Aquarius Omega + Rainbow Island @ Sinister Noise Club [Roma, 24/Ottobre/2014]

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Fratellanza cosmica. Rituali d’adduzione. Viaggi intergalattici. Oggetti non identificati. Uomini che probabilmente son caduti sulla terra. Sperimentazioni space-ambient tra mistero e misticismo. Credenze popolari, trance proto-psichedelica, maschere e ombre. Riflessi. Segni dal cielo. Storia millenaria. La prima delle due serate del festival Melt It ha avuto tutto questo come tema portante. Protagonisti gli Aquarius Omega del celebre fumettista Dottor Pira (con una carriera “editoriale” alle spalle quasi ventennale ormai) e i capitolini Rainbow Island tornati a inizio anno con il nuovo ‘Road To Mirapuri’. La distrazione, l’evasione e la trasvolata prendono via via la rotta decisiva dopo una tappa interplanetaria nella trattoria di Enzo che a colpi fotonici di ravioloni al sugo irradia un’aura di insuperata onnipotenza. Il club bomboniera allegorica è infestato di presenze. Nei bagni ci sono infatti piccoli flying objects che sorvolano l’area dedicata, alle pareti vecchie pagine di giornale ripercorrono le avventure e i segreti di stato riguardanti il “nemico” alieno, mentre nella sala concerto sono due le postazioni distinte. Sul palco aprono i Rainbow Island. Il rito è reiterato e prolungato, straniante, invadente quasi, tra tribalismo kraut e aperture drone di una densità inaspettata. Una performance forse troppo “slegata” per lastricare la strada verso l’ignoto, troppo poco spirituale per riuscire a mantenere la mente concentrata, ma sicuramente una prova a tratti ricca di fascino. Come quella dei due Aquarius Omega, seduti in sala con alle spalle immagini trasmesse dallo spazio profondo, teatrali nelle movenze sciamaniche e con bardatura stile loggia segreta. Un trip non sempre illuminante, non sempre perfetto, ma stordente e ammaliante nei lunghi passaggi centrali dell’esibizione. Lunga vita alla fratellanza.

Emanuele Tamagnini

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