Arcade Fire: il dress code e le polemiche stile Studio Aperto

526

Un’altra trovata pubblicitaria. Come tutta l’operazione di guerrilla marketing messa in moto per creare l’attesa su ‘Reflektor’ il bellissimo nuovo album che ha segnato il ritorno degli Arcade Fire. La richiesta di un dress code obbligatorio per poter assistere ai loro concerti nel segmento dell’imminente tour Nord Americano (“formal attire or costume dress code”). Apriti cielo. L’Italia gossippara e fancazzista, l’Italia un po’ voyeur dall’alto del vessillo della libertà (che quasi sempre da queste parti fa rima con censura), sta montando una clamorosa protesta di sdegno. Polemiche feroci ha scritto qualcuno, vergogna e schifo ha scritto qualcun altro… speriamo presto che Studio Aperto o Lucignolo possano far luce sulla questione. Che appare gravissima (evidentemente) come quelle dolorose che han riempito (purtroppo) le pagine di cronaca nelle ultime ore. Brutti del mondo unitevi! Armatevi e partite! Avete trovato un motivo per fare un’altra guerra! Abbiate cura di voi!

Qualche settimana fa gli Arcade Fire si sono esibiti al palazzo della Capitol a Los Angeles e tutto il pubblico era rigorosamente mascherato. Molto bello e suggestivo. Ma (quasi) nessuno ha preso nota. La band twitta: “Formal attire or costume MANDATORY. (Formal wear = suit, dress or fancy something. . .)”. Ma gli Arcade Fire non sono i primi e non saranno gli ultimi a formulare queste simpatiche richieste (magari accadesse in Italia). A maggio in un dance show è stato richiesto l’abbigliamento “all white”, mentre al concerto d’addio degli LCD Soundsystem veniva richiesto di vestirsi totalmente di nero o di bianco. Prenderla con un sorriso? Pensare che possa essere una trovata simpatica? Singolare? Un’idea che ben si sposa con tutta l’aura glamour che sta accompagnando il loro ritorno? Finirla una volta per tutte di “vivere” la musica come una fede calcistica, una fede religiosa, un affare di stato (maggiore e minore)? Sarebbe più sano utilizzare il tempo sprecato per incazzarsi (ops, sdegnarsi) magari andando a (ri)ascoltare qualche disco del passato utile alla comprensione del sound così “inaccettato” degli Arcade Fire. Per questo vi consiglio Talking Heads, Roxy Music, David Bowie (senza dubbio), Spiritualized… e per oggi credo possa bastare.

Dress code is life.

1 COMMENT

  1. un po’ come il white party ogni ferragosto a radio londra, a ballare l’house; tutti vestiti di bianco altrimenti non si entra… white mandatory solo per la feccia più esclusiva di roma sud e non solo

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here