Automelodi: responsabile di forme scalene

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Se si va a sbirciare sul profilo facebook di questo stranto individuo che si lascia chiamare Automelodi, all’anagrafe Arnauld Lazlaud, ci s’imbatterà in una strana quanto curiosa definizione “Ménestrel, luth des glaces, responsable des formes scalènes, du 2006 à aujourd’hui” che tradotto alla lettera suonerebbe come: “Menestrello, liuto dei ghiacci, responsabile di forme scalene dal 2006 ad oggi”. Una descrizione che non lascia indifferenti e che porta ad approfondire acusticamente quanto soprattutto l’espressione “responsabile di forme scalene” voglia in realtà significare. E la risposta arriva immediata dopo una semplice e rapida ricerca su youtube, dove il primo video che esce fuori random digitando la parola Automelodi è ‘Schema Corporel‘. Ed ecco apparire, come all’interno di un quadro di Mondrian senza colori, il nostro personaggio: in perfetto stile minimal, camicia – in alternanza di fotogrammi – bianca o nera chiusa fino all’ultimo bottone, attitudine e allure 100% francese (anche se Arnauld – ed è bene specificarlo – è in realtà québécois) e più in basso, come al solito, i dettagli del video: quasi 28 000 visualizzazioni e un nome importante nella produzione della minimal wave d’oltreoceano, la Wierd Records. A livello acustico i tratti caratterizzanti sono tutti fortemente anni’80, rivisitati e posti in un remix ultra moderno, che fa del brano in questione un buon esempio dello zeitgeist dei nostri tempi: una continua ed  incessante processione volta al disseppellimento dei lustri  stilistici di treant’anni fa. Sta di fatto che continuando nell’ascolto dei brani più recenti di Automelodi, come quelli contenuti in ‘Surlendemains Acides‘, album uscito qualche mese fa, sotto l’etichetta Electric Voices Records, le forme scalene di cui si accennava prima appaiono ancora più nette e chiare, visto che quello di Arnauld è un pop sintetico di gran qualità, neo-minimal in tempi e ritmi che sembrano appunto riuscire a perfezione nel far visualizzare nella mente di chi ascolta forme geometriche poligone, pure e ben definite. Livello contenuti, quello di cui parla Arnauld è un malessere romantico, che può lasciare a volte un po’ interdetti, come quando in ‘Baunderie Jazz‘ racconta di aver messo il suo cuore in un asciuga panni per proteggerlo dalle pene d’amore: ma dobbiamo forse ricordare i deliri linguistici del florido periodo panelliano dell’ultimo Battisti? Ergo in arte tutto è permesso. Quindi accettiamo il genio, anche se a volte un po’ bizarro e forse non è sbagliato, come avanza qualcuno della critica di settore, riconoscere in Automelodi un valido rappresentante della nuova Nouvelle Vague francese di questo secolo. Comunque sia per chi fosse interessato e di passaggio su Paris, l’appuntamento è sabato 19 Ottobre al Batofar, dove tra gli altri artisti che presenzieranno la serata, ci sarà anche Geoffroy Delacroix, vero e proprio fiore all’occhiello nella produzione musicale post industriale francese degli ultimi anni.

Daniela Masella

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