’andatura e quindi meno adatti a far festa. In tutto 20 brani per poco più di un’ora e mezza (molti i delusi dalla durata). Dall’acclamato album precedente ‘Amen’ solo ‘Panico’ (nella prima parte), ‘Charlie Fa Surf’ e ‘Andarsene Così’ (le ultime due canzoni del concerto). Insieme ai vecchi successi di ‘La Guerra è Finita’ e ‘Il Corvo Joe’ sono state le più cantate dal pubblico. Un sold out di celebrazione (lenta) con un pubblico trasversale, di ogni tipo e di ogni età, condito con molte coppie abbracciate nelle molte ballad. Bianconi nominato dai grandi numeri come uno dei migliori songwriter degli ultimi anni. 20 euro di biglietto che saliranno nei prossimi tour. Il mio animo rocker tornando alla macchina mi dice: “Bravo Bianconi Bravo, molte belle frasi a effetto, bravo per carità, si però che due palle!”. Nota di cronaca: 10 fortunati spettatori tornando alla macchina troveranno i vetri sfondati, sono tra i fortunati. Ma questa è un’altra storia.

Giovanni Cerro