Amiina @ Circolo degli Artisti [Roma, 24/Giugno/2009]

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Ultimo concerto dell’estate per quel che mi riguarda, a meno di clamorose sorprese (ci saranno stanne certo, ndr). Chiudo con un certo piglio personale andando ad ascoltare le Amiina che tutti, o quasi, compreso me, conoscono perchè sono una parte integrante dei Sigur Ros. E quindi c’è un sacco di gente curiosa che si fa vedere stasera, soprattutto perchè fa fico esserci. Alla vista della fila per entrare mi viene da storcere il naso. L’aria da snob sfigato del cazzo che mi porto addosso si sente come un morbo tra i presenti e, mentre tutti mi schifano, inizio a schifare tutti quelli che sono qui tanto per darsi un tono. Me compreso.

Fa un caldo di Satana, troppa gente, troppi nerd, ma non fichi come vorrei, sostengo tra me e me per darmi coraggio. Le Amiina si presentano in quattro. Quattro ragazzotte pienotte della provincia islandese, carnagione eterea e languida, per non dire cadaverica, vestite eleganti ma senza classe (inguardabili anche se facevano tenerezza), umili e un po’ impacciate. Per fortuna. Iniziano suonando seghe da tagliaboschi che usano come violini, sfregandole con l’archetto mentre pian piano sotto, la musica inizia a crescere grazie al valido aiuto del computer e della batteria. Il risultato è, eh sì, splendido, monumentale, catartico, libero. Da perfette dadaiste le ragazze usano tutto quello che trovano per fare musica, dai bicchieri d’acqua ai gorgheggi, passando per la fisarmonica e i violini. Ogni tanto qualche errore provoca anche panciute risate da parte della band ma per il resto è stato un concerto davvero emozionante (mi sono scervellato per trovare un aggettivo decente ma è venuta fuori solo ‘sta banalità). Picchi di lirismo mellifluo, di suoni acquatici, cascate liquide e plastiche di note dolci e malinconiche dipingono un concerto difficile da dimenticare.  Più suonano più mi piacciono, più aumentano il ritmo più mi vengono le vertigini. Fantastiche, le adoro. E poi mi ricordano i Balmorhea e ogni gruppo che mi rimembra gli amati texani, ha il mio supporto totale. Ogni brano pare più bello del precedente e spero che non finiscano mai. Quando termina il concerto vado a comprarmi il nuovo EP in 500 copie limitate. Non mi resta che circumnavigare Roma, prima di tornare a casa, ascoltare 3-4 volte questo nuovo disco, ‘Re Minore’, che è un gioiellino anche se carente a livello di confezione (pagato 10€). Ringrazio chi mi ha consigliato la serata.

Dante Natale

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