Alex CHILTON – R.I.P.

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A questo punto non ci sono più parole. Ma rimangono solo lacrime. Alex Chilton è morto. Improvvisamente. Notizia sconvolgente che si abbatte come un temporale d’estate sui nostri cuori già provati da alcune recenti (tremende) perdite. William Alexander Chilton è deceduto a New Orleans all’età di 59 anni. A causa, molto probabilmente, di un attacco di cuore. Se ne è andato nel suo sud, nella sua terra, lui che era nato a Memphis il 28 dicembre 1950. Artista seminale. Influente come pochi altri. Prima nei Box Tops e poi nei cristallini-fondamentali-fantastici Big Star. Ma come sempre diciamo, non è qui che vogliamo ripercorrere la storia. Basta aprire qualsiasi “libro” di musica. Qualsiasi enciclopedia. Qualsiasi fottuta cosa.

E’ stato il batterista dei Big Star Jody Stephens a confermare il decesso attraverso il sito The Commercial Appeal: “Alex passed away a couple of hours ago,” Stephens said. “I don’t have a lot of particulars, but they kind of suspect that it was a heart attack”. Chilton dopo il grande successo dei soul oriented Box Tops rifiutò di entrare nei Blood Sweat & Tears perchè ritenuti troppo “commerciali”. Quindi nel 1971, proprio a Memphis, eccolo raggiungere Chris Bell per prendere parte ad un’avventura che ha influenzato generazioni e dato vita a quello che oggi viene chiamato power pop. Non è un caso che nel tempo tra gli artisti che hanno reso omaggio ai Big Star figurano anche This Mortal Coil, The Bangles, Wilco, Graham Coxon, Garbage, Son Volt, Counting Crows, Elliott Smith, Jeff Buckley, Cheap Trick, Superdrag, Evan Dando, Cat Power, Yo La Tengo, You Am I, Placebo, Xiu Xiu, His Name Is Alive e ovviamente i Replacements che scrivono nel 1987 il brano ‘Alex Chilton’. I Big Star avrebbero dovuto suonare il prossimo weekend al festival SXSW di Austin.

Alex Chilton è morto il 17 marzo. Lascia la moglie Laura ed il figlio Timothy. Lascia una vita di emozioni. Ma rimane, qui, accanto a noi. Per sempre.

Emanuele Tamagnini

[New York Times]: “Alex Chilton, the mercurial if influential rock musician, whose work spanned an eclectic gamut from the soul songs of the Box Tops to the multiple incarnations of his pop band Big Star, has died, The Commercial Appeal of Memphis reported. He was 59. The cause of death is believed to have been a heart attack”.

[Washington City Paper]: “Alex Chilton has passed away. Whether you know it or not, you owe half your music collection to that man. And indie rock owes almost everything”.

[SXSW]: “Alex Chilton always messed with your head, charming and amazing you while doing so. His gift for melody was second to none, yet he frequently seemed in disdain of that gift. He seemed as troubled by neglect as he did by fame. He wrote the most accessible pop songs that turned into something quite sour on closer reflection. It was impossible to know what he was thinking. But it was always worth pondering, because that’s what a truly great artist makes us do. And make no mistake: Alex Chilton was an artist of the very highest caliber. It’s too early to do much but cry about our loss right now, but he’ll be missed, and missed more as the ages pass and his myth continues to expand – that music isn’t going anywhere. R.I.P. and thank you, friend.” – SXSW Creative Director Brent Grulke

[L.A. Times]: “Chilton was famous for packing his sets with the most obscure and hilarious rhythm and blues and early rock songs he could find. He’d take them at double speed, or stretch them out as if we were all tripping on hallucinogens in a hotel lounge in the hinterlands. He recorded some of these shattered gems on solo albums, but they were best experienced live, in sets that delighted everyone present, especially the rascal in front of the microphone”.

5 COMMENTS

  1. Che notizia tristissima… confesso che da qualche tempo ho paura di aprire le news musicali, i miei musicisti preferiti stanno morendo come mosche. Ma questa non me l’aspettavo proprio, anche se vista la sfiga assurda che ha perseguitato Chilton ora a ripnesarci non mi stupisce, cioè alla fine ci sta tutta.
    Quest’uomo ha scritto una marea di canzoni bellissime (anche se concentrate in pochi anni, ehm), ha influenzato un sacco di musica venuta dopo e tuttora parzialmente in voga… e non lo sa quasi nessuno! Di quelli “normali”, chiaro.
    Io per fortuna non sono normalissimo, così perlomeno qualche anno fa ho avuto il privilegio di vederlo, appoggiato in transenna, nella estemporanea reunion (forzatamente incompleta…perchè si sa che c’è sempre e comunque qualcuno più sfigato di te – salutaci Chris, Alex) dei Big Star: al di là dell’emozione di sentirlo cantare pezzi dai primi due album (nulla dallo stupendo “Third”, mi pare), la cosa che mi colpì di più – e che ora ricorderò per sempre, visto che non ci sarà una prossima volta – era il suo amabile distacco durante l’esibizione, come se non gliene fregasse tutto sommato nulla ma ci snocciolasse comunque queste gemme preziose con nonchalance, ma il tutto era tutto assolutamente ok per lui e per noi… e soprattutto i due o tre pezzi in cui non cantava e si è fumato sorridendo – ma in modo discreto eh, “sogghignando” diciamo – soddisfattissimo una sigaretta, (immagino il momento più atteso del set da parte sua!), felice solo di essere lì a suonare la chitarra ritmica in una band restando totalmente defilato dalla scena, lui che eppure era e resterà sempre una leggenda. Che grande. R.I.P.

    [Cmq sarà un caso, io non sono fatalista ma in meno di tre mesi se ne sono andati quattro artisti che avevo fissi nel lettore mp3. Fortuna che è un modello scrauso e son solo 2 giga, così nella peggiore delle ipotesi a fine anno avremo finito…. Purtroppo è rotta la spina usb e non posso più cambiare i file, se no ci avrei messo qualche bel discorso del capo del governo, non si sa mai.]

  2. Andrea, spero che nel tuo lettore mp3 tu non abbia Joanna Newsom o Daniel Johnston eh, 🙂
    Con qualche discorso del capo mettici anche qualche bel proclama di Bossi o Brunetta, grazie :))

  3. Ehm, no, però ci siamo andati vicino… per fortuna che il nuovo di Jo è troppo lungo e inadatto a essere ascoltato in metro, mentre Daniel ce l’avevo sull’hard disc dell’ufficio per cui lo consumavo lì. Ma preferisco non parlare del resto, meglio che cambiamo argomento! [E’ rotto cmq, per scampare il pericolo dovrei distruggerlo a martellate!] I 3B spero saltino in aria all’unisono al più presto (tipo domani=), indifferentemente dal mio fluido negativo.

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