Astronautalis – Cut The Body Loose

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Probabilmente il miglior album hip-hop dell’anno. Di uno degli artisti probabilmente più sottovalutati. Astronautalis (all’anagrafe di Jacksonville Charles Andrew Bothwell). Un bianco. Come la sua Florida che fa bella mostra dentro e fuori il l’artwork di ‘Cut The Body Loose’. Un disco grandissimo a cinque anni da un altro masterpiece come ‘This Is Our Science’. Hip-hop come genealogia, come radice, come fondamenta. Poi certo c’è tutto il resto. C’è l’ibridazione “alternativa”, quella “indie”, lo sguardo all’Inghilterra, e l’ispirazione che arriva da New Orleans e dai celebri funerali-parata di jazz vestiti. “The music guides grievers from heavy, insurmountable suffering to a full-on raucous celebration in the streets”. Aggiungete a questo chilo e mezzo di roba la produzione esecutiva di Justin Vernon (meglio che alla guida degli artefatti Bon Iver) vicino alla quale si esalta il solito lavoro tentacolare di John Congleton. L’avevo già detto capolavoro? (ET)

Cargo Records

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