Any Other @ Fanfulla [Roma, 20/Febbraio/2017]

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La storia è iniziata poco più di un anno fa, e di strada, non solo in senso metaforico, gli Any Other ne hanno percorsa parecchia. Mesi intensi, pieni di esibizioni in Italia e all’estero, per promuovere ‘Silently. Quietly. Going Away.’, esordio sulla lunga distanza del collettivo Milan-based composto da Adele Nigro, ex-Lovecats, che proprio a un concerto del suo vecchio duo (al Circolo degli Artisti, Rip), conobbe Marco Giudici e Niccolò Fornabaio, all’epoca in The Assyrians, mentre tutti loro, con le rispettive formazioni, erano impegnati ad alternarsi sul palco, facendo da opening act ai Motorama, quanto di meglio prodotto dalla musica russa dai tempi del Coro dell’Armata Rossa. Mancano poche date prima di interrompere il viaggio, ma ci sono già nuovi progetti in cantiere: Adele, “principale” di Any Other, imbraccerà sax e chitarra, lasciando il microfono a Giudici in Halfalib, per ‘Malamocco’, un disco composto da pezzi che il variopinto (come look e non solo) artista aveva tenuto nel cassetto per troppo tempo e che è stato spinto a rimetterci mano proprio dagli altri due membri della band (Niccolò resterà ai piatti anche in questo progetto). La vita è un cerchio, bisogna solo trovare i giusti ingranaggi per completare il giro.

Il Fanfulla comunica che il live inizierà alle 23.30 e, sorpresa, sarà proprio così. Varcando le soglie del locale, con sipario rinforzato rispetto alla nostra ultima visita, modifica che renderà più comico del solito il nostro ingresso, riconosciamo le note tratte da uno dei dischi che più abbiamo ascoltato nell’ultimo anno e che, a un attento ripasso nella mattinata del giorno del live, ci sono apparse ancora originali. Il trio, col batterista in posizione centrale rispetto agli altri due membri, voce e chitarra la Nigro, Giudici al basso, regala una buona prestazione e anche se alcuni pezzi sono ormai in giro da un discreto lasso di tempo non vengono a noia nemmeno a chi li conosce a fondo. La pur non perfetta esecuzione di ‘Something’ (la stanchezza di fine tour si fa sentire) sottolinea la bellezza del brano e l’idea folle che ne è alla base: Adele canta e si fa il controcanto da sola, quello che su disco è stato registrato in due fasi, dal vivo viene accorpato, e chi se ne importa se tempo per respirare c’è solo una volta ogni venti/trenta secondi. I pezzi meglio riusciti, quelli in grado, fatto non da poco, di lasciarci qualche brivido sulla schiena, sono ‘Roger Roger, Commander’ e ‘His Era’, mentre intorno a noi non c’è la solita audience distratta e sparpagliata che in genere frequenta questo locale del Pigneto, ma compattezza e attenzione. Tutti sono ordinati sotto al palco. La frontwoman deroga al suo solito silenzio scenico per descrivere ai convitati le sue emozioni per gli ultimi live a supporto del primo disco: è tempo di bilanci per loro, che non avranno molto tempo per star fermi, visto che da aprile torneranno on the road con Halfalib e che di certo, dopo il successo del primo episodio, daranno ben presto un seguito al capitolo iniziale di Any Other. Prima dei saluti ci sarà spazio per un paio di brani nell’encore, con la Nigro che dapprima rientrerà da sola per suonare in acustico ‘Me Muddled’, tratto dall’EP ‘Sonnet #4’, seguita poi dal resto della band per l’ultimo pezzo. Usciremo dal locale divertiti, con un amico che non conosceva gli Any Other e che non smetterà di dirci quanto li abbia apprezzati. Al prossimo live romano, sotto palco, ci sarà un ammiratore in più.

Andrea Lucarini

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