Andrew Wood: 25 years ago

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Per non dimenticare. Il 19 marzo del 1990, a soli 24 anni, moriva per overdose Andrew Patrick Wood. Leader dei Malfunkshun e poi dei Mother Love Bone. La storia è nota, notissima. Qualche mese prima dell’uscita di ‘Apple’. Uno degli album più consumati della mia intera esistenza. Lo comprai ad inizio agosto nel negozio milanese a Porta Romana (si, proprio quello). Fu la colonna sonora di una movimentata vacanza montana. Ma Andrew Wood già non c’era più. Aveva perduto contro i suoi demoni che invano aveva provato a battagliare senza peraltro troppa convinzione. Andrew Wood sarebbe diventato un Dio. Rimane un angelo tra i più belli apparsi in quella decade miracolosa. ‘Apple’ il capolavoro inarrivabile giunto appena un anno dopo il meraviglioso EP di debutto (‘Shine’). Prima c’era stato il pionierismo del genere (i suoi Malfunkshun, Green River, Skin Yard, Ten Minute Warning) a cui seguirà la sublimazione dello stesso (Pearl Jam e la parentesi omaggio Temple Of The Dog). Poesia altissima di un artista unico, tra movenze glam (Marc Bolan la sua ossessione) e sangue hard-rock zeppeliniano, con quelle liriche (tutte a firma Wood) che ieri come oggi emozionano e commuovono. Probabilmente il disco più “bello” del movimento flanellato. Che ha già superato la soglia dell’immortalità. Stardog champion. Per sempre.

Emanuele Tamagnini

L’ultimo video

‪Il trailer del documentario del 2005. Malfunkshun – The Andrew Wood Story

La notizia della morte

Man Of Golden Words

Chloe Dancer/Crown of Thorns

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