Assalti Frontali @ Circolo degli Artisti [Roma, 25/Settembre/2008]

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Credo si possa tranquillamente dire che il rap a Roma ce lo hanno portato loro nel 1990. Per 18 anni hanno parlato di impegno sociale e storie di strada senza interpretare gli argomenti in chiave politica ma in chiave puramente razionale descrivendo verità assolute. Davanti al palco purtroppo c’era poca gente, ma me lo aspettavo, un po’ perchè il Giovedì è il giorno più sfigato della settimana, un pò perchè i novelli b-boys 15enni preferiscono andare a vedere dei coatti vestiti larghi che parlano di cocaina e scoparsi le madri degli altri piuttosto che una posse che veramente dice qualcosa contro la società, ed infatti in sala l’età media degli spettatori è incredibilmente alta. Qualcuno aveva abbondantemente superato i 40 ma c’era anche un gruppetto di minorenni che sapeva tutti i pezzi a memoria e se li cantava con il fomento che merita una posse come quella degli Assalti Frontali. Nonostante la penuria di pubblico, che comunque si aggirava intorno ai 150, il fomento non manca sia grazie alle nuove basi molto più malinconiche (ma quanto si sente l’impronta Casasonica?), sia alla grande presenza scenica dei 3 MC. Ma non bisogna sottovalutare la spinta emotiva che riescono a dare i loro testi, e quindi: mani su ad urlare ritornelli più impegnati “fascio giù le lame” oppure la canzone dell’estate “Bu-ia-cca-ro!”. Tra un pezzo e l’altro c’è spazio anche per un’invettiva contro il ministro Gelmini ed una dedica alla figlia. Alla fine è stato un concerto entusiasmante come lo sono tutti quelli in cui vedi padri di famiglia cantare con i pugni o gli indici al cielo e, soprattutto, non è stato dato nessuno spazio a quelle stronzate da pseudo-coatti che piacciono tanto ai bambini di oggi. Sono due le cose che ti fanno capire che forse hai sbagliato qualcosa come musicista: troppe donne davanti al palco o troppi ragazzini.

Andrea Di Fabio

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