BadBadNotGood @ Circolo Magnolia [Milano, 29/Giugno/2017]

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A poco più di un anno dalla loro ultima e apprezzata fatica discografica, i BadBadNotGood hanno fatto tappa a Milano per la prima volta in carriera in una calda sera d’estate minacciata dalla violenta pioggia che ha caratterizzato le ore precedenti al concerto. Nonostante ciò, comunque, la partecipazione è stata più massiccia rispetto alle nostre attese, considerando anche il fatto che i canadesi non possono ancora contare su un seguito particolarmente importante in Italia. Il quartetto si è presentato puntuale sul palco, carburando subito di fronte a un pubblico molto eterogeneo. Una buona resa dal vivo di un genere come il jazz, sebbene moderno e arricchito da ricami elettronici e da parentesi instrumental hip hop che probabilmente contribuiscono ad allargare la cerchia di potenziali fruitori, non è affatto scontata: se da un lato il rischio è quello di offrire un’esperienza poco coinvolgente, dall’altro può capitare di eccedere in termini di virtuosismi, improvvisazioni e jam session. Il live dei BadBadNotGood, però, manifesta una compattezza e un equilibrio davvero notevoli per una band così giovane. Il quartetto ha osato quando ha potuto, ha accelerato e coinvolto con Alexander Sowinski, autentico mattatore della serata. Anche durante gli assoli più lunghi, infatti, il batterista ha saputo coinvolgere il presente con battute, gag e frequenti inviti al battito di mani. I BadBadNotGood hanno saputo muoversi agilmente fra le forme più moderne del jazz, di cui sono già fra gli interpreti più importanti, e hip hop strumentale, spesso plasmando i pezzi sulla dimensione live, ma senza mai stravolgerli, durante i passaggi incalzanti come in quelli più vellutati. Il concerto si è esaurito in un’oretta abbondante, sufficiente comunque per trasformare quelle che erano buone sensazioni in certezze. Data anche la giovanissima età dei quattro, è lecito pensare che possa attenderli davvero un grande futuro.

Piergiuseppe Lippolis

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