Andrea Laszlo De Simone @ Monk [Roma, 2/Marzo/2018]

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Dicembre 2017: Top 5 di Nerds Attack. I dischi scelti sono quelli, quelli più amati quest’anno. C’è però un problema; posso mettere come disco dell’anno una canzone scoperta solo qualche giorno prima? No, non posso. però vorrei che immaginiate i mei dubbi con quella sensazione che capita purtroppo – ma anche per fortuna, altrimenti non sarebbe così speciale – poche volte nella vita. Quella sensazione di sentire che quella canzone, quel film, quella lettera, sia una delle cose perfette per te. Che ti rappresenta a pieno, proprio in quel momento. Ecco, quella canzone è l’acme musicale dei miei ultimi anni. È da quell’ascolto che aspetto un suo concerto, è da allora che voglio vederli suonare quel brano dal vivo e di constatare con mano e orecchio se quello che sento e percepisco è così potente o no. L’occasione si manifesta in un venerdì quaresimale in cui Roma sembra addormentata e anestetizzata dalla realtà, tra promesse elettorali e dubbi nella scelta tra il meno peggio per governare sto paese ingovernabile. Ma che fa nascere e crescere tipi alla Andrea Laszlo De Simone che scrivono, cantano e suonano canzoni come ‘Sogno l’amore’.

Arriviamo 3 minuti prima che cominci ad entrare la band. Germanò purtroppo non riusciremo a sentirlo. Il tempo di accordarmi con la ragazza al banchetto di tenermi una copia del vinile che ecco attaccare il primo brano in scaletta. Il primo del suo ultimo disco. Andranno avanti a farlo tutto quel disco, dalla prima all’ultima traccia. La band è potente, si capisce da subito da quell’intro fatto di pura psichedelia, con luci sparate in faccia e fumo sul palco annesso. Sono tutti folgorati dal sacro fuoco della performance, sono tutti bravissimi, e per quanto mi riguarda già al terzo brano il concerto potrebbe finire, perché dopo un tripletta del calibro di ‘Uomo Donna’, ‘Sogno l’amore’ e ‘Vieni a Salvarmi’ qualunque concerto avrebbe già esaurito le aspettative di chiunque. ‘Vieni a Salvarmi’ poi è la canzone perfetta per chiudere un live ed è suonata con così tanta foga e trasporto che si rompe la chitarra al cantante. Ma nulla è perduto. Il concerto va avanti fino alla fine, che in più a tutto il loro secondo disco aggiunge ‘Perdutamente’ tratta da ‘Ecce Homo’ e nel bis ‘Good Goodbye’ e un’inedita che aiutano a capire la capacità di questo gruppo di essere quel qualcosa in più di cui la canzone d’autore italiana ha bisogno. La fortuna di assistere ad un concerto dei nostri eroi dà poi l’opportunità di riflettere sull’importanza di trovare oggi autori capaci di spingersi oltre nella scrittura della classica forma canzone, che sia pop, indie o del tradizionale tormentone; ed è proprio questo che ci fa accomunare Andrea Laszlo De Simone al Battisti anni ’70 di ‘Anima Latina’. E siamo certi che il loro futuro cantautorale non deluderà le nostre aspettative. Mi verrebbe da pregare: Andrea Laszlo De Simone dacci oggi la nostra psichedelia d’autore quotidiana.

Marco Andreoni