Alexi Murdoch @ Auditorium [Roma, 16/Dicembre/2011]

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Non è semplice nascere all’ombra di uno dei più grandi cantautori della storia della musica. Questo è il caso di Alexi Murdoch, giovane cantautore nato in Scozia e formatosi negli Stati Uniti che sin dal suo esordio è stato paragonato a niente meno che Nick Drake, uno dei cantautori più interessanti e inquieti dello scorso secolo. La riscoperta da parte di critica e pubblico di ‘Time Without Consequence’, che a tre anni dalla sua uscita trovò il successo grazie al fortunato film “Away to go”, ha lanciato Alexi come astro nascente del vastissimo mondo del cantautorato moderno. A cinque anni dall’uscita dell’esordio discografico Murdoch dà alle stampe l’atteso seguito, il non eclatante ‘Towards the Sun’. L’ultima tappa del tour europeo cominciato a novembre porta lo scozzese alla Sala Studio dell’Auditorium di Roma, venue decisamente adatta per questo tipo di concerti.

Presa la postazione dopo un lungo vagare alla ricerca del mio posto, vengono totalmente abbassate le luci per conferire all’evento un’intimità ancora maggiore, causando lo sconcerto dei poveri fotografi presenti in sala. Nel buio totale, la poca luce era affidata a 4 fari blu, si presenta la magra figura di Murdoch,  coadiuvato solo dalla chitarra e dalla sua loop station. La prima parte del concerto scorre leggera, con l’artista che non spreca molte parole per interagire con il pubblico.  Dopo poco, visto anche il tiepido entusiasmo del pubblico, Murdoch si fa più ciarliero lamentandosi del suo amplificatore, spiegando che è stato affittato il giorno stesso a Roma. Il concerto procede sui binari previsti, una manciata di canzoni del bell’ esordio spezzano una scaletta improntata principalmente sulla nuova uscita. Murdoch è sicuramente talentuoso, ha mestiere e difficilmente annoia, nonostante una proposta non certo varia e originale. Il momento del bis arriva molto presto annunciato dall’artista che dice: “So che suona un po’ artificioso però adesso io uscirò e sarebbe bello se voi faceste un sacco di rumore per chiamarmi, lo apprezzerei”. Il pubblico risponde positivamente alla richiesta dell’autore, costretto a rientrare quasi immediatamente sul palco. I bis scorrono rapidi come il resto del concerto e, in men che non si dica, è tutto finito.  Una bella serata all’insegna di un folk d’annata, gradevole, senza particolari acuti. La scelta del buio in sala alla lunga è stata piuttosto fastidiosa (immaginando che questa fosse la volontà di Murdoch) ma niente ha pregiudicato l’ennesima piacevole serata all’Auditorium.

Luigi Costanzo

2 COMMENTS

  1. non so a che concerto hai assistito, certo non allo stesso che ho visto io.

    L’entusiasmo del pubblico è stato poderoso, visto lo status di artista culto, sin dall’inizio. Del resto il teatro studio (con mia sorpresa) era pieno nonostante Murdoch sia, in Italia, abbastanza sconosciuto. La ricerca sonora (anche vocale) viene del tutto eliminata dalla tua recensione. La strumentazione (ricchissima e varia, tra pianoforte, fisarmonica-harmonium, violino suonato come un banjo, voci pre registrate, aggeggi percussivi vari) viene descritta come chitarra e loop station. Poi la richiesta al pubblico su come chiedere il bis è stata molto umoristica… così come altri momenti dello show… insomma… boh.

  2. scusami Francesco ma io ho parlato negativamente di Murdoch? ha suonato 1 pezzo con la fisarmonica-harmonium e 2 pezzi con il violino a-mo-di chitarra (che cosa nuova!!!), io tendo a non scrivere in un live report anche i minimi dettagli (come vedi manca anche la setlist cara a molti altri recensori). Il pubblico era entusiasta ma per la prima parte c’era come una sorta di mancanza di comunicazione (ma è veramente importante?!). detto ciò “artista di culto” mica tanto, murdoch è discretamente popolare (non a caso non mancava il pubblico di tutte le età), gli “artisti di culto” in italia suonano davanti a 20 persone… dove ho scritto che la richiesta al pubblico non era umoristica? da nessuna parte, non l’ho specificato, ognuno si fa l’idea che vuole. ho amici che l’hanno trovata patetica ad esempio, nonostante la simpatia del gesto.

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