Bamboo @ Auditorium [Roma, 10/Marzo/2017]

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Esistono un miliardo di modi per sfuggire all’abitudine, uno di questi è saperla sfruttare, cercando la creatività nel quotidiano e nel rapporto con “le cose”. E i Bamboo hanno questo talento: è proprio da queste cose, gli oggetti del quotidiano, che da anni riescono a creare brillantemente musica. Il primo album ‘What’s the cube’ pubblicato nel 2013 (Bomba Dischi) era una raccolta video delle performance più significative del gruppo eseguite fino a quel momento, il formato era a dimostrazione della provenienza di tutti i suoni, della loro tangibile matericità. Un lavoro che non cerca una collocazione ma si muove tra stili diversi e sperimentazioni. Con il nuovo album ‘Props’, pubblicato anch’esso dalla super etichetta romana Bomba Dischi, ormai mamma di un crescente numero di “figli talentuosi”, la storia cambia e si fa ancora più avvincente. Il formato diventa solo audio e dal primo ascolto sfido chiunque a credere che i suoni che sentiamo non provengano da sintetizzatori, drum machine e altra strumentazione elettronica. E invece no, per chi già ha avuto a che fare con loro sa bene che una pistola laser, un’aspirapolvere o un tubo di plastica hanno un potenziale musicale altissimo e che un’elettronica così analogica non era mai stata suonata. Ed è proprio l’elettronica il filo conduttore di questo album composto da sette nuovi brani ipnotici che proseguono il cammino iniziato dalla riuscitissima ‘Supertechno’ del precedente album. In occasione del release ufficiale di ‘Props’ ci troviamo nella sala Teatro Studio dell’Auditorium totalmente occupata da un pubblico variegato e attento già dalle prime note, l’esibizione è totalmente godibile grazie anche alla durata abbastanza contenuta (circa un’ora di spettacolo live) che ha tenuto sempre alta l’attenzione. A differenza di tutte le altre volte in cui ho potuto ammirare un live dei Bamboo in totale libertà di movimento, stavolta l’atmosfera più composta e ordinata dell’auditorium ha privato un po’ l’esibizione di quella naturale empatia che si crea nei loro live, lasciando però ammirare quasi forzatamente e con rinnovata attenzione l’ingegno e la bravura di questi musicisti. Tutti i brani nascono da una matrice unica prodotta da uno strumento sul quale viene costruito e rotea l’intero brano, i visual alle spalle della band e i led sul palco sono in perfetta sincronia con le musiche e sono parte integrante dell’esibizione, un po’ come se facessero visualizzare i suoni appunto. Tra i brani più riusciti e interessanti del live sicuramente troviamo ‘Tetris theme’, ‘Remote control’ e la già citata ‘Supertechno’, scelta sapientemente come finale dell’intero spettacolo. Di fatto tutti i brani, le luci, i visual, gli oggetti e i musicisti stessi concorrono a creare uno spettacolo visivo e sonoro unico, per una performance energica che non delude mai.

Melania Bisegna

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