Aphex Twin @ Masseria Torcito [Cannole, 17/Agosto/2011]

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Non so moltissimo della storia e delle radici di questo “Day Off Music Festival”, sono del tutto ignaro del numero di edizioni realizzate e prima di apprendere che in tale contesto si sarebbe svolta l’unica data italiana di mr. Richard David James, mi ci ero imbattutto solo un’altra volta, poco più di un anno fa, leggendo di un’altra unica data: quella dei Chemical Brothers, che vi avrebbero partecipato con un dj set, evento al quale non presenziai. Ma se qualcuno riesce a portare un mostro sacro della musica elettronica mondiale come Aphex Twin nella mia Puglia, permettendomi di assistere a una serata da incorniciare, merita tutta la mia stima. Ancor più se l’organizzazione si rivela pressocché ottima.

Per quello che voglio sperare fosse il nome più atteso di questa due giorni di musica elettronica (continuando a leggere capirete che intendo), iniziata il giorno prima con set di Grandmaster Flash, Crookers, Congorock e altri, è il ritorno nel nostro paese dopo il set di Capodanno a Roma. La location dell’evento è il Parco della Masseria Torcito, costruzione risalente al dodicesimo secolo vicinissima a Cannole, in provincia di Lecce. Il socio Michele e io raggiungiamo tale borgo che sono già le otto di sera dopo aver trascorso le ore precedenti a Otranto, appena 10 km da Cannole, tra giro per la città con lauto pranzo marinaro seguito da  visita al Castello Aragonese (che ospitava anche mostra su Dalì) e polleggio digestivo tra panchine e tavolini di un bar. Individuiamo subito l’area del concerto ma restiamo per un’oretta a Cannole: riusciamo a trovare un unico locale, una pizzeria, dove prendiamo qualche birra da berci nella piazza del paese, completamente deserta. Le poche persone che si vedono sono altrettanti viaggiatori diretti al concerto, alcuni si fermano a chiederci informazioni. Verso le 21, orario d’inizio riportato sul biglietto, ascoltiamo l’intro di ‘We’re your friends’ di Justice vs. Simian provenire da Torcito, lasciamo l’auto nel centro di Cannole e ci avviamo a piedi, non è neanche mezzo chilometro. All’ingresso ci sono tanti addetti alla security e un paio di carabinieri, intenti a controllare che tutto fili liscio (sorrido guardando un ragazzo chieder loro candidamente “Perché non posso portarla dentro? Ma come, devo lasciarla qui?!” riferito a una grossa bottiglia di plastica riempita con qualche alcolico), il pubblico è davvero quanto di più eterogeneo possa esserci: tamarri, indiehipsters, rastamen & rastawomen, gente in tiro, noto un numero spropositato di canotte da basket di compagini NBA (evidentemente tornate di moda) e solo una t-shirt con il logo di Aphex Twin. Ci sono stand per cibo e drinks, niente grosse file e tra il pubblico anche pompieri e infermieri, evidentemente pronti per ogni eventualità.

Ad aprire la serata i Discoplatters, duo credo “di casa”, seguiti da Draft, dj fiorentino: sonorità dance pesanti, incursioni techno e breakbeat, numero di bpm in continuo aumento e volume anche (a proposito: ottimo impianto!), forse un po’ pesanti come battistrada per Aphex Twin ma il pubblico apprezza e si scatena. E’ mezzanotte e cinquantacinque minuti quando la criniera di capelli di mister James fa capolino sul palco ma nessuno o quasi se ne accorge finché non si spengono le luci e scatta il boato: in piedi tra computer, synth e non so cos’altro, con tre monitor di fronte al palco e altrettanti pannelli alle sue spalle, dà il via a un set che inizia con sonorità più tranquille e rilassate per aumentare di intensità letteralmente col passare di minuti. Colpisce il gusto di mister James per le basi, via via sempre più pesanti e lancinanti, e per i suoni di certe percussioni, valga come esempio massimo ‘Tha’ da ‘Selected Ambient Works 85-92’, sono davvero sorpreso di ascoltarla! Ed è quasi impossibile anche muoversi con un certo ritmo visti i cambi di tempo pressocché continui. Nel mentre, le visioni di mister James si materializzano anche attraverso alcune telecamere puntate sul pubblico: i volti degli estasiati presenti diventano sui monitor, in tempo reale, ammassi amorfi, cumuli cuboidali mentre laser multicolore colpiscono la platea. In una sequenza ideale che potrebbe esser pari a quella dell’evoluzione dei suoi dischi, il set di Aphex Twin spazia dalla ambient alla drum’n’bass fino alla techno: ‘Come To Daddy’ è un autentico delirio, accentuato beffardamente da immagini di tanti personaggi col volto cancellato e sostituito ora dal ghigno dell’artista irlandese (come nell’arcinoto video del brano in questione), ora da immagini in tempo reale del pubblico. Solo che a subire il trattamento sono personalità del nostro paese (tra cui alcuni pugliesi doc): Berlusconi, Vendola, Lino Banfi, Domenico Modugno, la Ferilli, la Marcuzzi e la Bellucci, perfino Moana e Rocco. Il finale è hardcore ultranoise tra bassi spaccastomaco, battiti incessanti e rumori bianchi ed è impossibile star fermi.

Con una coda malinconica: l’ultima immagine che si vede sui monitor che ritrae un Richard David James dall’espressione annoiata con sopra disegnati un capellino da festa e una trombetta e la scritta “Happy birthday, Richard”: è passata la mezzanotte ed è il suo compleanno, 40 anni. Ma nessuno realizza e prova a cantargli gli auguri, nel mentre lui se n’è già andato, la testa dei presenti è già al dj set dei Pendulum. Senza offesa per questi ultimi ma credo che chiunque chiamato a fare un altro set dopo uno spettaco del genere dovrebbe quantomeno far calmare la acque una mezzoretta. Invece, sentite le prime note di un brano dei Prodigy, io e il socio decidiamo che è ora di andarcene, poiché niente -giustamente- può aver senso dopo una tale prova di forza. Vediamo gente che sembra stia entrando solo ora, solo per questo dj set (neanche un set vero e proprio), che tristezza – non volevo crederci, nei giorni prima del concerto, alla voce che voleva gente più interessata a quei due piuttosto che a un set di Aphex Twin, purtroppo realizzo che era vera. Affari loro, non sanno, proprio non sanno cosa si sono persi. Nota comica finale, la richiesta in assoluto più bizzarra mai ricevuta dopo un concerto, pensate a due persone che camminano in un tratturo in piena campagna salentina alle tre di notte e si sentono chiedere: “C’avete mica la batteria di un Nokia?”

Piero Apruzzese