Band Of Skulls + Le Mura @ Atlantico Live [Roma, 11/Aprile/2014]

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Una serata stranamente freddina (in tutti i sensi) ci accoglie all’ingresso dell’Atlantico Live, locale che oramai possiamo tranquillamente annoverare tra i punti di riferimento per i live di medio-alto livello (con punte di grandi artisti, a onor del vero). Questa sera il palco offre due realtà completamente diverse tra loro ma egualmente interessanti: i romani Le Mura (da non confondere con il locale di San Lorenzo) e gli inglesissimi Band of Skulls. Parlo di realtà completamente diverse in quanto il trio romano è alle prese con i primi concerti di una certa rilevanza, mentre i BoS sono freschi di pubblicazione di un terzo album che proprio su Nerds è stato definito “coatto”, aggettivo che ben si presta (in maniera tendenzialmente positiva) alla musica dei tre inglesi. Al mio arrivo Le Mura hanno appena iniziato a suonare. Premetto che non li conoscevo per niente avendo sentito solo un pezzo distrattamente: la prova-Atlantico per i tre può dirsi brillantemente superata. Figli di un certo alt rock-meets-seventies che effettivamente fa molta presa, soprattutto in Italia, i ragazzi coniugano una buona dose di energia con dei pezzi effettivamente riusciti, oltre ad avere già una discreta fanbase. L’attitudine è giusta, i suoni sono quelli giusti: con la giusta volontà e un po’ di fortuna potreste sentirne parlare presto. Con leggero ritardo sulla tabella di marcia salgono sul palco i Band of Skulls nella classica formazione basso/chitarra/batteria tipica di ogni power trio che si rispetti: saccheggiano a piene mani dai loro tre dischi, con ovvia predilizione per ‘Himalayan’ ultimo arrivato. Il suono esce gonfio e “spesso” come ci potevamo aspettare, soprattutto dai pezzi più rodati (menzione d’onore per ‘Brothers and Sisters’, ‘The Devil Takes Care Of His Own’ e ‘Nightmares’), e a parte per un molesto fan che mi ha cantato nelle orecchie per il 95% del tempo e i soliti fumatori fastidiosi, anche il pubblico si è comportato bene. Interessante notare che c’era pochissima gente a riprendere o a fare foto, forse finalmente si sono stancati. Apertura affidata ad ‘Asleep At the Wheel’ e chiusura con ‘Death by Diamonds and Pearls’ per un live tutto sommato onesto, cafone il giusto e di intrattenimento. Probabilmente vederli una volta nella vita è sufficiente, ma visto che per me era la prima, posso dichiararmi soddisfatto.

Simone Macheda