Aphrodite @ La Rivetta [Fregene, 19/Giugno/2009]

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Anche quest’anno non potevo mancare all’appuntamento estivo con Aphrodite, non solo perchè è uno di quei dj che non delude mai, ma anche perchè dopo quasi un mese passato tra università biblioteche e casa a studiare, quello che ci vuole per staccare è una serata in spiaggia accompagnato da amici, fiumi (o fumi…) di alcool e drum and bass a cannone. Dio maledica per sempre la sessione estiva. Viene spontaneo fare un paragone con la serata dello scorso anno. La Rivetta al contrario dell’Open Bar non è un locale “fighetto”, non ci sono le due piscine, non girano bottiglie di champagne e l’insegna sulla strada dice: ”trattoria”. “Ma che sona in una trattoria? Aò, me sa che se semo sbajati”, “No no, è popo questo”.

Immaginavo già che sarebbe stata una serata deludente, un’imbastita pressappochista all’italiana, invece il palco piccolo, gli avventori perlopiù giovani e l’atmosfera avevano un certo fascino DIY (quello vero, non quello di Carletto”ma-come-te-permetti-de-parlà-de-DIY”Pastore) che rendeva il tutto molto familiare. Questa volta non mi sono molto interessato ai dj in apertura, ma sembravano fare un ottimo lavoro. Soprattutto quello immediatamente precedente al dj inglese. Set molto tirato, veloce e suoni ruvidi. Non ho la minima idea di chi fosse (Mc Junior Red, ndr), ma è riuscito a consegnare ad Aphrodite un pubblico già caldissimo e pronto a ballare per ore. A questo punto dovrei parlare dell’headliner della serata, ma il fatto è che qualsiasi cosa possa dire sarebbe inevitabilmente una banalità o un già detto perchè ogni volta che suona, la gente esce fuori di testa, la sua musica riesce sempre ed in ogni situazione a far ballare una marea di persone che non vuole smettere neppure all’alba. Inutile sperare che i suoi standard si possano abbassare. L’unica cosa che si può fare è limitarsi a descrivere la situazione, ed anche questa volta la situazione era ottima: palco in spiaggia a due passi dal bagnasciuga, pubblico preso benissimo che ballava con i piedi nella sabbia, vento fresco che veniva direttamente dal mare. Peccato che la security non facesse scendere giù in acqua. ”Questioni di sicurezza” dicono loro, “questioni che poi la gente entra gratis passando dal mare”, dico io. Bella serata, ma sapevo che lo sarebbe stata. Non bella come all’Open Bar forse, ma settimana prossima si preannuncia in bis al locale di Ostia con Roni Size.

Andrea Di Fabio

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