Aucan @ Circolo degli Artisti [Roma, 15/Settembre/2012]

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Cos’è accaduto a Giovanni Ferliga e soci in quest’anno e mezzo, dalla release di ‘Black Rainbow’? Non posso fare a meno di chiedermelo una volta iniziato il concerto, rivedo gli Aucan all’opera dai tempi dell’ultima sortita romana nello stesso Circolo, l’album al tempo mi era piaciuto mentre il concerto non mi aveva convinto. Nel mentre, loro hanno toureggiato in lungo e largo, direi che hanno guadagnato in esperienza e puntato nettamente sul versante dubstep più pesante dei loro pezzi: non può essere solo l’impianto del Circolo, non possono essere solo dei decibel in più a farmi pensare ossessivamente a quei pochi minuti di set di quel tale Skrillex in cui mi ero imbattuto un mese fa al Lowlands Festival, in Olanda, mentre io avevo praticamente sempre evitato di associare, almeno non direttamente, il combo bresciano a quel genere. Invece, il concerto sembra più un pesante dj set che un live vero e proprio e non è da leggersi in maniera negativa, ben venga una band ormai capace di far muovere un’intera sala e tenere in pugno il proprio pubblico. Semmai, al di là di una personale rivalutazione raffreddando gli entusiasmi per il loro ultimo lavoro (escludendo il disco di remix dello stesso, rilasciato quest’anno), il guadagno in coinvolgimento è bilanciato da un certo appiattimento della proposta -il famigerato concetto di “drop” colpisce ancora. A conti fatti, il paragone con l’altra esibizione è leggermente migliore ma devo pur ammettere di esser uscito dalla sala prima della fine, gasato neanche tanto. E, a differenza dell’anno scorso, con le orecchie che fischiavano. In entrambi i casi, però, nulla di memorabile.

Piero Apruzzese

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