Angus MacLise: a musician, poet, visual artist and all-around downtown shaman.

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“Angus was one of the greatest drummers of all time and one of the greatest poets of all time”. Pensava questo La Monte Young di Angus MacLise che nei primi anni ’60 lo ebbe all’interno del pionieristico drone group Theater of Eternal Music che includeva anche Lou Reed. 46 anni dopo la leggendaria foto dei Velvet Underground a Ludlow Street con il giovane MacLise accanto a Reed, Cale e Morrison, il batterista originale della band più influente di sempre che ebbe un ruolo apparentemente marginale e utile soprattutto agli annali della musica, è oggetto di una meravigliosa mostra in cui riemerge il valore e l’importanza dell’artista MacLise come poeta, musicista, visual artist e sciamano. Angus MacLise muore nel 1979 a Katmandu (Nepal) lasciando pochissime tracce a livello discografico. Non appare infatti in nessuna registrazione dei VU avendo abbandonato il gruppo alla vigilia dei primi show economicamente retribuiti per essere poi sostituito da Maureen Tucker. Negli ultimi dieci anni però un manipolo di accaniti musicisti/musicologi ha passato al setaccio nastro dopo nastro, documento dopo documento, per dimostrare l’importanza chiave di MacLise nella cultura underground di New York degli anni ’60. La ricerca ha portato alla “scoperta” di un cofanetto pieno zeppo di poesie, fotografie, disegni e altro materiale vario, che per anni era rimasto nella cantina della casa della vedova Hetty.

Il contenuto di questa “scatola delle meraviglie” è il protagonista principale della mostra “Dreamweapon: The Art and Life of Angus MacLise (1938-1979)” che apre in questi giorni alla galleria Boo-Hooray di Chelsea a New York. I tre curatori della mostra hanno così connesso MacLise: “human link document, connecting Beat poetry, the art scenes of Fluxus and Andy Warhol’s Factory, psychedelic film, rock and the classical avant-garde”. Tra le tante testimonianze spiccano: un flyer del 1965 che pubblicizza un happening di otto ore assieme a Warhol, Burroughs, Ginsberg e i Fugs ed un manoscritto destinato all’amico Ira Cohen (regista scomparso recentemente). Ma le tracce del MacLise artista (mistico ed eccentrico) si trovano anche in tanti altri “movimenti” che nella mostra vengono portati alla luce completando un puzzle entusiasmante e con pochi precedenti.

“MacLise spent most of the 1970s in Nepal, where he printed his poetry in tiny editions and drew in a fantastical calligraphy of his own creation that resembles Arabic or Sanskrit. It’s an inner poetry likening MacLise’s process to the subconscious automatic writing of the Surrealists”.

MacLise muore a 41 anni a causa di un’ipoglicemia portata alle “stelle” da anni di abusi di droghe (così disse la famiglia) anche se sul referto ufficiale venne riportata la parola “malnutrizione”. Terry Riley lo ricorda così: “a very Jupiterian personality, expansive, with a big sense of gravity, remembers him as a spontaneous merrymaker who also seemed barely mindful of his own dark side. Sometimes he’d be found unconscious on the streets. He just wasn’t a person who was concerned about whether he’d be living tomorrow or not”.

“Dreamweapon includes a related sound installation of some of that music at 265 Canal Street, and on Thursday the Anthology Film Archives will screen some MacLise-related films, including Mr. Cohen’s ‘Invasion of Thunderbolt Pagoda’ from 1968″.

“We still tell history from the point of view of the victors, especially with anything having to do with rock music” dichiara Branden W. Joseph, professore di storia dell’arte alla Columbia University. A figure like Angus MacLise is someone who shows that there are all these other directions not only that one could have gone, but in fact people did go.”

[This is the first overview of the lifework of a major American 20th century artistic polyglot]

DREAMWEAPON
The Art and Life of Angus MacLise (1938 – 1979)
May 10 – May 29, 2011
curated by Johan Kugelberg and Will Swofford Cameron
Opening Party, May 10th,
6pm to 9pm at 521 W23rd Street
Art Exhibition
521 W 23rd Street, New York
Sound Installation
265 Canal Street, Suite 601, New York
Film Series at the Anthology Film Archives
32 Second Avenue, New York, May 12th at 8 PM.

“Angus was a dream percussionist. A dream person” (Lou Reed)

ET

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