Aretha Franklin – RIP

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Un anno e mezzo dopo aver annunciato il ritiro dalle scene. Scompare all’età di 76 anni Aretha Louise Franklin vinta dal male che l’aveva colpita nel 2010. A Detroit, la città che l’aveva accolta quando la piccola Aretha aveva solo cinque anni. Lei che era nata a Memphis e dopo un paio di anni con la famiglia si sarebbe trasferita a Buffalo (New York). La sua ultima performance rimane quella del 2 novembre 2017 per la Elton John AIDS Foundation a New York mentre l’ultima pubblica nell’agosto dello stesso anno al Mann Center di Philadelphia. A dare per primo la notizia delle gravi condizioni di salute dell’artista era stato il giornalista Roger Friedman che nella giornata di domenica 12 agosto (poco dopo le 19) scriveva: “This is exclusive, and heart breaking for me and for the family and friends of the great Aretha Franklin. She is gravely ill in Detroit. The family is asking for prayers and privacy […] Aretha is surrounded by family and people close to her. She will be so missed as a mother, sister, friend, cousin”.

Una carriera mostruosa. Un monumento. Un gigante assoluto. Una delle più grandi tra i più grandi di sempre. Solitamente elencare numeri, cifre, vendite, premi, rimane un’operazione fine a se stessa e inutile per dare l’idea dell’importanza di un artista, ma nel caso di Aretha Franklin non è così. Valgono allora i 18 Grammy Award, gli oltre 75 milioni di album venduti, l’entrata nella Rock and Roll Hall of Fame (1987) prima volta per una donna, “her voice declared a Michigan natural resource in 1985”, nel 1979 riceve la stella sulla Hollywood Walk of Fame, NARAS le dona il Grammy Legend Award nel 1991 e tre anni dopo le viene consegnato il Grammy Lifetime Achievement Award. E ancora Kennedy Center Honoree nel 1994, National Medal of Arts nel 1999, Presidential Medal of Freedom nel 2005. Inserita nella Michigan Rock and Roll Legends Hall of Fame e nello stesso anno (2005) diventa la seconda donna ad entrare nella UK Music Hall of Fame. Nel 2008 MusiCares Person of the Year e nel 2012 eccola nella GMA Gospel Music Hall of Fame. Nel giugno del 2017 poi la città di Detroit la celebra, intitolando una parte di Madison Street, tra Brush e Witherell Streets, Aretha Franklin Way. Se poi tocchiamo il tasto delle onorificenze universitarie troviamo: Harvard University, Princeton University, Yale University, Brown University, Berklee College of Music, New England Conservatory of Music, University of Michigan. Doctor of Humane Letters alla Wayne State University e Doctor of Law alla Bethune-Cookman College.

Il fronte discografico è un oceano di meraviglie. Un consiglio? La produzione per la Atlantic degli anni ’70 (che seguiva quella altrettanto gloriosa della Columbia dei ’60). Qualcosa di sensazionale e certamente immortale. 42 album di studio l’ultimo dei quali rimane ‘A Brand New Me’ pubblicato nel novembre 2017 (vecchie registrazioni vocali proprio prese dal periodo Atlantic Records e riarrangiate dalla Royal Philharmonic Orchestra). Il resto è storia. Raccontata in decine e decine di volumi. Storia del nostro tempo. Storia universale.