Astro Festival @ Circolo Magnolia [Milano, 24/Giugno/2017]

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Dopo il successo della prima edizione ferrarese, Astro Festival ha trovato la sua nuova collocazione nella periferia est di Milano, al Circolo Magnolia, praticamente una seconda casa per tutti gli assidui frequentatori di concerti nel capoluogo lombardo. Sin dall’annuncio, la lineup è parsa lineare e coerente, al di là dei nomi di sicuro affidamento come Moderat o Gold Panda. Astro Festival è iniziato al tramonto, con Abstract, prima del delirio collettivo durante la migliore prestazione di giornata, cioè quella di Clap! Clap! e della band di supporto. Corposa la strumentazione, con due batterie a scandire ritmiche incalzanti e selvagge dalle ambientazioni afro. Tracce di psichedelia e di hip hop fra esotismi vari e una velocità d’esecuzione disarmante. Nell’afa milanese, un pubblico che col passare dei minuti si è allargato sempre più ha avuto materiale per ballare per quasi un’ora. Che Cristiano Crisci sia uno dei migliori producer italiani attualmente in circolazione non è più una novità e la resa dal vivo dei pezzi degli ottimi ‘Tayi Bebba’ e ‘A Thousand Skies’ è stata altissima: un lungo viaggio intercontinentale in perenne tensione fra più generi, ma senza mai abbandonare quel piglio danzereccio che contraddistingue le sue esibizioni. Nel mezzo, prima del live più atteso di giornata, cioè quello di Sascha Ring (Apparat), Gernot Bronsert e Sebastian Szary (Modeselektor), Gold Panda ha regalato un set decisamente diverso da quello appena concluso, con un’elettronica molto più “braindance”. Fra trame avvolgenti e ipnotiche, l’esibizione è stata salutata positivamente, sebbene gli acuti siano coincisi con i pezzi più ballabili. I Moderat si sono presentati sul palco puntuali, davanti a un pubblico enorme, simbolo del larghissimo seguito su cui i tedeschi possono contare anche in Italia. Non a caso, la scaletta ha accontentato praticamente tutti: sebbene infarcita di pezzi estratti dall’ultimo disco, i classici dei due precedenti non sono mancati. È stata una scelta vincente perché capace di conciliare spirito clubbing e anima pop, mentre il pubblico partecipava calorosamente al live anche grazie ai frequenti inviti di Sascha al sing-along. Oggi il trio pare più che mai maturo, al di là dei giudizi di valore sull’ultimo disco: è stato un live solidissimo, non solo nei momenti più attesi come ‘A New Error’, ‘Bad Kingdom’ o ‘Rusty Nails’. ‘Eating Hooks’ è stato, probabilmente, il brano che più ci ha convinti, ma la qualità è rimasta alta per tutta la durata del concerto e l’agilità con la quale la band è riuscita a spaziare fra i vari dischi e fra approcci così diversi è stata decisiva in tal senso. È stata un’esperienza sensoriale completa, anche grazie alle luci, al visual e a un’acustica pressoché perfetta. Clubbing purissimo, in coda, con Daniele Baldelli, Dixon e Lory D, a suggellare un Festival in evidente crescita e con un potenziale ancora devastante. Non resta che attendere la prossima estate perché queste sensazioni diventino certezze.

Piergiuseppe Lippolis

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