Absolut Night @ Ex Dogana [Roma, 18/Marzo/2016]

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Gustosa preview dell’ormai clamoroso Club 2 Club Festival torinese nel cuore di San Lorenzo, in quella Ex Dogana ormai recuperata a pieno regime come spazio polifunzionale per mostre ed eventi (e con una soluzione non da poco al problema “parcheggio in zona”), a targare il tutto una famosa marca di vodka e la firma artistica del collettivo LSWHR ormai di qualità per gli eventi spazianti nel mondo dell’elettronica e dintorni nell’Urbe e oltre. Neppure un’ordinata e pronta promozione, tuttavia, riescono a far rispettare gli orari ufficiali proposti più volte ma pazienza per una volta, è venerdì e il problema del dover lavorare in extremis il sabato mattina stavolta è solo mio. Sale illuminate da luci blu e tute bianche da ricercatore disponibili all’ingresso, una “secret room” sorvegliata da due paggi vestiti di lucine e due ambienti più grandi costituiscono il campo d’azione della serata. Con un’ora di ritardo sull’orario previsto, aprono le danze in maniera clamorosa come sempre i Ninos du Brasil: “solito” set galattico, festoso e trascinante, perfino distruttivo tra il crowdsurfing di Nico Vascellari, mic sul tamburi che saltano in continuazione e un paio di tavole del palco divelte per la foga, il brano a chiudere (sono abbastanza sicuro fosse una novità dal recente EP ‘Para Araras’) traccia una bella traiettoria per l’immediato futuro, in mezzo a sonorità ancora più tribali e ancora più techno. Quelle dove si inserisce il set di Nan Kolé con il suo deck e colpisce ancor più a fondo però deviando di qualche migliaio di chilometri il sud della sua musica, dal Brasile al Sud Africa e trasversalmente dal Veneto di Vascellari e Fortuni alla Capitale, con quel Gqom sfornato nei club di Durban e recente parola d’ordine di tanti dancefloor europei. Dopo tanto calore, il viaggio continua verso la desolazione di Wolverhampton e dell’incredibile mix sperimental/ambient/r&b di Actress per un magistrale dj set: paranoia e voli pindarici su beat irresistibili. La sveglia è già lì a fissarmi imperterrita e alzo bandiera bianca dopo un po’ ma estremamente soddisfatto: non che occorra ribadirlo visto il livello sempre in crescendo negli anni della kermesse torinese ma se questo è solo un antipastino, le portate principali fra qualche mese le servirà minimo minimo chef Bottura.

Pierdomenico Apruzzese

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