Band Of Horses @ Estragon [Bologna, 11/Febbraio/2011]

607

Boschi, conifere, praterie, case di legno, vacche, canyon, uomini in tute di jeans in bretella, mandrie, erba. L’America dei Band Of Horses è ancestrale e nostalgica, e sono queste le immagini che accompagnerano per tutto il concerto le canzoni della band di Seattle ma con un occhio e il cuore rivolto soprattutto verso il Texas e l’Arizona. L’ultimo dei loro tre album è stato sicuramente uno dei dischi più attesi e belli dell’anno scorso, disco che non ha deluso chi ha amato “Cease To Begin” e il primo “Everything All The Time”. E infatti il pubblico italiano risponde presente in maniera possente facendo registrare un Estragon tutto (troppo) esaurito per la loro unica data italiana, anche se ritorneranno in estate in uno sconsiderato festival con Iggy Pop, Social Distortion, Foo Fighters, Hives (qualcuno li avverta che in Italia non siamo ancora pronti e che saranno presi a bottigliate).

Il gruppo spalla è tale Mika Noga And The Gents, batterista dei Drones. Un progetto risibile e dispensabile, dylaniano in ogni nota, banale e scontato. Annoia mortalmente però il pubblico delle prime file, quello che si fa piacere tutto perchè hanno conquistato la prima fila e si deve divertire per forza, apprezza. Dopo mezz’ora salgono sul palco Bridwell e il fido chitarrista, si avvicinano entrambi al microfono e parte uno dei momenti più belli del concerto, purtroppo posto in apertura, quella ‘Evening Kitchen’, cantata e sussurrata dai due. Quasi per miracolo l’Estragon si ammutolisce davanti alla delicatezza del brano ed esplode in un boato quando l’ultimo “uuuh uhhh” scompare nell’eco. Entra poi il resto della band e partono con ‘Bats’, che è inedita, a quanto pare. Suono veramente pessimo, batteria assolutamente attufata, chitarre zanzara. Mi vengono i brividi a pensare che sarà così per tutto il concerto. Migliorerà ma non di molto. Segue ‘Cigarettes, Wedding Bands’ e le cose sembrano aggiustarsi almeno a livello di suono ma a me la band comincia a non piacere, troppo impacciata e non dall’attitudine live. Le cose non vanno meglio neanche con le altre due splendide ballate ‘Blue Beard’ e ‘Factory’, eseguite impaccabilmente per carità, e forse è proprio quello il difetto. Poca classe. Fortuna che le cose cambiano con uno dei loro brani più vecchi ‘The Great Salt Lake’ in cui la band inizia a suonare davvero, lasciando andare gli strumenti, ma è sopratutto con le schitarrate di ‘Is There A Ghost?’ che si raggiunge finalmente un livello eccelso. Anche ‘Northwest Apartment’ con il suo ampio incedere fa riprendere quota al concerto mentre assolutamente fiacca risulta l’esecuzione di uno dei brani che più attendevo ‘Older’, una di quelle ballate country che farebbero la gioia di ogni band, fortunatamente bilanciata da una commovente e toccante ‘No One’s Gonna Love You’. Sarà per l’approssimarsi di San Valentino ma la cantiamo tutti, rannicchiati nei nostri dolci pensieri per amori perduti o conquistati. Non ricordo nulla di trascendentale fino ai bis quando arriva finalmente ‘Funeral’ (“forse il nostro brano più famoso”) a chiudere un concerto certamente non brutto per carità, che anzi ha avuto momenti splendidi, ma forse avevo io troppe aspettative e non sono riusciti a colmarle. O forse devo smetterla di pensare ai GY!BE.

Dante Natale

2 COMMENTS

  1. per me gran concerto, mi sono sembrati sciolti, rilassati e presi bene fin dal principio (che stile cominciare con un pezzo così tranquillo), acustica discreta – considera che all’inizio hanno fatto almeno quattro pezzi con 3 chitarre – e ben gestita anche l’apertura popular dell’ultimo disco, nel complesso non mi è sembrato un live melenso come avrebbe potuto essere. Non sono più una band strettamente indie, ma secondo me come live di quel genere superano anche i bss (in quanto meno festanti e più rock, ma sono gusti). In tutto questo, secondo me Bridwell è un furbetto… (e non ho visto i GY!BE…)

  2. daccordo con londoncolli – anche a me sono sembrati rilassati e presi bene fin dall’inizio – tranne che sull’acustica, che dopo il primo pezzo mi ha fatto temere il peggio. per fortuna le cose sono migliorate nel giro di un paio di brani… comunque gran bel concerto

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here