Badly Drawn Boy @ Monk [Roma, 25/Luglio/2016]

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Il ragazzo disegnato male era un nostro cruccio. Nonostante fosse venuto a Roma in varie occasioni, non eravamo mai riusciti ad assistere a un suo show. Nel 2002 Q Magazine lo inserì tra i cento artisti da ascoltare live prima di morire e nel lungo termine possiamo dire di esserci riusciti, ma allo stesso tempo riteniamo discutibile la scelta di quella redazione. Tra noi e lui tutto nacque in giovane età, con un videoclip scovato su Mtv: Brand New. È il 2000 e in TV compare ‘Once Around the Block’, con due interpreti goffi e romantici che rimangono incastrati durante un bacio, a causa di un apparecchio ortodontico e che restano così per tutta la durata del video, dove sul finale si spiega che si tratta di una storia vera. Fosse davvero così, non abbiamo mai avuto la voglia di scoprirlo, per evitare un’eventuale delusione, ma tanto ci è bastato per scoprire il nome di Damon Gough, divenuto Badly Drawn Boy nel 1995, e seguirlo nelle sue tappe discografiche: molti EP, cinque LP, tre colonne sonore (‘About a Boy’, ‘The Fattest Man in Britain’ e ‘Being Flynn’), ultimo lavoro in studio datato 2013.

Arriviamo al Monk curiosi dell’effetto che farà vedere un tizio con un berretto di lana grossa, sul finire di luglio. Il concerto è nel giardino esterno e l’ingresso up to you. Corrispondiamo la solita cifra che tiriamo fuori dalle nostre tasche in queste occasioni, senza mostrarla al cassiere, né dichiararla a voi curiosi, e siamo dentro. Le sdraio sono tutte occupate, quindi ci sistemiamo lateralmente, a pochi metri dal palco. Al suo ingresso, con una giacca di pelle fuori stagione quanto il suo copricapo e una strabiliante somiglianza con Zucchero Fornaciari, dimostrerà una discreta ironia raccontando che alla quinta o sesta visita a Roma è finalmente riuscito a visitare il Colosseo, per il quale ringrazierà i presenti come se fosse stato costruito da loro e dichiarerà, lui sì, l’entità della spesa sostenuta. Aprirà con ‘What A Wonderful World’, cover di Louis Armstrong e pezzo tratto dal melenso film ‘About A Boy’, dicendo che si tratta di una canzone molto triste. Non troveremo grandi differenze con tutte le altre in scaletta. Attorno all’artista di Bolton c’è un silenzio quasi religioso, rispettoso. Nei casi in cui gli spettatori decideranno di partecipare attivamente, canticchiando i suoi pezzi, lo faranno sussurrando, dimostrando di non voler urtare un artista che dà l’impressione di essere sensibile fino alla fragilità. È solo sul palco, con chitarra e tastiera, mentre di lato ha un gazebo sponsorizzato da una nota birra che negli anni ’90 creò scalpore con uno spot che metteva in relazione l’assunzione di alcol e il miglioramento dell’umore, quando tutto va male. Venne cancellato in breve, ma restò nella memoria e BDB ne sarebbe stato un perfetto interprete. La setlist spazierà molto tra le varie fasi della sua carriera, ma non si limiterà alla sua produzione. Ci sarà spazio infatti per due cover, quella già menzionata e ‘I’ll Kept It With Mine’ di Bob Dylan, eseguita magistralmente. Non mancheranno ‘All Possibilities’ e ’Once Around The Block’, ascoltata mentre scorriamo mentalmente le immagini dei due giovani del video, incastrati in un bacio. Gli ultimi due brani saranno con dedica: uno, ‘Golden Days’, eseguito alla tastiera per la sua compagna, conosciuta nel luglio dello scorso anno, e l’ultima per il suo manager, ‘Silent Sigh’. Verrà richiamato a gran voce dai presenti e non si esimerà dal ritornare sul palco, per un ultimo pezzo: ‘Disillusion’. La durata del live, poco più di un’ora, risulterà ideale. Se avesse proposto qualche altro pezzo sarebbe potuta sopraggiungere un po’ di noia, viste le poche varianti tra i pezzi, ma il ragazzo disegnato male ha suonato davvero bene.

Andrea Lucarini

Foto dell’autore

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