And Also The Trees @ Init [Roma, 27/Settembre/2008]

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Il questo precoce freddo autunnale, la musica degli And Also The Trees viene a cullare le nostre più struggenti malinconie. Init stracolmo per il tour del nuovo album ‘Listen For The Rag And Bone Man’, un lavoro veramente notevole, dalle raffinatissime influenze jazz, soprattutto per la sessione ritmica, che si fondono con le tradizionali atmosfere meditative del gruppo inglese. Con questi nuovi brani apre il concerto che non esito a definire uno delle più belle esibizioni mai viste nella mia vita. I musicisti di questa formazione, dalla produzione copiosissima e che nel tempo ha mantenuto una qualità eccelsa, incantano per la capacità esecutiva e per l’empatia che riescono a creare con il pubblico, letteramente rapito, seppure nella calca della folla pressante. Un concerto del genere meriterebbe spazi ben più adatti all’introspezione. Ma la serata è stata ugualmente memorabile: tenerezza, commozione, struggenti paesaggi sonori dipinti dalla meravigliosa chitarra di Justin Jones. Simon Huw Jones è la nostra voce guida, il moderno bardo di una terribile narrazione interiore, la voce del vecchio marinaio di Samuel Taylor Coleridge, ugualmente dannata e affabulante. L’equivalente sonoro di un quadro preraffaellita è l’unico modo efficace per descrivere la poesia immensa della musica del gruppo di Inkberrow, in cui innocenza, grazia e minuta precisione si uniscono nel raccontare favole senza tempo con il preciso intento di far rivivere all’interno della nostra moderna anima quell’antica fascinazione. La seconda parte del concerto ci offre la possibilità di riascoltare vecchi brani anche da ‘Virus Meadow’, con somma commozione di tutti noi.Con il dono finale di ‘A Room Lives In Lucy’. Posso dire di essere stata letteralmente onorata di assistere a una tale performance in cui la lancinante anima new wave si tiene amabilmente per mano con le cavalcate psichedeliche dei migliori Doors, lo swing più delicato, le canzoni dei menestrelli, le campagne inglesi, i quadri di Milliais e anche questo dolce Autunno romano.

Simona Ferrucci

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