A Toys Orchestra @ Circolo degli Artisti [Roma, 7/Maggio/2010]

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Venerdì sera. Poca gente nel cortile del locale. Qualcuno che beve da solo e qualcuno che fuma in compagnia, ma entro un paio d’ore l’atmosfera si trasformerà e ci ritroveremo in tanti, vicini vicini, tutti pressati come sardine per cercare di trovare uno spazietto d’aria in mezzo alla bolgia. Pare ci sia una serata vip, ma non ne so nulla. Riconosco qualche “famoso” comunque: Antonio Catania di Boris, Pif delle Iene. Ma tornando alla musica: ammetto di non essere ferrato sula band campana, questa è una di quelle volte in cui vado ad un concerto per pura curiosità ma senza informarmi troppo, proprio per lasciarmi conquistare esclusivamente dall’esibizione live. Un po’ come quelli che prima di andare a vedere un film non vogliono avere nessun dato su questo in modo da non alterare le loro aspettative, o forse proprio per non crearsene. Comunque, quello che so sul gruppo è che vengono dal salernitano, sono in quattro, hanno appena fatto uscire l’ultimo album che si intitola ‘Midnight Talks’, la loro etichetta è la Urtovox Records (Beatrice Antolini, Appaloosa) e soprattutto ne parlano tutti bene, più passa il tempo e più se ne parla, e così eccomi qua.

Una volta posizionatomi davanti al palco vedo tastiere e synth pronte all’uso, oltre naturalmente a chitarre e basso con rispettivi ampli e la batteria. Quando finalmente entrano in scena c’è molta gente ad attenderli e il concerto comincia con grande entusiasmo. Noto tre ragazzi e, non una, ma due ragazze. Infatti li accompagna ai fiati, alle tastiere e al basso Beatrice Antolini, la bella cantautrice, nonché loro “collega” di etichetta. Raffaele Benevento è il primo ad entrare e, una volta sul palco, comincia a giocare rivolto verso l’ampli, con il feedback del suo basso. Poi entrano Andrea Perillo alla batteria, la Antolini e Ilaria D’Angelis al synth. Infine il frontman Enzo Moretto che imbraccia la chitarra e, dopo qualche problema ai microfoni, dà il via alle danze. Avverto subito la sensazione fastidiosa di non conoscere i titoli dei brani che eseguono e mi riprometto di “strappare” una scaletta dal palco a fine concerto perché loro mi piacciono fin da subito. Il discorso sul “lasciarmi impressionare dal live” ha funzionato! Mi piacciono molte cose di loro: da una base molto brit rock, tirano su una miscela ben equilibrata di ballate pop, rock melodico, ma anche dissonanze armoniche o feedback che rimandano ai gruppi noise o post rock. Altro aspetto molto fico: si scambiano di continuo gli strumenti. Enzo si alterna alla chitarra e al piano, Raffaele tra basso e chitarra, Ilaria dai synth passa al piano nei primi brani, poi al basso e poi alla chitarra ritmica e anche Beatrice alterna i fiati dei primi brani al basso e le tastiere. In qualche canzone, il ritmo malinconico tipico delle ballate folk, mi fa ricordare il dark cabaret dei Dresden Dolls, ma di sicuro non è una delle influenze principali della band: si possono citare i Beatles o i Coldplay per questo. Indubbiamente spettacolare la voce Di Enzo Moretto, e sensualissima (i commenti dalle retrovie si sprecavano) la voce “sospirata” di Ilaria D’Angelis. Provo a riportare i brani che sono certo abbiano suonato (perché di scalette sul palco non ho visto neanche l’ombra): ‘Mystical Mistake’, ‘Invisible’, ‘Peter Pan Syndrome’, ‘Cornice Dance’. Suonano per poco meno di due ore e danno il massimo. A fine concerto la sala è piena di gente e fuori non si cammina, ma la musica ricercata di una band come questa rimane in testa. Fortunatamente riesco a trovare uno spazio tranquillo dove parlare della serata senza soffocare. Dopo un po’ però, mi ritrovo a pensare che forse un salto al banchetto dei CD e magliette bisognava farlo, così a testa alta, decido di riaffrontare il muro di esseri umani che mi separa dalla sala del Circolo.

Marco Casciani

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