Aphrodite @ Open Bar [Lido di Ostia, 27/Giugno/2008]

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Serata di contrasti. Contrasto tra un locale “fighetto” come l’open bar e il pubblico di barakus/freakkettoni/raverini solito a frequentare i concerti del dj inglese. Immaginatevi questo splendido locale a due passi dalla spiaggia, sala interna per il dj-set, amplificatori che sparano la musica anche fuori verso le due piscine adiacenti e tavolini riservati a bordo vasca dove maschi dominanti con i primi due bottoni della camicia aperti versano champagne in coppe tenute in mano da donne vestite da serata di gala. Intorno a loro, gonne zebrate, ciuffi di rasta, ragazzi ciabattati, figli dei fiori e altri tipi di persone che lo champagne neanche sanno che sapore abbia. Al mio arrivo veso mezzanotte, dentro il caseggiato-dance hall accanto alla piscina piccola, sta ancora suonando il dj resident Andypop, che già lo scorso anno aveva aperto per il re della d’n’b al Villaggio Globale, e già lo scorso anno mi aveva molto colpito. Anche in questa occasione riesce a fare dei mix incredibili e a scaldare l’ambiente in maniera egregia. Veramente clamoroso. Bisogna aspettare almeno un’altra ora prima che “The King Of Jungle” metta mano ai piatti (si, lui suona veramente coi piatti) e intanto il locale si rimpie nel vero senso della parola. Mi è bastato distrarmi il tempo necessario per prendere un paio di birre per non riuscire a trovare più un metro quadrato libero. È stato difficile anche entrare in sala per vederlo da vicino. Non si può certo dire che sia ancora un giovanotto; anche quando cerca di fomentare il pubblico con le mani è meno convincente di una volta, ma la musica che fa uscire dalle casse basta e avanza. Dj Aphrodite fa completamente impazzire la gente. Riesce a mandare tutti fuori di testa e ovviamente dopo un’ora del suo dj-set il pubblico a bordo vasca non può farsi mancare il tuffo in piscina. Quindi tutti a ballare in acqua e a schizzare i reazionari che rimangono asciutti. Bella festa e atmosfera rilassata. Ora c’è da fare una riflessione: la volta scorsa Aphrodite si è esibito al Villaggio Globale in una splendida cornice fatta di bottiglie rotte, vomito e piscio per terra ed esseri umani più simili a zombie. Non c’era nenache la piscina. Il tutto allo stesso identico costo del biglietto. Premettendo che qui nessuno si è mai lamentato dei centri sociali, perchè in Italia sono gli unici posti che danno spazio a certi tipi di musica bistrattati dai locali migliori, e molti dei concerti più belli recensiti in questa sede si sono svolti proprio in CSOA, mi viene da chiedere: perchè a parità di costo il servizio acquistato quest’anno era di gran lunga migliore?

Andrea Di Fabio

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