Antony And The Johnsons @ Auditorium [Roma, 1/Luglio/2013]

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Ci sono delle rare volte in cui il report del concerto si potrebbe scrivere tranquillamente prima del concerto stesso. O perchè sai già cosa aspettarti e sai che non verrai tradito, o perchè sai già che tanto nessuna combinazione di lettere, numeri e segni potrà mai descrivere l’evento che vedrai (ma soprattutto sentirai). Il live di Antony e dei suoi compari alla cavea dell’Auditorium ricade esattamente nella seconda categoria di eventi. C’è poco di tecnico da dire, a parte che è stato un concerto quasi esclusivamente di cover di grandi artisti, da Billie Holiday ai Rolling Stones, da Otis Redding a Gloria Gaynor, da Leonard Cohen a Daniel Lopatin. Sì sì, Daniel Lopatin, aka Oneohtrix Point Never, di cui Antony regala una interpretazione della magnifica ‘Returnal’, a dimostrazione della versatilità non solo vocale ma anche musicale del Nostro e della abilità strumentale della band che lo accompagna. E’ stato un viaggio inaspettatamente sciamanico: laddove la certezza era indubbiamente la voce unica al mondo di Antony, la sorpresa è stata l’emotività, o meglio la connessione emotiva, che vocalità e gestualità sono riuscite a creare e infondere nello spettatore. Salito in veste dimessa e dinoccolata di “brutto anatroccolo”, Mr. Hegarty è riuscito nel giro di 3-4 pezzi ben assestati a prendere pieno controllo sia del palco sia della platea, utilizzando la proprio voce come uno strumento aggiunto piuttosto che in maniera classica. Un plauso va sicuramente ai The Johnsons, orchestra raffinata, preparata, presente ma mai invasiva; che hanno sicuramente dato una grande mano alla riuscita della performance. Ecco, io il report l’ho scritto dopo il concerto, ma tanto non ci sono riuscito a farvi capire quello che, per capire veramente, dovreste sentire con le vostre orecchie. La prossima volta, siateci.

Simone Macheda

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