Akron/Family @ Init [Roma, 25/Maggio/2011]

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Siamo a Roma, è la sera del 25 Maggio 2011 e il mondo musicale romano (almeno quello a cui si rivolge Nerds Attack!) si divide fra l’Init e il Circolo degli Artisti, a pochi metri di distanza siamo in due mondi completamente diversi, da una parte il folk trasformista degli americani Akron/Family, dall’altra l’indie rock albionico dei Wombats. Qui parleremo degli Akron/Family band che ha letteralmente incantato la critica con i primi due episodi della propria discografia e che, nonostante un leggerissimo calo, continua a fare album incantevoli, fra folktronica e ballate pastorali, la psichedelica, sia passata che moderna, e il white noise; una quanità di elementi e di influenze che crea imbarazzo se si paragona alla staticità della proposta di moltissime band ben più acclamate, anche dallo stesso pubblico di chi, concedetemi la volgarità, “ci capisce”. La serata è aperta dagli Edible Woman trio italiano che con una prestazione abbastanza convincente intrattiene il poco pubblico accorso. I frenetici incastri ritmici accompagnati dal synth che spazia da momenti noise, a altri profondamente pop legati da un gusto psichedelico di scuola ’60, sono un buonissimo antipasto in questa calda serata romana.

Gli Akron/Family salgono sul palco ed è piuttosto evidente che la stragrande maggioranza degli appassionati romani abbia preferito optare per i Wombats, il locale è semivuoto ma non sembra che ai tre americani importi molto; invitano immediatamente il pubblico ad avvicinarsi al palco, chiedono una luce più leggera e possibilmente puntata verso l’audience; citando Miles Seaton: “With all this lights it seems like a movie, and movies are boring”. La band non dimentica mai di sollecitare il pubblico proponendo improbabili danze, istruendoci anche a fare clap e cori, con incitazioni che ricordano un po’ le insegnanti di ginnastica per quarantenni fuori forma. La formula è vincente, non serve molto per vedere ballare chi fino a pochi secondi prima batteva timidamente il piede, ed è di nuovo l’istrionico Miles Seaton, durante un affascinante delirio groovy, a fare il mattatore e a sciogliere le ultime riserve scendendo offstage  suonando e muovendosi come un ossesso. Oltre a tutti questi aspetti prettamente scenici siamo davanti ad una band che non sbaglia una virgola, che riesce perfettamente nei momenti rilassati quanto in quelli più nervosi, chi ha ascoltato i dischi già di cosa stiamo parlando ma certo vedere riproporre live con tale perizia il loro eterogeneo free folk fa una certa impressione; visti da vicino si direbbe che il loro collante sia la buffa attitudine fricchettona, l’estrema naturalezza con cui ha luogo ogni mutamento. Oggi gli Akron/Family ci hanno insegnato l’amore per la condivisione collettiva di un evento, artisti e fruitori che diventano un unicum, contro ogni snobismo che divide da sempre chi giudica e chi suona, indubbiamente uno dei concerti più belli a cui io abbia mai assistito. Chi ha scelto i Wombats ha sbagliato? Sì.

Luigi Costanzo