B.M.C. Big Mountain County + A Morte L’Amore @ Lanificio 159 [Roma, 25/Febbraio/2016]

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Tempo “da cani” giovedì sera nella nuova capitale della scena (!) “indie” italiana. Nel senso che diluvia proprio, perché la band (I Cani) invece aveva suonato martedì, quindi con tutto mercoledì libero in mezzo, alla fine ieri è venuto a piovere e neanche poco, proprio come i giorni successivi alle giornate anti-smog…! Battute di dubbio gusto ed allusioni forzate a parte, il menù presentato ieri sera sul palco del Lanificio di Roma è stato sfizioso e succulento, fatto di piacevoli conferme ed ottimi auspici. Innanzitutto registriamo la seconda apparizione romana degli interessantissimi A Morte L’Amore, freschi di pubblicazione del loro primo videoclip ufficiale, ‘Giuditta‘ che anticipa l’uscita del loro album di esordio prevista per il 25 marzo su etichetta Goodfellas. Fin dalla prima nota colpiscono subito per lo stile personale molto definito e con tutta l’aria di essere predestinato a divenire un inconfondibile marchio di fabbrica. La Eko ed i pedali del cantante e chitarrista Giuseppe Damicis partoriscono un orgiastico connubio di suoni, che unisce idealmente tratti peculiari garage psichedelici arrivando fino ad un punk dal tiro disco-funky, con spunti che stilisticamente cavalcano tra gli anni ’60 fino ai ’90 e oltre. Il resto del trio è composto da Simone Prudenzano alla batteria (già noto ai più per militare anche nei Thee Elephant) e Mauro Capogrosso al basso, anche lui autore di scelte molto intriganti per le soluzioni effettistiche con il suo strumento. La giovane band di origine pugliese, ma romana di adozione, convince il pubblico non ancora delle grandi occasioni, composto in nutrita parte da non pochi (ma sicuramente buoni) colleghi musicisti, ed addetti ai lavori che hanno sfidato di buon grado le intemperie pur di non perdersi il loro ritorno, per di più in accoppiata con i Big Mountain County. A livello di approccio (anche vocale) sono idealizzabili come una sorta di versione sotto acidi dei Bud Spencer Blues Explosion, per quanto poi gli A Morte L’Amore spazino su generi e dimensioni differenti, ricordando in alcuni momenti anche qualcosa dei Verdena, per rimanere sul fronte nostrano conosciuto dei riferimenti tangibili. Come logico che sia ci sono anche ampi margini di miglioramento e la prima cosa che suggerirei ad una band con questo tipo di identità sonora è di iniziare al più presto a girare con un fonico proprio, che garantisca sempre la resa perfetta che si conviene per un progetto con questo tipo di ambizione stilistica. Il loro piglio è sempre ammaliante, tagliente e malizioso, nulla è lasciato al caso e questa compatta verosimiglianza tra sound, tematiche dei testi, atteggiamento e look (in una parola sola: credibilità) è già un innegabile punto di forza.

Mentre diciamo arrivederci agli A Morte L’Amore si sta scaldando il piatto forte della serata, finché non diventa bollente. I B.M.C. Big Mountain County tornano a Roma dopo l’ultima apparizione datata novembre scorso, durante la quale furono effettuate anche le riprese del loro ultimo videoclip ‘What Do You Think‘ che, a quanto pare, anticipa l’uscita imminente di un disco live, che seguirà a distanza di un anno l’apprezzatissimo ‘Breaking Sound’, uscito la scorsa primavera. La band appare in grande spolvero, forte del successo del sopracitato album, promosso con profitto in tutta Italia e buona parte dell’Europa nel corso dei mesi scorsi. La dimensione palco per i BMC risiede in un’ideale terra di mezzo sospesa tra la sacralità di un rituale e la follia di una festa. E’ evidente come il bagaglio artistico del tour si sia riempito di una quantità maggiore di esperienza e consapevolezza, che dà vita a interludi strumentali, improvvisazioni e colpi di teatro degni della band consumata ed affermata che ormai iniziano ad essere a tutti gli effetti. In particolare il frontman Alessandro Montemagno ricorda in più di un frangente un folgorassimo Lux Interior dei Cramps, tra impeti punk e visioni lisergiche. Alle sue spalle la macchina è ben oliata, come un furgoncino Volkswagen con le ali, procede con incedere sicuro ed è pronto a decollare verso il trip che un concerto dei Big Mountain County rappresenta, tra atmosfere e sensazioni che evocano sole e spiagge, ma anche foreste e magia nera, tra meditazione sciamanica e forsennate danze tribali.

Niccolò Matteucci

twitter: @MrNickMatt

Foto dell’autore

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